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MotoGP, Quartararo e Zarco fanno impazzire la Francia: Les jeux sont faits

La doppietta in Germania regala a Fabio e Johann la prima pagina di 'L'Equipe'. In Italia e Spagna si costruiscono moto e nascono piloti, ma il mondiale 2022 parla di nuovo francese

MotoGP: Quartararo e Zarco fanno impazzire la Francia: Les jeux sont faits

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La doppietta del Sachsenring ha permesso a Fabio Quartararo e Johann Zarco di ritrovarsi in prima pagina sul quotidiano sportivo più importante della Francia, ovvero il celebre L'Equipe. Un onore non da poco, che in effetti i due piloti meritano totalmente visti i recenti risultati ed anche visto l'incredibile amore mostrato a Le Mans verso la MotoGP da parte dei tifosi francesi. La tappa transalpina è stata vinta da Bastianini, ma la presenza ti tifosi sulle tribune e lungo i prati nella tre giorni di Le Mans stride profondamente con quanto visto ad esempio al Mugello. 

Eppure in Italia costruiamo le moto più competitive del lotto, con Ducati e Aprilia che stanno recitando il ruolo di protagoniste incontrastate. Ma sono i piloti che conquistano le folle e non le moto ed in questo momento Quartararo e Zarco riescono ad essere personaggi, seppure in modi diversi. Fabio è giovane, veloce e nonostante la pressione che porta sulle spalle, sembra sempre divertirsi molto. Ha un approccio spensierato, è sempre sorridente ed è un vincente. Non commette errori e forse l'unica cosa che gli manca in questo momento per consacrarsi definitivamente è un confronto con il grande assente della MotoGP, ovvero Marc Marquez. 

Quando a fine 2019 Fabio esplose letteralmente, divenne l'unico in grado di lottare con Marc ad armi pari. Il 2020 doveva essere l'anno del grande confronto, ma con Marc fuori dai giochi, Fabio non solo non ha potuto lottare con lo spagnolo, ma ha anche perso la bussola regalando di fatto il titolo a Joan Mir. Il duello tra Fabio e Marc non c'è ancora stato e nella speranza che Marc torni quello di prima della maledetta Jerez 2020, questo sarà senza dubbio uno dei temi della prossima stagione. 

L'altro personaggio è invece Johann Zarco, un pilota con caratteristiche completamente diverse da quelle di Fabio. Johann è meno giovane, ha un palmares meno prestigioso, anche se dobbiamo ricordare che è un due volte campione del mondo in Moto2. Ma è anche un pilota che ha saputo ricostruire la propria carriera dopo essere approdato in KTM nel 2019. Quello doveva essere l'inizio della sua carriera nell'Olimpo dei top rider, invece si è rivelata una camminata sui carboni ardenti che si è risolta solo grazie a Gigi Dall'Igna, che a fine stagione l'ha salvato mettendolo in sella ad una Ducati dell'Ex Team Avintia. 

Johann è molto istrionico, ha senza dubbio un grande senso dell'umorismo, gli piacciono le belle donne e non lo nasconde e soprattutto è un pilota in una fase diversa della sua carriera rispetto a Fabio. Non ha le stessa pressione del più giovane connazionale, ma porta sempre a casa risultati importanti e in queste tre stagioni è diventato un grande punto di riferimento per la Ducati, perché è il pilota che porta in gara soluzioni che spesso gli altri bocciano, facendo il classico lavoro 'sporco' che è alla base del progresso tecnologico. 

Il rapporto tra Zarco e Quartararo non è neanche lontanamente paragonabile a quello di altri storici rivali come potevano essere Rossi e Biaggi, tanto per citare un altro dualismo che conquistava le prime pagine dei giornali. Ma sono entrambi molto amati in Francia, sono protagonisti in pista e stanno facendo divertire. Se entrambi dovessero continuare la stagione sulla falsariga di quanto visto nelle ultime gare, potremmo ritrovarci a fine anno con un campione ed un vicecampione francese in MotoGP. 

Una situazione che fa ricordare la celebre definizione sul calcio. Lo sport in cui il Brasile ha il miglior attacco, l'Italia la miglior difesa, la Spagna il miglior centrocampo e poi la Germania vince il mondiale. Ecco, nella MotoGP c'è qualcosa di simile, seppure con ruoli diversi. In Italia facciamo le migliori moto, in Spagna nascono fior di campioni ed alla fine il mondiale lo vince un francese su una moto giapponese. 

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