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MotoE, La Ducati diventa elettrica: ecco come è nata la V21L

Parla De Silvio: “Questa è una moto a tutti gli effetti, che potrebbe essere avvicinata a una SuperSport. Il progetto è partito nel 2020, al Mugello abbiamo superato il primo esame”

MotoE: La Ducati diventa elettrica: ecco come è nata la V21L

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L’inizio di una nuova era. Ci sarebbe quasi da scomodare il celebre brano di Lorenzo Cherubini, in arte Jovanotti, per inaugurare l’avventura elettrica di Ducati. A Modena la Casa di Borgo Panigale ha infatti tolto il velo alla V21L che nella prossima stagione debutterà in MotoE.

Nel giorno della presentazione, andata in scena a Casa Maria Luigia, era presente Claudio Domenicali, così come Vincenzo De Silvio, Direttore Tecnico R&D di Ducati Motor Holding, il quale ha curata da vicino tutto il progetto di sviluppo.

Con lui abbiamo scambiato alcune battute in merito a questo percorso iniziato ben due anni fa.

“Nel 2020 abbiamo iniziato a gettare le basi per la Moto E – ci ha detto – sono state fatte le prima valutazioni, in seguito lo scorso anno è stato presentato il progetto a Dorna. Una volta ottenuto il benestare da parte dell’Organizzatore siamo poi partiti e a novembre abbiamo messo la moto sul banco prova. Diciamo che questi sono stati i primi passi mossi dalla nostra Ducati, il cui nome V21L è riferito al progetto”.

Vincenzo, da novembre ad oggi quali step sono stati compiuti?  
“Innanzitutto tengo a ribadire che questo è un progetto ancora in corso e quindi in fase di sviluppo – ha puntulizzato – stiamo svolgendo le simulazioni gara come richiesto da Dorna e abbiamo superato il primo esame, rappresentato dai sette giri lanciati al Mugello. A settembre avremo poi un nuovo appuntamento a Misano e siamo fiduciosi che non ci saranno problemi. Come tutti sapete è un progetto nuovo, dove ogni volta impariamo e scopriamo di più e questo è certamente utile al nostro percorso”.

Quali sono stati i primi riscontri in pista?  
“I piloti ci hanno detto che non ci sono differenze macroscopiche rispetto a una moto convenzionale, nonostante pesi di più rispetto a una Panigale. Questa cosa però non li ha limitati in quanto ad agilità o al comportamento dinamico della moto”.

C’è poi il confronto tra pista e strada di cui tanto si parla.
“Esatto! Nell’uso stradale le differenze saranno minori, perché come ben sappiamo ci sono manovre meno estreme, così come l’utilizzo della potenza. In pista questa è particolarmente richiesta, andando poi ad incidere sull’autonomia. In questo momento la priorità di Ducati è però quella di imparare la tecnologia, valutare la chimica delle celle e la densità di energia”.

Rispetto ad Energica avete ridotto il peso di ben 50 kg.
“Noi ci siamo semplicemente basati sulle richieste pervenute da Dorna e questo è stato il nostro approccio fin dall’inizio. Il peso è stato un aspetto fondamentale per capire come spingerci nello sviluppo. Volevamo capire il minimo peso su  cui lavorare e questi 225 kg sono un risultato certamente incoraggiante”.

Qual è stato invece lo step più complicato da affrontare?
“Per una moto del genere il fattore chiave è il raffreddamento. In una moto convenzionale questo è infatti un tema secondario, mentre nell’elettrico le celle devono lavorare in un range di sicurezza da non oltrepassare. Dal momento che la cella è continuamente sollecitata ad avere corrente per lungo tempo, basta un niente per non riuscire ad arrivare al risultato sperato. Ecco perché il raffreddamento diventa cruciale. Noi però siamo consapevoli del lavoro fatto e fiduciosi”.

Questa MotoE la si potrebbe definire come una SuperSport elettrica dal punto di vista della prestazione?
“Direi di sì, la potenza è in quel range. Ci sono diverse somiglianze tra la MotoE e la SSP, anche se poi quest’ultima è una categoria diversa”.

I riscontri cronometrici sono top secret, ma Pirro ha fatto trapelare grande ottimismo per i primi risultati conseguiti al Mugello.
“La prestazione è un tema che ci ha dato grande soddisfazione, ancora di più il fatto che tutti i piloti condividono l’idea che questa sia una moto a tutti gli effetti, capace di emozionare e far divertire, con un gran potenziale. Questo ci ha fatto capire che stavamo seguendo la giusta direzione”.  

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