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MotoGP, Bagnaia e Bastianini lottano per tornare sul trono di Valentino Rossi

VERSO SILVERSTONE E' dal lontano 2009 che un italiano non vince il titolo più prestigioso del motomondiale. Da Agostini, attraverso Lucchinelli ed Uncini, le lunghe stagioni durante le quali l'Italia è rimasta in astinenza: quella atttuale è la seconda più lunga di sempre

MotoGP: Bagnaia e Bastianini lottano per tornare sul trono di Valentino Rossi

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Mancano ancora due settimane alla ripresa della MotoGP dopo una delle pause estive più lunghe di sempre.

Le ostilità riprenderanno il 7 agosto a Silverstone dove a darsi battaglia per il titolo saranno un francese ed uno spagnolo, Fabio Quartararo, già iridato in carica e Aleix Espargaro.

In Italia milioni di persone guardano la MotoGP, un evento che si tiene in tredici paesi in tutto il mondo. L'Italia ha prodotto alcuni dei motociclisti di maggior successo nella storia, ma ormai dal lontano 2009, ultimo titolo conquistato da Valentino Rossi, non abbiamo un italiano campione del mondo. In realtà c’è ancora un candidato, anzi più d’uno che gareggia con i nostri colori ma la possibilità di farcela è ristretta fra due piloti: Francesco Bagnaia e Enea Bastianini. Una coppia Ducati che, peraltro, potrebbe la prossima stagione dividere il medesimo box. Un fatto sul quale si potrebbero fare scommesse.

Ma diamo un po’ di numeri. Dal 2009 ad oggi sono passati 12 anni durante i quali il titolo più prestigioso del motomondiale è stato appannaggio per ben 10 volte di un pilota spagnolo e sono stati in tre a dividersi questo record: Jorge Lorenzo (2010), Marc Marquez (2013-2019) e Joan Mir (2020); fra di loro c’è stato l’intermezzo dell’australiano Casey Stoner (2007), sino appunto al titolo conquistato l’anno passato dal francese Fabio Quartararo.

E’ un lasso di tempo decisamente lungo, molto più di quello che separò l’ultimo titolo di Giacomo Agostini (1975), dal trionfo iridato di Marco Lucchinelli (1981), bissato subito da Franco Uncini (1982): appena 5 stagioni!

In quel periodo, prima dell’intermezzo dei due italiani, a dominare furono un inglese, Barry Sheene (1976-77) ed un americano, Kenny Roberts (1978-80).

Successivamente, però, il digiuno dei nostri colori fu ben più lungo: dal 1982 del successo di Uncini abbiamo dovuto attendere addirittura 18 lunghissimi anni prima di ritrovare un italiano, quel Rossi a cui ci riferivamo all’inizio, campione del mondo.

In quelle 18 infinite stagioni dominarono ancora per un po’ gli americani, 11 titoli fra Eddie Lawson (4), Freddie Spencer (2), Wayne Rainey (3), Kevin Schwantz (1) e Kenny Roberts jr (1). Inframmezzati con gli australiani, Wayne Gardner (1) e Mick Doohan (5) ed uno spagnolo, Alex Criville (1).

Ecco dunque spiegato perché il Gran Premio d’Inghilterra del 7 agosto è atteso con grande esperienza. Anche se infatti Quartararo guida la classifica con 171 punti, 21 più di Aleix Espargaro, Bagnaia e Bastianini inseguono rispettivamente a -66 e -77 punti. E questo quando mancano ancora la bellezza di 9 Gran Premi alla conclusione del campionato, che in numeri fanno esattamente 225 punti.

Margine per recuperare, dunque c’è, anche perché mentre il francese e lo spagnolo, rispettivamente su Yamaha e Aprilia, possono contare solo sul proprio compagno di squadra, i due piloti, entrambi su Ducati anche se di team differenti, possono contare su di uno squadrone che conta complessivamente ben 8 piloti, fra i quali, ironia, c’è anche colui che occupa momentaneamente la terza posizione, Johann Zarco.

Dall’esterno la situazione potrebbe sembrare quella di ‘due contro tutti’, ma la realtà è che nel motociclismo ognuno corre per sé e la responsabilità dei due ducatisti è di riportare a casa quel titolo che all’Italia manca da ben 18 anni (e alla Ducati dal 2007).

Per la cronaca l’ultimo italiano a vincere nel GP d’Inghilterra è stato proprio un ducatista, Andrea Dovizioso, nel 2017.

 

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