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MotoGP, Biaggi e Rossi, destini incrociati: al Mugello entrambi nella storia

Max entrerà nella MotoGP Hall of Fame diventando Legend e nello stesso weekend sarà ritirato il 46 del Dottore. Un dualismo che si ripete, con un rapporto tra i due rivali che è cambiato profondamente

MotoGP: Biaggi e Rossi, destini incrociati: al Mugello entrambi nella storia

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Max Biaggi e Valentino Rossi hanno dato vita ad una rivalità nel motociclismo viva e forte come poche altre. Due grandi campioni, entrambi dotati di un talento incredibile e caraterizzati da due personalità letteralmente agli antipodi. Quando Max era il padrone incontrastato delle scene, dominando in 250 in sella alla magnifica Aprilia nera e guadagnandosi l'appellativo di Corsaro, Valentino stava compiendo i primi passi nel motomondiale. 

Presto fu chiaro che sarebbero stati i classici due galli nello stesso pollaio, anche se le loro traiettorie in pista si sarebbero incrociate solo nel 2000, malgrado le punzecchiature fossero iniziate già molto prima. Quando Rossi vinse la sua prima gara in 125 a Brno, Max era già un pluricampione con un palmares ricchissimo. Parliamo del 1996, l'anno in cui Max vince il suo ultimo titolo in sella all'Aprilia per poi passare in Honda e puntare nel 98' alla 500. Biaggi aveva un carattere spigoloso, non piaceva a tutti e probabilmente neanche si interessava a farlo. 

Valentino era invece un personaggio sbarazzino, sempre sorridente, sempre pronto alla battuta e con un'innato talento mediatico. Era simpatico a pelle, conquistava per il suo carattere ed anche per il modo in cui correva, divertendosi tantissimo dentro e fuori il paddock e soprattutto dissacrando costantemente il ruolo di pilota stravincente. Le sue gag sono entrate nella storia, la sua simpatia l'ha reso presto l'idolo dei tifosi in tutto il mondo. 

Biaggi, che fino a poco tempo prima era il padrone incontrastato delle scene, vide nascere la sua stella e tutti sognavano che il duello spesso animato da parole e battutine reciproche al vetriolo, si trasferisse in pista. Fu dunque solo nel 2000, anno del debutto di Rossi in 500, che finalmente i due rivali sulla carta diventarono effettivamente rivali anche in pista. I sei anni condivisi nella top class, prima in 500 e poi nella neonata MotoGP, hanno visto questo dualismo aumentare stagione dopo stagione. I tifosi erano palesemente divisi tra 'biaggisti' e 'rossisti', un fenomeno che raramente era stato presente e che da un certo punto di vista inorgogliva gli italiani. Dominavamo le scene, con il buon Loris Capirossi a fare molto spesso da terzo incomodo nella disputa. 

Biaggi e Rossi non si gradivano e non facevano nulla per nasconderlo, ma quando Max è passato nel 2007 in SBK dopo un anno di stop, il loro rapporto è iniziato a cambiare. Max ha iniziato a sostenere apertamente Jorge Lorenzo, grande compagno di squadra ma anche rivale di Valentino. Non essendo più rivali in pista, i commenti reciproci si sono evoluti ma per passare davvero ad un livello di sopportazione accettabile da ambo le parti, si dovrà attendere ancora qualche anno. Sono iniziate a cambiare le risposte di entrambi alle classiche domande sulla loro rivalità.

Entrambi hanno mostrato grande rispetto per il rivale, entrambi hanno ammesso quanto gli mancasse quella rivalità che dal 2000 al 2005 ha animato tante prime pagine dei quotidiani nazionali ed internazionali. Magari non diventeranno mai grandi amici, ma questo scenario che in passato sembrava davvero impossibile da vedere negli anni è diventato sempre più plausibile e si avvicina il weekend in cui il loro destino si intreccerà nuovamente. 

Al Mugello saranno infatti entrambi protagonisti di una cerimonia dedicata alla celebrazione delle loro fantastiche carriere. Max Biaggi sarà insignito del titolo di MotoGP Legend, meritato grazie ai tantissimi raccolti successi in pista lasciando una impronta indelebile nella storia del motomondiale. Rossi vedrà il suo adorato 46 ritirato dalla lista dei numeri disponibili per i piloti in MotoGP. Giusto così, il 46 della classe regina resterà il Dottore per sempre. 

Magari non capiterà di vederli assieme, ma la circostanza sarebbe favorevole per vedere finalmente concretizzarsi una vera e propria pace che ancora non è stata sugellata da una stretta di mano, magari da una intervista in cui entrambi ricordano assieme gli anni di quella bellissima rivalità. Due destini che insomma si incroceranno ancora una volta, seppure fuori dalla pista. Due leggende del motociclismo che negli anni hanno visto il loro rapporto cambiare a maturare. Non sono più due ragazzi incontenibili alla ricerca del successo a tutti i costi, quanto piuttosto due uomini realizzati, che hanno vissuto due carriere magnifiche e continuano a godersi questo mondo che è stato di loro proprietà quasi esclusiva per tantissimi anni. Ci piacerebbe vederli assieme, sorridenti e finalmente pronti a fare pace davvero. 

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