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MotoGP, Dovizioso: “Essere ottimista vuol dire raccontarsi balle”

"Ho parlato con Yamaha e non hanno un programma per me. D’altronde sono primi e hanno vinto l’anno scorso. Quel che sarebbe l’ideale per me necessiterebbe di tempo e denaro. La storia di Aleix Espargarò in Aprilia è simile a quella mia in Ducati"  

MotoGP: Dovizioso: “Essere ottimista vuol dire raccontarsi balle”

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di Mattia Caimi

Alla vigilia del Gran Premio al Montmelò, Dovizioso ha parlato a tutto tondo della situazione attuale. In un periodo difficile, come raramente gli è capitato, Dovi si è lasciato andare su alcune tematiche interessanti e sentire parlare un pilota esperto ed analitico come lui è sempre un  piacere. Ha parlato del suo attuale livello con Yamaha e di un amore che non riesce a scattare, del rapporto felice di Espargarò con Aprilia, preceduto da una lunga ma fruttuosa convivenza, sbocciata in un matrimonio florido . Andrea ha parlato anche della direzione attuale presa della MotoGP, secondo lui giustamente sempre più vicina alla tecnica già vista dalla Formula 1. Non ci resta che sperare che Dorna dalla F1 impari anche a gestire l'immagine del suo campionato.

Che dici? É un Gran Premio strano.
“Sì  è strano, strano come è stato nel 2017 quando ho vinto. Sarà un gara lenta, ci sarà un calo per tutti e sarà molto importante non fare errori e stare davanti farà la differenza più che sulle altre piste. Sarà un calvario per tantissimi piloti dietro il gruppone, non si può fare nessun exploit, bisognerà fare il massimo nel primo giro e poi testa bassa a non fare errori, ma sarà difficile. Siamo tornati sul setup standard, abbiamo provato variazioni un po’ pazze ma siamo tornati alle regolazioni prima di Le Mans. Non guido come vorrei ma è meglio. Abbiamo provato, abbiamo avuto dei feedback, ma non ha funzionato”.

Hai idee per il futuro?
“Ho parlato con Yamaha e non hanno un programma strutturato per me. D’altronde sono primi e hanno vinto l’anno scorso. Quel che sarebbe l’ideale per me necessiterebbe di tempo e denaro, cose non modificabili nel weekend”.

Un pilota come te abituato ad altre posizioni, come passa il sabato sera?
“Non è il sabato sera, ogni turno. Ho le idee chiare di quel che succede e per me anche il perchè, quindi non passo notti a scervellarmi, io so il perché delle difficoltà. É dura ma sono esperienze e vanno prese come tali. Si vorrebbe essere sempre al top ma non si può sempre, mi aspettavo una moto diversa”.

Da qui a fine anno riesci ad essere ottimista?
“Essere ottimista vuol dire raccontarsela. Gli obiettivi che avevo non sono raggiungibili, si può migliorare”.

Cosa pensi di Aleix?
"È incredibile, sono partiti da lontano e sono diventati competitivi. non è diversa dalla mia storia con Ducati. Ha la moto molto strana, ma totalmente sotto controllo. La guida solo col dietro. Lavora sempre sull’angolo e la moto funziona bene così e ci fa quel che vuole”.

Pensi ancora al bivio che hai avuto tra Aprilia e Yamaha?
“No. Mi rendevo conto che la base fosse buona ma non è detto che si adattasse a me. Aleix va forte perché si trova bene con la moto. Basta guardare Maverick. Sono molto contento per l'Aprilia, Massimo ha fatto un gran lavoro”.

Credi che Aleix possa giocarsi il mondiale?
“Per come lo stiamo vedendo, sì. Non fa errori ed è sempre davanti. Ogni anno è diverso dall’altro. Io sono stato competitivo quando c’era Marc, In questi anni è cambiata la situazione un po’ per tutti in MotoGP. Aleix entra forte, esce largo ma va molto veloce. É strano ma funziona. Credo funzioni così con quella moto”.

L’Aprilia ha preso tecnici dalla Formula 1 e ora Yamaha ha annunciato di aver preso un consulente dalla Ferrari in F1, cosa ne pensi?
“Negli ultimi anni la MotoGP va in questa direzione ingegneristica. Servono ingegneri di questo calibro, molto più che in passato. Anche per questo dico che la MotoGP è cambiata. Ci sono molti aspetti che aiutano i piloti nella guida. Gli ingegneri hanno preso in mano i progetti e funziona, la MotoGP è così".

 

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