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MotoGP, Bagnaia: "Cado quando non spingo, devo migliorare la concentrazione"

"Quartararo è più maturo e io lo sono meno. Devo migliorare me stesso, spero di iniziare qui ad Assen, poi continuerò a casa durante l'estate"

MotoGP: Bagnaia: "Cado quando non spingo, devo migliorare la concentrazione"

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ll primo posto nel venerdì di Assen è uno dei migliori modi per dimenticare le recenti delusioni, anche se Pecco Bagnaia non vuole semplicemente scordare i propri errori, ma analizzarli per non ripeterli. Oggi, in Olanda, ha affrontato prima la pista bagnata e poi quella asciutta e sa che la velocità non gli manca.

Mi sono sentito bene anche questa mattina sul bagnato, ho perso solo l’ultimo giro per il traffico, ma le sensazioni erano buone, migliori di quelle in Indonesia o Portimao - dice - Sull’asciutto mi aspettavo di essere competitivo, perché lo sono sempre stato nelle ultime gara. La cosa più impressionante è essere stato solamente di un decimo più lento del mio miglior giro in gara lo scorso anno. Mi sento benissimo nonostante le condizioni non fossero le migliori e sono contento del lavoro che abbiamo fatto”.

Riesci già a immaginare che gara sarà?
Sicuramente Fabio cercherà di scappare, ma io proverò da stare con lui. Penso che con i miglioramenti fatti in termini di guidabilità sulla moto potrò essere più competitivo, l’anno scorso soffrivo di più, come al Sachsenring. In FP1 non ero in Top 10 e oggi sono stato un secondo più veloce, i progressi che abbiamo fatto mi aiuteranno in una pista come questa e cercherò di sfruttarli. Quest’anno posso entrare più rapidamente nelle curve veloci, l’anno scorso perdevo molto da Fabio lì”.

Il passato è alle spalle?
Sono caduto tre volte quest’anno. In Qatar stavo spingendo per recuperare, le altre due volte è successo quando ho pensato di tirare il fiato, forse con la nostra moto se non spingi sulle gomme è più facile andare a terra. È strano da pensare ma è l’unica cosa che mi viene in mente. Forse è anche questione di concentrazione, forse pensare di stare calmo non mi aiuta. Quando mi sono trovato davanti e ho spinto per tutta la gara non ho avuto questo problema, quindi devo concentrarmi quando non sono primo e non devo recuperare”.

Non è un problema di pressione?
Sono un pilota che riesce a gestire bene la pressione, ho lavorato in passato su questo punto e devo continuare a farlo. Quando ero in Moto2, avevo vinto 8 gare e tutte stando al comando. Sono bravo in bagarre, ma in una situazione di stallo devo essere più concentrato e spingere. È il mio pensiero perché voglio migliorare”.

Hai rinunciato a spiegarti la caduta del Sachsenring?
Ho parlato ieri con la mia squadra e cercheranno di darmi una spiegazione entro la fine dell’estate. Sono sempre veloce in qualifica, ma conta poco se poi cado due volte nelle ultime 4 gare, devo lavorare su me stesso e so che il mio team mi aiuterà”.

Quartararo è il tuo riferimento?
Fabio è quello che riesce a sfruttare a pieno il potenziale della sua moto, è molto maturo mentre in questo momento io lo sono meno. Spero che questo fine settimana sua il punto di partenza per migliorarmi, poi continuerò a casa in estate, ci saranno il mio preparatore Carlo Casabianca e la mia ragazza Domizia ad aiutarmi”.

Cambiamo discorso, tanti piloti si sono lamentati durante le FP1 per le condizioni.
Sono d’accordo e l’ho detto subito a Davide. Questa pista ha un grip incredibile sul bagnato, ma in due o tre punti l’acqua stagnava ed erano pericolosi: la staccata della prima curva, l’ingresso della 6 e la 12. Lì era rischioso, sentivi il posteriore non attaccato a terra per via dell’acqua, ho rischiato di andare a terra e bisognava stare attenti. Il problema più grande è che se ti trovi dietro a 6 o 7 piloti non vedi più nulla. Se accadesse in gara? Si potrebbe correre ma bisognerebbe stare più attenti del solito”.

Il turno andava interrotto?
“Appena partiti forse sì, ma probabilmente ci siamo abituati e ci sono stati meno problemi. Non era da bandiera rossa, comunque”.

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