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SBK, Delbianco: “Pirro ti porta al limite, Iannone mi ha liberato dalla soggezione”

L’INTERVISTA - “A volte dicono che non concretizzo, il problema è non puoi salire in moto ogni due mesi. Al Mugello dopo due mesi senza l’Aprilia non ricordavo come si togliesse il pit limit. La SBK a Misano è come quando la tipa dei tuoi sogni accetta il tuo invito a uscire"

SBK: Delbianco: “Pirro ti porta al limite, Iannone mi ha liberato dalla soggezione”

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C’è un italiano in più ai blocchi di partenza della Superbike a Misano. Stiamo parlando di Alessandro Delbianco. Il pilota romagnolo sarà infatti al via del round della Riviera con la Kawasaki del team Pedercini, tornando nella competizione a distanza di tre anni dall’ultima volta.

Lo abbiamo incontrato nel paddock, sorridente carico per questa nuova sfida che lo attende in quella che è la sua gara di casa.

“A parte la wildcard a Most, il 2019 è stato il mio primo e ultimo anno di SBK – ha ricordato – quella era la mia terza stagione di corse e forse era un po’ troppo presto saltare in sella a quella Honda 1000. È stata un’annata negativa, ma nonostante ciò sono riuscito a portare a casa qualche piccola soddisfazione. Ricordo poi il salvataggio di Donington sul bagnato. Sono passati un po’ di anni, però sono di nuovo qua”.

Tre anni dopo è tempo di riprovarci…
“Esatto. Nell’italiano ho maturato esperienza durante queste stagioni, arrivando sul podio e alzando il mio livello. Spero che questa wildcard possa essere un’occasione per un ritorno in SBK in pianta stabile. Come ho detto più volte amo questo Campionato e ho accumulato l’esperienza che mi serviva. Purtroppo, nel 2019, avevo un solo anno di esperienza con il 1000 e cinque gare nella Stock. Mi sono ritrovato sulla Honda con pochissima esperienza, trovando in pista piloti come Rea e Bautista, che fino a pochi mesi prima li seguivo dalla tv”.

Adesso come ti ripresenti?
“Sono molto carico per questo weekend, è come uscire con la tipa che aspetti da sempre. Nelle scorse stagioni mi sono state proposte alcune wildcard, ma ho rifiutato. Ho rifiutato perché avrei dovuto correre su piste sconosciute come Indonesia o Argentina e molto probabilmente il risultato era scritto in anticipo.  Non avrebbe avuto molto senso. Misano invece è la pista di casa, è vero che non conosco la moto e il team, però penso sia arrivato il momento”.

Cosa bisogna aspettarsi da Delbianco?
“Spero di trovare dei turni asciutti in modo da capire la Kawasaki e portarla al limite. Mi piacerebbe essere tra i più veloci nei privati. Vediamo quindi quello che accadrà”.

Si parla spesso della sfida con Pirro nell’italiano. Pensi sia anche merito suo la tua presenza qua a Misano?
“Michele forse non aiuta lo spettacolo, ma aiuta a far crescere i piloti. Se corro qua è anche grazie a lui, perché ti porta al limite oltre a darti motivazione. Probabilmente senza di lui avrei vinto molte più gare, ma forse non sarei arrivato dove sono ora. Io sono felice che Pirro corra nel CIV e tengo a sottolineare che non ho assolutamente nulla in merito alla sua partecipazione”.

 A volte qualcuno dice che non concretizzi.
“È vero! Il problema è che non puoi salire in moto una volta ogni due mesi. Giusto per fare un esempio, al Mugello non ricordavo come si togliesse il pit limit. È un po’ come pretendere di fare la maratona senza allenarti”.

Ti abbiamo visto in pista anche con Iannone. Quali spunti ti ha dato?
“Con Andrea ci siamo ritrovati in alcune occasioni a condividere la pista. È stata un’opportunità molto utile e interessante, dato che lui è un pilota incredibile. Andrea mi ha aiutato a liberarmi dalla soggezione di quando sei in pista con dei big del calibro suo”.   

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