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MotoGP, Quartararo: "Marquez ha ragione, dobbiamo imparare dalle Case italiane"

"Credo che giochiamo troppo lontano dai regolamenti e credo che siamo un po' troppo prudenti. Quindi penso che a volte dobbiamo anche noi interpretarli un po'. Stanno arrivando nuovi ingegneri, quindi penso che le ‘cose stiano cambiando, ma forse ancora un po' troppo lentamente"

MotoGP: Quartararo: "Marquez ha ragione, dobbiamo imparare dalle Case italiane"

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E’ in testa al mondiale, ma con otto Gran Premi dalla conclusione i 22 ed i 49 punti di vantaggio, che Fabio Quartararo ha rispettivamente su Aleix Espargarò e Pecco Bagnaia non sono sufficienti per consentirgli di rilassarsi.

Peraltro il Red Bull Ring non è propriamente una pista Yamaha, anche se Fabio ci è andato a podio.

“In realtà su questo circuito mi sento abbastanzaa mio agio. Nella seconda gara dell'anno scorso ho chiuso in settima posizione, ma finché non è piovuto abbiamo lottato per il podio e la vittoria. Quindi abbiamo la velocità, e sappiamo cosa è fondamentale per noi avere durante la gara. Ritengo che in termini di ritmo non sia una pista negativa per noi, ma i sorpassi e tutto il resto rendono le cose un po' più difficili. Non direi comunque che è una pista negativa per noi, e con la chicane penso che sarà un po' meglio".

Senza averci ancora girato Fabio entra un po’ più nel dettaglio.

"Non ho ancora visto la chicane dal vivo, ma di sicuro penso che per la nostra moto non sarà un male ridurre un po' la velocità rispetto alle altre moto. Penso che se non si perde l'avantreno nella curva a destra, la novità sarà positiva per la sicurezza e per le prestazioni della nostra moto”.

Marquez recentemente si è espresso in modo molto positivo sul pilota della Yamaha, affermando che il francese avrà bisogno dell’aiuto della Casa per provare a vincere il mondiale.

“Ovviamente sto spingendo molto la Yamaha per avere qualche novità, ma non c'è nulla di concreto. Come pilota però sto imparando molto e credo di essere migliorato dall'inizio dell'anno a oggi. Penso di aver fatto un grande passo avanti e spero di poterne fare un altro entro la fine del campionato".

Marc ha appena dichiarato che una delle cose che vuole cambiare è il modo in cui opera il team Honda, per essere forse un po' più europeo. Pensate che la Yamaha dovrebbe fare lo stesso?

"Penso di sì, perché credo che giochiamo troppo lontano dai regolamenti e credo che siamo un po' troppo prudenti. Quindi penso che a volte dobbiamo anche noi interpretarli un po'. Per quanto riguarda la moto del prossimo anno penso che in Yamaha stiano già cambiando un po’. Stanno arrivando nuovi ingegneri, quindi penso che le ‘cose stiano cambiando, ma forse ancora un po' troppo lentamente. Oggi ci vuole un po' di mentalità europea, soprattutto italiana (ride). Credo che questo sia il metodo per provare molte cose. I giapponesi a volte pensano che non sia utile, ma dobbiamo provare tutto quello che abbiamo in mente per migliorare”.

Oggi i tuoi due rivali sono Aleix Espargarò e Bagnaia. I due piloti con cui hai combattuto di più negli ultimi anni sono stati Marc Márquez e Francesco Bagnaia. Puoi descriverceli?
“In realtà è difficile! Finora non ho vinto nessuno dei due veri scontri che ho avuto con Marc, a Misano e in Thailandia. E quando fai l’intera gara davanti a lui e lo vedi sempre lì, è una situazione piuttosto difficile! Per quanto riguarda Pecco, non abbiamo mai lottato testa a testa in una gara. Abbiamo lottato a lungo per il campionato, è un pilota molto forte. In questa stanza e nel campionato ci sono i migliori piloti del mondo, quindi è difficile combattere e battere qualsiasi pilota qui".

Rispetto al passato ci rendiamo conto che i piloti hanno buoni rapporti. Per esempio tu ti trovi bene con Aleix Espargaro nonostante tu stia lottando con lui per il mondiale: questo buon rapporto continuerà per tutto il campionato?
"Penso che non ci sia motivo di cambiare questa situazione. Forse al di fuori delle gare ci batteremo, ma quando corriamo c'è molto rispetto: lui vuole vincere, io voglio vincere, tutti qui vogliono vincere. Vincere è la cosa più importante, ma il nostro rapporto al di fuori della competizione non cambierà".

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