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Harley-Davidson Sportster S 1250 | Perché Comprarla... e perché no

Il mito americano torna sul mercato completamente stravolto: non c'è più traccia della moto da "Easyrider", ma piuttosto una power cruiser aggressiva e con tanta attenzione alle prestazioni. Ecco come va, con pregi e difetti, e quanto costa

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Oltre 60 anni di storia, un mito per diverse generazioni di motociclisti che oggi si lascia alle spalle il passato per diventare il simbolo di una rivoluzione. La nuova Harley-Davidson Sportster S infatti di noto ha solo il nome, e ha cambiato pelle, cuore e anima per dimostrare che l'EasyRiding con lei è solo un vecchio ricordo.

Pregi e difetti

Sembra uscita da una gara di flat track nell'iperspazio la nuova Sportster S, che porta il concetto di Hooligan ad una nuova interpretazione nel segmento di appartenenza. Bassa, muscolare nelle linee ma comunque filante nel suo sviluppo puramente orizzontale, con lo scarico alto e la coppia di terminali a cannone a metterci il punto esclamativo! La mascolinità del nuovo corso Sportster è sottolineata dalla coppia di cerchi: a dir poco imponente l'anteriore da 17" con gomma da 160 montato su forcella Showa da 43 mm e con un disco da 320 mm morso da pinza monoblocco radiale Brembo a 4 pistoncini, lasciato a condire l'estetica il posteriore da 17" con gommone da 180 che esalta la linea del codino minimal e sfrutta un mono piggyback dello stesso marchio con regolazione del precarico.

Il nome secondo i puristi non lo meriterebbe, visto che la suddivisione harleysta dei modelli avveniva per tipologia di telaio fino a poco fa, e lei ha voltato le spalle al doppia culla del passato per trovare una struttura a traliccio in tre elementi che usa il motore come elemento portante e abbassa il peso di ben 27 kg rispetto alla Iron 1200, fermando la bilancia a 221. A sottolineare ancora di più il taglio netto col passato c'è un dettaglio poi che a molti potrà sembrare insignificante, ma che è simbolico: è lei la prima Sporty a usare viteria Torx. L'unico elemento che può far pensare alle Sportster di una volta è il serbatoio da 11,6 litri, una sorta di Peanut ridisegnato in chiave moderna, mentre il faro Full-Led a pillola sottolinea il family feeling con un altro modello mucho macho di Milwaukee, la Fat Bob, da cui ricalca anche l'ergonomia. La strumentazione è un mix di forme inedite potrebbe quasi passare come uno dei pochi richiami al passato, ma il display circolare da 4" della Sportster S è forse il simbolo della virata di Harley-Davidson verso una nuova era.

Piena connettività con il telefono e l'interfono e addirittura la navigazione a mappe con app Harley-Davidson sono gli highlights tecnologici della Sportster, che concentra tutto in su un TFT chiaro e di semplice lettura. Dai blocchetti al manubrio si arriva facilmente ad impostare il cruise control, a cambiare le mappe motore o ad attivare i controlli vocali. Futuristica nelle linee e anche nella dotazione, la Sportster S può contare su piattaforma inerziale a 6 assi con ABS e Traction Control, entrambi Cornering, oltre alla possibilità di regolare la potenza del freno motore, dell'erogazione della coppia e della potenza di accelerazione

Al centro del progetto c'è Il Revolution Max, V-Twin della svolta che ha debuttato sulla maxi-enduro Pan America, si è cucito addosso esigenze e peculiarità della nuova Sportster aggiungendo una T alla sua nomenclatura. Il V-Twin di 60° raffreddato a liquido con valvole a fasatura variabile, distribuzione bialbero a 4 valvole per cilindro non rinuncia alla cura maniacale per i dettagli, e infatti vanta due contralberi per annullare le vibrazioni, uno nel basamento e uno nella testa anteriore, coperchi delle teste e carter in magnesio, ma applica anche soluzioni ad hoc: i profili dell'albero a camme e la fasatura delle valvole sono pensati specificatamente per il modello: i pistoni hanno sagomatura diversa, le testate hanno valvole più piccole. Una ricerca che permette di modificare l'erogazione rispetto alla Pan America e avere la giusta castagna in basso. Così il Revolution Max 1250T può contare su 121 CV a 7.500 giri e un picco di coppia di 125 Nm a quota 6.000, numeri impressionanti per una Sportster che vengono gestiti da un pacchetto elettronico che vanta tra le altre cose 4 mappe di cui una personalizzabile.

La reattività della Sportster S è il vero X-Factor della moto: nonostante l'ergonomia, insieme all'inclinazione del canotto di sterzo di 30° e l'interasse da oltre 1 metro e mezzo, non ne facciano l'arma definitiva per far segnare il tempo record nel tragitto casa-lavoro si può far affidamento su un motore che sin dai bassissimi giri si dimostra elastico e con il giusto respiro per riprendere quota anche dal "tutto chiuso" e una frizione intuitiva e morbida che aiuta non poco in città. Nota di merito va alla copertura dello scarico, che funziona alla grande e riesce a contenere i bollenti spiriti prima che arrivino sulle gambe del pilota anche nel traffico. Sulle buche e i sampietrini romani la forcella Showa fa un ottimo lavoro, considerando di che moto parliamo, ma a prestare il fianco c'è il monoammortizzatore, che restituisce i colpi più duri senza troppi complimenti. La guida al piccolo trotto rimane il suo habitat naturale, la Sportster S accetta di buon grado la marcia alta e impreziosisce le sensazioni positive con un'erogazione che si dimostra sempre pronta al cambio di passo ma soprattutto l'assenza di vibrazioni. Anche i dettagli sottolineano che questa è la prima Sporty di una nuova era, con buona pace dei nostalgici, e per averne la conferma basta selezionare la mappa Sport e scegliere un bel percorso di guidato veloce.

Il Revolution Max diventa cattivo come neanche il fan più sfegatato del nuovo corso di Harley-Davidson avrebbe potuto immaginare: schiena corposissima ai medi, spinta vigorosa che porta il contagiri, una volta raggiunti i 6.000 giri, dritto verso il limitatore, posto poco sotto la doppia cifra. Un carattere da maxi-naked che viene limitato solo dalla scelta di un avantreno così imponente: la ruota anteriore da 160 oppone una naturale resistenza alle discese in piega più rapide e si fa sentire nei cambi di direzione. Per questo il guidato più lento e tortuoso può metterla in difficoltà, ma quando la strada si apre ripaga con tanta stabilità e un comportamento encomiabile in percorrenza. In un contesto simile, se si cerca la staccata, si nota come le Dunlop di primo equipaggiamento abbiano la giusta tenuta ma forse un filo di comunicativa in più non guasterebbe. La frenata è giusta, col posteriore modulabile e l'anteriore potente il giusto nelle prime fasi di chiamata, ma un secondo disco non avrebbe guastato affatto. Certo, l'estetica della Sportster S non prevede grande comfort per chi vuole godersi il viaggio da spettatore. La dotazione standard è monoposto, ma anche acquistando sellino e pedane la dolce metà difficilmente ringrazierà, anche per colpa di un codino che lascia libertà alla ruota posteriore di alzare acqua e detriti dal terreno. E se il comportamento del motore è da maxi-naked, i consumi non tradiscono il paragone, visto che durante la nostra prova non siamo riusciti ad andare sopra i 15 km/l. Non presta il fianco a critiche la Sportster S, ma volendo trovare il pelo nell'uovo potremmo dire che un secondo disco all'anteriore avrebbe reso maggiore giustizia alle sue prestazioni. Dagli States all'Italia poi la nuova Sporty si porta dietro una piccola svista linguistica: l'autonomia residua viene indicata come "Intervallo", generando un po' di confusione sulle prime. 

Quanto costa

Servono 17.500 euro per portarsi a casa Harley-Davidson Sportster S nella colorazione Vivid Black della nostra prova. 300 euro in più se invece si scegli il bianco o il verde oliva. 300 euro in più per le colorazioni Green Metallic e White Sand. 

Abbigliamento

Casco Shark Spartan GT
Giacca Alpinestars WarHorse
Pantaloni Alpinestars Copper V2
Guanti Alpinestars Crazy Eight
Scarpe Alpinestars Primer

 

 

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