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MotoGP, Jack Miller, verso la nuova sfida in KTM: “ma sarò sempre grato a Ducati”

"Ho parlato con Pecco e col team prima dell'annuncio, è stato emozionante dopo cinque anni assieme. Guidotti? La sua presenza in KTM mi ha aiutato nella scelta, sono convinto che sia la direzione giusta"

MotoGP: Jack Miller, verso la nuova sfida in KTM: “ma sarò sempre grato a Ducati”

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Il Sachsenring, decima tappa della stagione 2022, sarà uno spartiacque in un campionato che nelle sue prime fasi ha stupito i fan e mischiato le carte producendo risultati anche inaspettati, quale può essere l'attuale alchimia Aleix/Aprilia. Marquez, l'assoluto dominatore del tracciato tedesco negli ultimi otto anni, non ci sarà, e con la pausa estiva alle porte è tempo di bilanci e di mercato piloti. E se il cammino verso il titolo è solamente a metà tragitto, il futuro per alcuni piloti è già stato scritto. Come quello di Jack Miller, che ha da poco annunciato il suo accordo con la factory KTM per il prossimo biennio, lasciando quindi la famiglia Ducati dopo cinque anni di idillio. Sul nome del fortunato pilota che prenderà la sua sella accanto a Bagnaia invece, Ducati ancora non si è pronunciata. Il pilota australiano tornerà quindi nel team che ben conosce fin dai propri esordi di carriera.


La notizia è della scorsa settimana, per i prossimi due anni correrai per il team factory KTM, quali sono le tue sensazioni.
"Sono felice di aver concluso questo accordo e di poter continuare a correre in MotoGP per altri due anni - ci racconta Jack - sarà l'occasione per un cambio di scena e avrò l'opportunità di mettermi alla prova con una nuova moto, provando cose diverse. Gli ultimi cinque anni in Ducati sono stati incredibili, abbiamo vissuto momenti entusiasmanti insieme, con molte gare emozionanti. Ci sono stati sia momenti positivi che negativi naturalmente, ma sono grato dell'esperienza e di come sono andate le cose. Ho iniziato in Pramac e poi mi sono guadagnato il passaggio nel team factory, un sogno che si è avverato. E' stata un'esperienza che non cambierei con nulla al mondo, ed ora è giunto il momento di mettersi nuovamente alla prova con un buon progetto, in un team di persone "affamate" di risultati".

Quanto sarà difficile dover salutare la Ducati dopo questo lungo connubio? Pecco ha avuto solo parole di amicizia nei tuoi riguardi, il vostro rapporto nel box era ottimo.
"E' una situazione strana - continua l'australiano - perché hai pianificato il tuo futuro ma hai ancora dodici circuiti da affrontare col tuo team, sapendo poi di dover lasciare tutti. Penso che alla fine tutto si sistemerà nel migliore dei modi, prima di rendere pubblico l'annuncio ho avuto modo di parlare sia col team che con Pecco, per spiegare a loro per primi ciò che stava accadendo. Ovviamente sono stati momenti molto emozionanti, dopo così tanti anni passati assieme, ma anche il futuro sarà sicuramente pieno di altrettanti momenti entusiasmanti".

Gli ultimi due circuiti, Il Mugello e Barcellona, non sono stati gentili con la tua Ducati. Cosa non ha funzionato, e come affronterai questo circuito?
"Non ho ancora ben chiaro cosa sia successo, sicuramente abbiamo avuto alcune difficoltà con l'aderenza e la temperature delle gomme. I test di lunedì a Barcellona però sono stati molto positivi, anche perché il circuito era gommato dopo la gara e l'aderenza è migliorata notevolmente. Normalmente non amo i test, ma stavolta si sono rivelati interessanti, abbiamo lavorato su diversi aspetti, comprese le geometrie della moto,  ed abbiamo fatto un ulteriore passo in avanti".

Pensi che il tuo passaggio in KTM a fine stagione inciderà sul supporto della tua Ducati in termini di sviluppo?
"Penso di no. Una delle cose belle di come vengono gestite le cose in Ducati è il loro essere schietti e diretti, del resto basta vedere come lavorano anche coi team satellite. Naturalmente cercano i risultati, è normale che sia così, quindi se stai spingendo nel campionato, loro si adoperano per darti ciò di cui hai bisogno per ottenere i migliori risultati. Sono sicuro che Ducati continuerà a lavorare come ha sempre fatto fino al termine della stagione".

La tua conoscenza di come lavorano in KTM ha influito sulla tua scelta di continuare con loro? Qual è il tuo rapporto con Francesco Guidotti?
"Ho un ottimo rapporto con molte case, nel paddock è difficile trovare qualcuno che abbia da dire cose negative sul mio conto e questa è una cosa di cui vado fiero. Anche quando si chiudono i rapporti lavorativi, cerco sempre di mantenere dei buoni rapporti. Sicuramente conoscere il modo di lavorare in KTM ha influenzato la mia decisione, e la presenza di Guidotti è ovviamente un altro tassello importante dell'equazione. Non è però stata una decisione ovvia o facile, ho avuto tempo per pensare ed alla fine sono giunto alla conclusione che questa fosse la direzione giusta per il futuro della mia carriera in MotoGP".

Assieme ad Aleix, sei uno dei piloti con più esperienza. Cosa intravedi nel futuro di questo sport? Come è cambiata la MotoGP?
"Le cose sono cambiate, sopratutto al livello tecnico dei piloti. Ora i piloti più giovani non hanno più bisogno di anni di gavetta per imparare e capire come muoversi nel gruppo. Ne abbiamo avuto un esempio a Barcellona in Moto3, col giovanissimo Munoz sul podio alla sua prima gara in carriera, è stato incredibile. Il futuro di questo sport non può che essere brillante".

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