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MotoGP, Bagnaia o Aleix Espargarò? contro Quartararo ne rimarrà solo uno!

Alla vigilia del GP d'Austria al Red Bull Ring il ducatista ha 4 vittorie, 4 cadute e nessun piazzamento sul podio, mentre il pilota dell'Aprilia una sola vittoria, ma non ha mai commesso un errore

MotoGP: Bagnaia o Aleix Espargarò? contro Quartararo ne rimarrà solo uno!

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E’ una lotta a due od una lotta a tre, quella per il mondiale della MotoGP quest’anno? Ce lo domandiamo ad 8 Gran Premi dalla conclusione e quindi con ben 200 punti ancora da assegnare, considerando la situazione attuale: i 22 ed i 49 punti che rispettivamente separano Fabio Quartararo da Aleix Espargarò e Pecco Bagnaia.

Se si va al di là dei numeri si scopre che il pilota dell’Aprilia ha raggiunto questa invidiabile posizione andando a dama in tutte e 12 le gare finora disputate, con una vittoria e complessivamente ben cinque podi, quattro terzi posti consecutivi. Una media di 13,1 punti a gara.

D’altro canto il leader della Yamaha non ha concluso solo ad Assen e ciononostante la sua media è di 15 punti, grazie a tre vittorie  e sei podi.

Bagnaia, fra i tre, è sicuramente quello messo peggio: ha una media di 10,1 punti a causa di ben quattro battute d’arresto, in compenso è quello che ha vinto di più - 4 volte - e stranamente ha solo vinto. Non ha un piazzamento. Il che comporta che il suo gap sia quasi di due Gran Premi dall’attuale leader del campionato.

Questa breve analisi porta, conseguentemente ad una domanda: è Pecco Bagnaia ancora un contendente per questo mondiale?

Aleix Espargarò pensa di sì e dopo Silverstone si è espresso chiaramente: “Non è un lavoro facile per la Ducati perché hanno ancora quasi due gare (49 punti) di svantaggio, ma hanno molte moto in pista, possono fare molto lavoro di squadra e vanno in alcuni circuiti buoni per Pecco come l'Austria e Misano. Tutto è aperto, e credo che le ultime otto gare saranno molto combattute in termini di campionato".

Il punto di forza del torinese, come sempre, è la capacità della Ducati di esprimersi al meglio su qualsiasi pista ed il fatto che i prossimi due Gran Premi si corrano su due piste favorevoli alla GP22: il Red Bull Ring e Misano.

Dal 2016 in effetti la Ducati ha quasi sempre vinto in Austria con Iannone, Dovizioso, Lorenzo, di nuovo Dovizioso e Martin nel 2021, perdendo solo con Miller nel 2020 contro la KTM di Oliveira.

Se contiamo sempre dal 2016, a Misano, invece vediamo Honda con Pedrosa, quindi Marquez davanti a Petrucci e Dovizioso, poi Dovizioso davanti a Marquez, di nuovo Marquez davanti a Quartararo nel 2019, poi la Yamaha di Morbidelli davanti a Bagnaia (e nella successiva ‘doppia causa Covid’, Vinales davanti a Mir), per arrivare l’anno passato al successo di Bagnaia davanti a Quartararo.

Quindi il Red Bull Ring è sì feudo Ducati, Misano decisamente di meno.

C’è dell’altro: la rincorsa per il titolo di Pecco si è infranta nel 2021 proprio con la caduta di Misano 2, cosa che conferma come il torinese tenda ad andare oltre il limite quando (apparentemente) si trova tranquillo al comando.

Eccesso di confidenza? Tendenza ad andare oltre il limite? Non lo sappiamo, certo è che questa caratteristica - e nel 2020 cadde 6 volte su 14 gare - non depone a suo favore in una campionato che si vince anche con i piazzamenti.

Ma andiamo oltre e soppesiamo ulteriormente le parole di Espargarò. Quando dice che la Ducati ha 8 moto in pista è questo un vantaggio od uno svantaggio per Pecco Bagnaia?

Entrambe le cose, in realtà. Potrebbe essere un vantaggio qualora fra sé e la coppia di testa si frapponessero più moto rosse; uno svantaggio qualora due dei suoi compagni più accreditati, Bastianini e Martin, gli finissero davanti. Nell’impossibilità vista la situazione e la filosofia Ducati di imporre ordini di scuderia.

E’ difficile dunque il compito di Pecco, perché non può permettersi un altro errore che lo staccherebbe definitivamente dalla volata finale nella quale Quartararo è sempre il favorito…ma attenti a Aleix Espargarò che con un’unica vittoria ma una sorprendente affidabilità potrebbe essere il cavallo vincente di una volata lunga che inizierà dal GP d’Austria.

 

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