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MotoGP, Marini “avevo il passo per stare con Zarco, peccato per la qualifica”

“Una modifica dell'ultimo minuto mi ha aiutato a far girare la moto, sono arrabbiato per la qualifica, potevamo fare meglio. Partire dalla terza fila rende la gara difficile. Potevo stare con Zarco, forse non batterlo, ma stare con lui sì"

MotoGP: Marini “avevo il passo per stare con Zarco, peccato per la qualifica”

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Di Marini si è sempre detto che è come un diesel: con calma lui arriva, ma ha bisogno di tempo. Ed effettivamente Luca sta arrivando. Dopo la fatica del primo anno e di inizio stagione, e dopo aver fatto vedere qualche buona prestazione in qualifica, finalmente 'Maro' sembra aver trovato la quadra, e oggi ha corso un’ottima gara, con un passo da podio. Anche se il primo podio non è arrivato la tendenza è sicuramente in crescita, con quattro top ten negli ultimi quattro Gran Premi. Pezzo dopo pezzo sta mettendo insieme il suo puzzle verso la maturità in una classe regina con piloti e mezzi agguerritissimi.

Bella gara, ieri si diceva che non avevi il passo ma ci sbagliavamo.
“Nono, avevo ragione. Stamattina abbiamo trovato qualcosa e la moto è migliorata. Avevo più fiducia all’anteriore e riuscivo a gestire anche meglio il posteriore. Faticavo molto a far girare la moto e ciò mi portava a usare di più il posteriore, la cosa mi preoccupava. Stamattina David, il mio capotecnico, ha fatto dei buoni cambiamenti, che mi hanno permesso di entrare più forte in curva e far girare meglio la moto, permettendomi di dare più gas, questo è stato determinante per la gara oggi. Avevo il passo per il podio, quindi l’unica cosa per cui sono arrabbiato è la qualifica di ieri, potevamo fare meglio. Già partire dalla terza fila rende la gara difficile. Avevo un passo per stare con Zarco, forse non per batterlo, ma per stare con lui sì".

Il trucco per essere veloci qui è far girare bene la moto usando il posteriore?
“Sì, anche guardando i dati, è tutto il weekend che Pecco fa una grande differenza. Ho guardato i suoi dati e anche quelli di tutti gli altri, perché volevo fare una bella gara. Sono tutti molto simili tranne i suoi. Si vede che fa la differenza e ha un grande feeling con questa moto: fa più velocità di percorrenza, inclina meno e frena uguale o più tardi. Penso che il segreto per non stressare eccessivamente le gomme sia lì”.

Nella seconda parte di gara sei uscito fuori, mentre all’inizio si sono visti pochi sorpassi.
“Sì era impossibile sorpassare, perché stavo gestendo la gomma posteriore. Gli altri piloti uscivano a tutto gas derapando. Sapevo che avrei dovuto conservare le gomme per poter essere veloce nella seconda parte di gara. Sfortunatamente ho perso qualche posizione e ho dovuto essere paziente seguendo la strategia che avevamo già pensato”.

Si dice che Luca Marini cresca lentamente, mettendo un tassello alla volta, a piccoli passi. Ti ci ritrovi?
“Sì ma questa crescita non si fermerà. Anche i migliori come Quartararo e Pecco continuano a migliorarsi”.

Stai cominciando a capire?
“Sì, onestamente avrei voluto essere in grado di lottare per queste posizioni prima, ma a inizio stagione ero in difficoltà, era tutto nuovo e abbiamo fatto fatica. Adesso abbiamo trovato una buona base, e stiamo migliorando volta per volta. Questa è la prima gara in cui avevo la possibilità e credevo di poter arrivare a podio”.

Pensi che è il momento per il tuo manager di parlare con Ducati, per dire che ci sei anche tu con Jorge e Enea per il team ufficiale?
“No, non è il momento. C’è una gara settimana prossima, concentriamoci su questo”.

Come sono stati i tuoi ultimi giri, sia per il caldo che per le gomme?
“Noi avevamo un certo gap con chi ci precedeva. Dal lato fisico non ho sofferto. C’era vento per cui il caldo non dava fastidio come in Asia, qui era asciutto, non comparabile con le gare in quelle zone. Le gomme sono riuscito a gestirle bene anche se sul lato sinistro erano andate, ma era così per tutti”.

 

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