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Confermato al 2035 lo stop alla vendita di automobili a benzina e diesel

Il Parlamento Europeo ferma le auto a combustione fossile: 339 voti a favore, 249 contro e 24 astenuti. Ci prepariamo al cambiamento? Le case chiedono di spostare avanti il blocco almeno di 5 anni

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Un mondo fatto di auto elettriche, senza rumore. Roba da film di fantascienza... Eppure, non siamo poi così lontani, visto che l'Europarlamento ha confermato la proposta della Commissione europea. Quale? Terminare le vendite di auto nuove a benzina e diesel nel 2035. Sostenuto dal Ppe, l'emendamento che prevedeva una riduzione delle emissioni di CO2 del 90% invece che del 100%, non è stato approvato. Gli eurodeputati si sono così espressi: 339 voti a favore, 249 contro e 24 astenuti. Approvato, invece, l'emendamento bipartisan "salva Motor Valley". Sarà prolungata la deroga alle regole Ue sugli standard di emissione della CO2 di cui già oggi beneficiano i produttori di nicchia. Ma andiamo avanti...

Il direttore dell'Anfia Gianmarco Giorda, ha così dichiarato: "Sono 70.000 i posti di lavoro a rischio nell'industria automotive, legata alla produzione di componenti che non serviranno per l'elettrico. L'elettrico a oggi non è in grado di compensare la perdita di posti di lavoro, non basta costruire colonnine di ricarica o altri componenti. Servono piuttosto azioni per portare in Italia pezzi di filiera legati alla produzione di batterie per le auto elettriche", che aggiunge sul tema idrogeno: "è una tecnologia, può essere un'opportunità, ma al momento è soltanto una nicchia".

Ancora sull'argomento, il viceministro allo Sviluppo Economico, Gilberto Pichetto: "E' una soluzione molto ideologica e poco realistica. L'Europa ha bocciato la proposta di ridurre il divieto dal 100% al 90%. E' difficile immaginare come sarà il 2035. Continuo a non immaginare il Gran Premio di Monza senza il rombo del motore delle auto in pista. Bisognava ridurre le emissioni in modo graduale tenendo conto della realtà che stiamo vivendo: il mercato è in forte calo, continua a svilupparsi la ricerca per motori endotermici sempre meno inquinanti e sono necessarie misure sociali per tutelare i lavoratori interessati alla transizione".

Chidiamo con Giorgio Marsiaj, presidente dell'Unione Industriali di Torino: "Un durissimo colpo per il settore automotive: il voto del Parlamento Europeo che mette al bando i motori termici dal 2035 ribadisce un'impostazione ideologica a favore dell'elettrico e pone in serio rischio la filiera dell'auto italiana e continentale. Una scelta, quella dei parlamentari europei, che non prende in considerazione un comparto produttivo fondamentale e strategico per le economie europee e che mette in serio pericolo, come evidenzia Anfia e come ribadiamo da tempo, 70 mila posti di lavoro. Il doveroso e condivisibile rispetto per l'ambiente non può e non deve compromettere il futuro dell'automotive: la totale e troppo affrettata eliminazione dei motori endotermici, anche con carburanti alternativi, è un modo preconcetto di affrontare la questione, come ha recentemente ribadito anche il Ministro dello Sviluppo Economico, Giancarlo Giorgetti. Ci uniamo all'appello del comparto affinché gli altri Organismi comunitari che devono ancora esprimersi si rendano conto che non è questa la strada della ragionevolezza".

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