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MotoGP, Dovizioso: "La sprint race? ascoltate i piloti, lo show si fa coi regolamenti"

Andrea Dovizioso non appare affatto convinto dall'introduzione della Sprint race il prossimo anno. "La MotoGP ha bisogno di altro, lo show lo fanno i regolamenti tecnici. Importante anche il feedback di noi piloti"

MotoGP: Dovizioso: "La sprint race? ascoltate i piloti, lo show si fa coi regolamenti"

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Andrea Dovizioso si è sempre distinto per la sua capacità di analisi, dentro e fuori dai circuiti. Il pilota italiano, che abbandonerà il campionato ben prima della sua conclusione a seguito dell'annuncio del suo ritiro, non si risparmia però nelle prove libere, che in mattinata lo hanno visto anche inserirsi nella Top10. La notizia dell'arrivo delle Sprint Race, sulla falsariga della SBK e Formula1, è comunque il ciclone che ha investito il paddock quest'oggi, ma Dovi non sembra convinto delle scelta, forse presa anche a seguito del vistoso calo di pubblico riscontrato in alcune gare quest'anno.

"Oggi sono andati tutti davvero forte - ci racconta Dovi - del resto il tracciato non è molto lungo quindi è anche normale essere tutti vicini. Ho sbagliato totalmente il mio giro veloce, avrei potuto fare molto meglio. Non abbiamo neanche provato la mescola dura all'anteriore perché abbiamo dato priorità al setup della moto, ma sembra dai dati che potrebbe essere una opzione valida. Il margine di miglioramento quindi c'è, molto dipenderà anche dalle condizioni del tracciato. Per come va la MotoGP adesso, le distanze dei tempi sono molto strette quindi entrare nella top10 non sarà facile".

Stamattina però nella Top10 eri rientrato per un momento. Una piccola soddisfazione?
"Si, una soddisfazione alquanto anomala, non ero più abituato! - scherza il pilota italiano - in realtà stamattina ho avuto da subito delle ottime sensazioni, mi sono adattato al nuovo layout del circuito e montando le click sono riuscito a fare un buon tempo sul giro".

L'argomento del giorno è l'avvento di questa sprint race dal prossimo anno. Anche se non ci sarai, quali sono le tue opinioni, da veterano, in merito?
"Sono molto curioso di sentire di cosa si parlerà in Safety Commission. Sicuramente questo argomento uscirà fuori, sono in particolare curioso di capire che discorsi sono stati fatti in precedenza. In questo momento commentare questa notizia è prematuro, ancora non abbiamo tutte le informazioni".

Così a caldo, cosa ne pensi?
"Secondo me non è ciò di cui ha bisogno la MotoGP per migliorare lo spettacolo più di tanto. Non dico che non sia impossibile, potrebbe essere interessante parlarne. Quello che vorrei è che i piloti venissero ascoltati, non per dirigere le decisioni ma per poter dare il giusto feedback a chi deve prenderle".

Tempo ne rimane poco per discuterne, la conferenza è fissata già per domattina.
"Un motivo in più per vedere cosa si dirà in Safety Commission. Il feedback dei piloti va preso in considerazione non perché siamo i detentori della verità assoluta, ma perché da piloti è probabile che noi potremmo pensare a qualcosa cui loro potrebbero non aver pensato".

L'anno prossimo ti ritroverai ad assistervi da spettatore. Da esterno, questa operazione pensi possa invogliare di più il pubblico?
"Ovviamente guarderei tutto, ma sono convinto che non sia questa la soluzione che serve alla MotoGP per migliorare lo spettacolo. Con questo non dico che sia una soluzione assolutamente negativa, non possiamo saperlo né voglio sentenziare su qualcosa di cui ancora non si è discusso".

Se non è questa la soluzione, cos'altro potrebbe esserla?
"Innanzitutto lo spettacolo deriva in gran parte dai regolamenti tecnici. E' pur vero che i team sono i primi a chiedere una stabilità dei regolamenti, perché ci sono investimenti e soldi in gioco, ma spesso questo finisce per condizionare lo spettacolo. Chiaro che se si stipula un accordo per seguire determinate regole per cinque anni, è giusto che sia così, ma il discorso penso possa essere ancora più lungo e complesso".

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