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MotoGP, Guidotti: "Miller un rischio, ma è il pilota giusto con cui prenderlo"

Il team manager di KTM: "ci serviva Jack, ha entusiamo ed esperienza su altre moto. Oliveira ha rifiutato la nostra offerta. Pol Espargarò in Tech3? Vorremmo sfruttare il team satellite per velocizzare lo sviluppo"

MotoGP: Guidotti: "Miller un rischio, ma è il pilota giusto con cui prenderlo"

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KTM ha scelto Jack Miller per il suo futuro. Un pilota che il team manager Francesco Guidotti conosce bene: lo aveva accolto in Pramac dopo gli anni difficili della Honda e lo aveva traghettato fino alla squadra ufficiale Ducati. Dal prossimo anno lavoreranno di nuovo insieme e l’australiano potrebbe essere la pedina giusta per dare una svolta al progetto MotoGP della Casa austriaca. La RC16 ha dimostrato di potere essere vincente, ma gli manca ancora continuità.

Francesco, perché Miller?
Ci siamo arrivati per una necessità di variare il nostro assetto, avendo ora quattro piloti che hanno esperienza soltanto con KTM in MotoGP. A questo stato dello sviluppo della moto, non dimentichiamo che è un progetto molto giovane rispetto alla concorrenza, dovevamo diversificare per quanto riguardava l’esperienza dei piloti su altre moto. Andava fatta chiaramente una scelta e bisognava accettarne i rischi.

Quando avete iniziato a parlare con Miller?
Avevamo sondato il terreno con diversi piloti e dopo l’annuncio del ritiro di Suzuki è diventato tutto un po’ più semplice, perché siamo stati anche contatti, Mir e Rins liberi hanno destato un po’ di preoccupazione all’interno del paddock con tutti i piloti in scadenza di contratto. Abbiamo trovato in Jack il pilota con più entusiasmo verso il nostro progetto, aveva già corso in KTM e aveva lasciato un buon ricordo, ci sono stati sempre buoni rapporti fra lui e l’azienda ed è un pilota Red Bull da anni, poi io lo conosco bene e l’ho caldeggiato. È un pilota navigato ma ancora in crescita e il suo manager (Aki Ajo ndr) fa parte della famiglia KTM, quindi è stato relativamente facile trovare un accordo.

Cosa potrà portare dal punto di vista tecnico?
Sicuramente un’esperienza diversa e potrà aiutarci a migliorare la nostra moto. È un pilota istintivo, è chiaro che 5 anni di Ducati lo avranno modellato nella guida, ma avendo un talento naturale contiamo in un apprendistato abbastanza veloce.

E da quello umano?
È un personaggio (ride). Si fa volere bene, è un ragazzo trasparente e genuino sotto tutti i punti di vista. Questa genuinità, nella sua gioventù, lo ha portato a fare qualche errore, non strategici ma di ingenuità, di un ragazzo puro. Non ha secondi fini e non sa nascondere quello che pensa. Dal punto di vista personale non ho dubbi che si troverà bene con noi. Da quello tecnico ci siamo presi un rischio, ma penso sia la persona giusta con cui farlo perché ha dimostrato sempre e comunque di dare il suo 100%”.

Con Oliveira non è stato possibile trovare un accordo?
La situazione che si è creata dopo l’annuncio di Suzuki ha portato a un’apertura generale del mercato che non potevamo ignorare, ma sapevamo anche che perdere il pilota con cui abbiamo vinto il maggior numero di gare potrebbe essere una mossa rischiosa. Gli abbiamo fatto un’offerta in un momento in cui il mercato era molto aperto e non ci siamo sentiti di bloccare la squadra ufficiale per altri 2 anni, avendo già Binder sotto contratto. Gli abbiamo fatto un’offerta aperta, non aveva la conferma di essere al 100% nel team ufficiale, sapendo che questo avrebbe potuto indispettito. Miguel ha capito che non era una decisione contro di lui ma dovevamo valutare la situazione in generale, e ha preferito rinunciare”.

Per quanto riguarda Tech3, continuerà a essere un team junior o ci potrà essere l’ingresso di un pilota più esperto? Si parla di Espargarò.
Si parla di Pol e poteva essere Miguel. Dobbiamo aggiustare un po’ il tiro perché, chiaramente, quest’anno con due debuttanti e una moto ancora non definita nel suo potenziale di base diventa anche difficile fare una valutazione sui rookie. Ci sarà da rivedere qualche cosa e vorremmo sfruttare maggiormente la squadra sotto l’aspetto tecnico per velocizzare lo sviluppo. Questo si fa con un pilota con un po’ di esperienza e non con un debuttante.

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