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CIV Moto3 450: una formula distante dal Mondiale, ma vincente

Questa stagione il CIV Moto3 ha sposato il monomotore Yamaha 450cc per ridurre le spese, livellare le prestazioni e limitare i decibel, con ulteriori novità tecniche all'attivo. A fronte delle perplessità di fondo iniziali, la pista sta offrendo invece spettacolo a profusione con gare spesso decise al fotofinish

Moto3: CIV Moto3 450: una formula distante dal Mondiale, ma vincente

Indiscutibilmente, la “nuova” Moto3 rappresenta una delle principali fonti di interesse del Campionato Italiano Velocità 2022. Dopo otto proficue stagioni sul piano agonistico, la Moto3 tricolore ha sposato ufficialmente il monomotore Yamaha 450cc di derivazione crossista (già sperimentato nell’ultimo biennio) in sostituzione dei classici 250 GP bialbero 4 tempi. Un’autentica rivoluzione che va ben oltre la questione puramente tecnica, accolta in un primo momento con una certa diffidenza e perplessità da molti addetti ai lavori, ma che in pista non sta affatto deludendo le aspettative, né tantomeno quelle dei diretti interessati. Un anno di prova che, alla fine, aiuterà a capire se si è fatto un passo avanti oppure due indietro.

Il motivo del cambiamento

A tal proposito urge fare un riassunto delle puntate precedenti. Sebbene abbia gradualmente abbassato gli iscritti, il “vecchio” CIV Moto3 veniva comunque considerato una categoria tecnicamente valida e avvincente. Dunque, a che cosa è stata dovuta questa svolta? Tralasciando il numero di partecipanti, la filosofia del “tutti possono disporre di moto non ufficiali e gestirle a basso costo” è venuta meno. Una tesi surclassata soprattutto dall’approdo di strutture impegnate a loro volta nel Motomondiale, che col tempo hanno di fatto confinato nelle retrovie i privati grazie all’utilizzo di moto superate nel circus, però ancora assai valide nei campionati nazionali. A cui si sono aggiunti i sempre più elevati costi di progettazione, sviluppo e gestione dei propulsori 250cc, diventati insostenibili. L’obbiettivo annunciato dal promoter FMI nel 2019 si è rivelato pertanto duplice: da una parte ridurre le spese (livellando ove possibile le prestazioni) per consentire l’allargamento dei partecipanti e dall’altra limitare i decibel, finiti pesantemente sotto accusa per il disturbo arrecato ad autodromi e zone antistanti.

Novità, timori e pregi

Entrando nello specifico tecnico: pur mantenendo sostanzialmente invariata potenza e ciclistica, tale cambiamento significa aumentare la coppia motrice e passare da 6 a 5 per quanto concerne il numero di marce. Parallelamente, marchi storici (KTM e Honda) e team di rilievo hanno lasciato spazio a telaisti quali BeOn, Phantom, 2WheelsPoliTo e Brevo, alcuni dei quali presenti anche nel biennio 2020-21 di studio dove la griglia comprendeva sia le 250cc che le 450cc. Se la questione-competitività è stata subito suffragata, con riferimenti cronometrici pressoché in linea con le Moto3 “standard”, i dubbi principali erano dovuti all’adattamento dei piloti complice la maggiore accelerazione e velocità massima delle moto, specie in una categoria definita di formazione per i giovani talenti. In realtà, quasi nessuno ha riscontrato particolari difficoltà in tal senso. Un esempio calzante è quello di Guido Pini che, subentrato in corso d’opera in questo 2022, ha centrato all’esordio 2 vittorie su 4 gare tra Mugello 1 e Misano 2 senza aver mai provato prima la BeOn. Ma non solo, perché le 450cc hanno reso inoltre la guida più confortevole per quei piloti aventi oggettivi limiti di statura e di peso rispetto alla media. Vedi Nicola Fabio Carraro (atteso al via dell’intera seconda parte del Mondiale Moto3 al posto di Matteo Bertelle), che in passato accusava un pesante deficit per via dei suoi 170 cm per 65 kg circa, mentre adesso si trova saldamente in testa al campionato.

Differenze Mondiali: moto simili, ma diverse

Analogamente a quanto accaduto nel CIV Superbike in seguito all’introduzione di centralina MoTec prima e gomme Dunlop poi, anche nel nuovo quadro del CIV Moto3 sono emerse inevitabilmente le criticità (teoriche) legate a un’eventuale wild card mondiale per team e pilota. Coinvolto pure nel FIM Junior GP (ex CEV Moto3) su una datata KTM 250cc e la scorsa settimana nel GP di Silverstone sotto le insegne di QJMotor Avintia Racing Team, lo stesso Nicola Fabio Carraro sta fornendo all’opposto la controprova pratica, dimostrando come non sia affatto impensabile alternarsi alla guida di entrambe le moto in archi temporali ristretti.

Che spettacolo!

Una coperta corta, anche se qualcosa di concreto andava fatto per salvaguardare la categoria tricolore. Certo è che un punto a favore della Moto3 450cc è la spettacolarità delle gare, molte delle quali decise soltanto al fotofinish, al culmine di bagarre intestine per la vittoria. A conferma del livellamento delle prestazioni al fine di garantire a tutti la stessa base di competitività. Con ancora 2 round da disputare, si può quindi affermare che fin qui stia soddisfacendo le attese. Non è un caso che piloti dal respiro internazionale del calibro di Alberto Ferrandez Beneite (Campione CIV PreMoto3 2021, astro nascente del motociclismo spagnolo), Vicente Perez Selfa e Harrison Voight (anch’egli usuale protagonista del FIM Junior GP, salito sul podio a Misano 2 da wild card) l’abbiano scelta per mettersi ulteriormente alla prova nella loro promettente carriera.

Photo credit: civ.tv

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