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Prova Wow 775, l’elettrico che sembra un origami

La start up italiana lancia una proposta per la mobilità urbana con un look tagliente e caratterizzato dalle batterie estraibili

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Foto di Christian Corneo

Wow 775 sembra voler smentire che la scelta di uno scooter elettrico per muoversi in città possa essere banale. Il nuovo arrivato della startup lombarda potrebbe infatti farvi ricredere, grazie ad un look decisamente unico, con una tagliente firma luminosa con il LED frontale e con le due batterie estraibili nella parte posteriore.

SEMPRE PIÙ ELETTRICI IN CITTÀ

Che la mobilità urbana stia andando verso mezzi come questo, con propulsione elettrica, ormai è un dato di fatto. Quotidianamente percorriamo infatti ben pochi chilometri, rendendo l’autonomia un problema superato (soprattutto se come in questo caso abbiamo a disposizione ben 95 km). Il Wow 775 cerca di conquistare chi scelga di orientarsi ad uno scooter elettrico con il suo design particolare, ma anche con soluzioni tecniche interessanti, oltre che al vanto di essere made in Italy.

Le batterie, oltre ad avere la caratteristiche di essere estraibili, hanno una tensione di 72V e una capacità di 42Ah / 3,0 kWh. Il tempo di ricarica, da 0% a 100%, è di circa 5 ore con un costo inferiore a 1 Euro, decisamente meno dell’equivalente costo in benzina per percorrere analoghe distanze.

CICLISTICA CURATA, MA MANCA L’ABS

Ciascuna batteria pesa 9 kg, mentre il peso in ordine di marcia dell’intero scooter è di 113 kg (95 più 18 di batterie). Se il posizionamento alto di un componente dal peso “corposo” può far pensare ad una disposizione delle masse non ottimale, in realtà proprio nella guida il Wow 775 svetta sulla concorrenza, e lo fa anche perché sotto al vestito si nasconde un telaio a doppia culla che regala appunto una guida votata alla sportività, abbinato alle ruote da 16’’, alla forcella con steli da 36 mm ed al mono ammortizzatore posteriore.

Altro elemento che gioca a favore dell’handling di guida è il motore centrale, con trasmissione a cinghia, anziché la gettonatissima soluzione del posizionamento nel mozzo della ruota posteriore. Con questa soluzione, oltre ad avere una coppia maggiore, non ci sono masse non sospese che inficiano le doti dinamiche. Alla frenata ci pensano i 2 dischi da 220 mm, con sistema combinato CBS, ma anche un sistema frenante elettronico, attivabile da un pulsante sui comandi di destra, che trasforma l’80% dell’energia cinetica in ricarica della batteria.

ALLA GUIDA DEL WOW

Detto delle batterie, l’altra componente fondamentale di uno scooter elettrico, è il motore: un brushless capace di 4 kW (5,5 cv circa) nominali e 5 (poco meno di 7 cv) di picco massimo. Impressionante la coppia, se fate un raffronto con un mezzo termico, visti i 214 Nm (!!) espressi a 1.000 giri.  Saliti in sella è tutto facile, come è giusto che sia per un mezzo che fa della praticità una delle sue principali caratteristiche.

Ai due freni ed all’acceleratore si aggiungono un paio di “gadget” figli della propulsione elettrica. Il primo è la retromarcia, si attiva tenendo premuto il tasto “R” sul blocchetto di sinistra e si usa con il comando dell’acceleratore. Tolto il dito dal tasto di torna ad andare nella “direzione giusta”. Sul blocchetto destro troviamo invece il tasto per sfruttare la frenata rigenerativa. Oltre a rallentare il mezzo, come detto incamera l’80% dell’energia recuperata nel pacco batterie. Avremmo sinceramente preferito un sistema che integrasse questa opzione nella prima porzione dell’escursione della leva del freno, ma comunque presa l’abitudine può essere utile anche così com’è.

Sono invece tre le modalità di guida, la ECO (45 km/h), City (75 Km/h) e la e SPORT (85 Km/h). Oltre alla velocità, che può essere utile anche come “speed limiter” per i numerosi autovelox che troviamo nelle nostre città, cambia la risposta dell’acceleratore, con prestazioni che restano sempre comunque brillanti almeno fino a 30-40 km/h, per poi smussarsi al salire della velocità. Rispetto ad altri elettrici non c’è l’effetto wow per l’accelerazione, che è buona, ma non da urlo. Una scelta fatta probabilmente per salvaguardare l’autonomia. Autonomia reale che si attesta intorno a 60 km, qualcosa in più o in meno in base allo stile di guida.

Il WOW 775 è omologato nel segmento dei 125 cc, L3E. La sella è sdoppiata, troviamo un vano sottosella da 50 litri a sviluppo prettamente verticale (ci stanno un casco jet + una borsa, ma anche due caschi, incastrandoli con un po' di mestiere), anche grazie al posizionamento delle batterie nella zona posteriore sui fianchi. Oltre ad un gancio porta oggetti, la pedana è ampia e larga, ospita comodamente una borsa, la confezione da 6 bottiglie d’acqua e molto altro. Il blocchetto è elettronico, non serve la chiave, ma va “armato” con il tasto sul telecomando, mentre il bloccasterzo ci è apparso un po’ scomodo da inserire. Va detto che l’esemplare da noi provato è un preserie con piccole pecche che sono poi state sistemate sugli esemplari di produzione.

Il vero ed unico difetto, a nostro avviso, è l’assenza dell’ABS, un paracadute a cui nel 2022 non vorremmo mai rinunciare. È vero che essendo un 125 non è obbligatorio e che la frenata è ottima, ma in caso di fondo scivoloso con una classica frenata di emergenza la chiusura dell’anteriore può sempre essere in agguato. Quanto invece alla strumentazione, manca il dato dell’autonomia residua in km, così se c’è bisogno di saperla, occorre fare un po’ di calcoli, sulla base dei chilometri percorsi dall’ultima ricarica e della percentuale di carica residua delle batterie. L’ansia da ricarica è però contenuta, perché se l’uso è prettamente urbano e di notte si può collegare alla rete elettrica, 60 km circa sono più che sufficienti per muoversi in libertà e serenità.   

PREZZI, COLORI E VERSIONI

Disponibile in ben sei colori, il WOW 775 ha un prezzo che parte da 5.410 euro (nelle tinte nero, bianco o grigio), mentre per questo blu elettrico, oppure per il verde petrolio e l’antracite si sale a 5.560 euro, che possono scendere a 3.738 con l’incentivo del 40% con rottamazione. A listino troviamo anche il fratello minore 774, omologato nel segmento dei 50ini (L1E) che parte da 4.580 euro.

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