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Acosta: "È difficile adattarsi alla Moto2, per questo è così divertente"

Pedro fa il bilancio della prima metà della sua stagione di debutto, segnata dall'infortunio in allenamento: "dovrò ricominciare da capo, ho buon ritmo ma devo migliorare in qualifica"

Moto2: Acosta: "È difficile adattarsi alla Moto2, per questo è così divertente"

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Quest’anno c’era grande attesa per l’arrivo di Pedro Acosta in Moto2. Dopo avere vinto il titolo di Moto3 al debutto, il pilota spagnolo si è subito imbarcato in una nuova avventura e, come è normale che sia, ha avuto soddisfazioni e anche momenti difficili. Il peggiore lo ha vissuto fuori dalla pista, quando si è rotto il femore in allenamento e ha dovuto saltare il GP di Assen.

La pausa estiva gli servirà a recuperare la migliore forma e anche a pensare a quanto ottenuto fino a qui: una vittoria, due podi e una pole position. Non un brutto bottino per un debuttante, ma è lo stesso Pedro a parlare della sua stagione.

Qual è il bilancio della prima metà di questa stagione?
"È positivo, nonostante il fatto che non abbiamo iniziato l'anno come avremmo voluto. Dopo due gare consecutive fuori dai punti in Argentina e Portogallo, e una caduta in Francia quando ero in testa, siamo riusciti a ribaltare la situazione. Siamo arrivati alla pausa estiva con una vittoria, un secondo posto e una pole, quindi siamo al punto in cui volevamo essere, anche se mi sarebbe piaciuto raggiungere questo livello all'inizio della stagione".

Come è stato l'adattamento alla Moto2?
"Adattarsi alla Moto2 non è stato facile come avrei voluto, ma se fosse facile non sarebbe così divertente. Alla fine ti dà una motivazione in più per continuare a lavorare e dare il massimo. Credo che mi sia preso il tempo necessario per adattarmi e arrivare al punto in cui sono oggi".

In quali aspetti ti senti più forti?
Ho dimostrato di avere ritmo e sono forte sotto questo aspetto. Nonostante sia partito da lontano in diverse gare, sono stato in grado di rimontare e concludere in una buona posizione, e persino di lottare per la vittoria. Ho ancora margini di miglioramento, ma era importante essere forti in termini di ritmo".

Qual è stato il momento migliore delle prime undici gare?
"Le Mans è stata una delle gare più belle, anche se ho mancato la vittoria a causa di una caduto. È stato il momento in cui ho fatto quel passo avanti che mi ha permesso di essere al top. Anche il Sachsenring è stato un appuntamento speciale, perché sono partito dal fondo dello schieramento e sono salito sul podio. Tutte le gare sono state positive, ma queste due le metterei addirittura al di sopra della vittoria del Mugello".

Cosa vorresti migliorare al tuo ritorno?
"Le qualifiche sono il punto su cui devo lavorare di più. Se riuscissi a essere forte il sabato, sarebbe una grande spinta per le gare. Ho il passo, ma è importante che la domenica parta da una buona posizione sullo schieramento”.

Quali obiettivi ti sei posto?
"La cosa più importante ora è tornare e riprendere il ritmo. A causa dell'infortunio dovrò ricominciare da capo, procedendo per gradi e senza commettere errori, per essere allo stesso livello della Germania".

Come stai lavorando per tornare dalla pausa estiva nelle migliori condizioni possibili?
"È importante tornare nella migliore forma possibile e queste settimane di pausa mi permetteranno di concentrarmi ancora di più sul recuperare al cento per cento della forma fisica. Sto facendo molte ore di fisioterapia e sto lavorando duramente in palestra per perdere meno massa muscolare possibile".

Qual è il tuo obiettivo per le nove gare rimanenti?
"L'obiettivo è cercare di concludere l'anno nel miglior modo possibile. Questa è la mia prima stagione in Moto2 e ho completato la prima metà in buona forma fisica. Vogliamo tornare a quel punto il prima possibile e, perché no?,  continuare con i progressi che ho fatto finora".

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