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MotoGP, Mir: "io al fianco di Marquez? Chiunque avrebbe soggezione, ma cerco lavoro!"

Joan Mir rompe il silenzio sulla decisione di Hamamatsu di abbandonare la MotoGP.: "Ora darò il massimo per dare al team il risultato che merita. Questa è la Suzuki migliore degli ultimi anni".

MotoGP: Mir: "io al fianco di Marquez? Chiunque avrebbe soggezione, ma cerco lavoro!"

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La notizia del ritiro della casa di Hamamatsu dal campionato MotoGP a fine stagione ha scosso il team ed il mondo delle due ruote nel profondo. Sebbene fosse già successo in passato, la decisione è arrivata del tutto inaspettata in un campionato che attualmente vedeva proprio la Suzuki in testa al campionato costruttori. Con entrambi i piloti alti in classifica a sole sei gare dall'inizio del campionato, una moto di gran lunga considerata come una delle migliori creazioni della casa giapponese degli ultimi anni ed un mondiale vinto nel 2020, la decisione è piovuta dal cielo, o per meglio dire dai piani alti del management della casa giapponese, in maniera del tutto improvvisa e agli occhi dei più, fuori da ogni logica sportiva. Lo sa bene Joan Mir, al momento sesto a parimerito con la Ducati di Bagnaia in campionato, che ha rotto il silenzio sulla questione ed ha risposto alle domande inerenti anche il suo futuro in MotoGP.

Come hai trascorso gli ultimi giorni dopo la notizia?
"E' stata dura - ci spiega Joan - è stato del tutto inaspettato, nessuno sospettava nulla perché noi piloti stavamo già trattando per il prossimo anno. Quando ho ricevuto la notizia ho subito pensato a tutti quelli che lavorano nel team, ciò che ha reso speciale la Suzuki sono proprio le persone che ci lavorano. Sapere dall'oggi al domani che tutti dovranno cercarsi un altro posto dove lavorare ovviamente non rende l'atmosfera delle migliori in questo momento, ma continueremo comunque a lavorare dando il massimo fino alla fine di questa stagione".

Ovviamente ora la domanda che tutti si stanno ponendo è quali saranno i tuoi piani per il futuro. Si vocifera di una possibilità in Honda per quanto riguarda il mercato piloti, ci sono già stati dei tentativi di approccio da ambedue le parti?
"Da Jerez eravamo ufficialmente sul mercato - continua il maiorchino - ma la nostra prima scelta era ancora la Suzuki prima che la notizia venisse resa nota. Ora sicuramente il mio manager dovrà lavorare più duramente di quanto avesse inizialmente pensato. Parlerà con la Honda ma anche con le altre case per trovare la sistemazione migliore per il mio futuro".

Quindi essere il compagno di Marc in Honda il prossimo anno non ti spaventerebbe?
"Se chiedessi ad un qualsiasi pilota di andare a correre nello stesso team di un otto volte campione del mondo, un minimo di soggezione verrebbe a chiunque, ma diciamoci la verità, devo trovarmi un lavoro! " ,risponde scherzando il giovane spagnolo.

Hai fretta di assicurarti una sella per il prossimo anno?
"Non ho fretta, ma ovviamente non c'è un pilota che non cerchi la sicurezza di avere un posto in MotoGP nella stagione successiva, è così per tutti, è normale. Quella che ora cambierà sarà la motivazione, perché mentre prima l'obbiettivo era fare bene per me e per la Suzuki, ora dovrò cercare di ottenere il miglior risultato possibile a fine stagione per dare al team il risultato che merita di ottenere, nulla mi renderebbe più felice".

Questo ti darà anche una spinta ulteriore per affrontare il resto del campionato?
"Come per il mio compagno di squadra Alex, per me è lo stesso ovviamente. Questa è una situazione che si può affrontare in due modi. La prima sarebbe avere un calo, e sarebbe una cosa normale viste le circostanze, la seconda è tirare fuori da questa storia una spinta ancora maggiore. Penso che quest'anno non abbiamo ancora dimostrato ciò che la Suzuki ed il suo team sono in grado di fare quest'anno, abbiamo un ottimo setup per essere competitivi".

Un decisione così inaspettata è normale che generi anche frustrazione e rabbia, cosa ne pensi?
"E' una decisione che non riesco a comprendere. La Suzuki è uno dei migliori team nel paddock, sono arrabbiato per la decisione che non tiene conto dell'ottimo lavoro che le persone nel team stanno svolgendo. E' un team speciale, io sono entrato soltanto quattro anni fa, ma ci sono persone che sono qui da molto più tempo, le stesse persone che nel 2020 hanno lavorato portandoci ad essere campioni del mondo, ed ogni altro anno è un team che ha lottato tra i primi in campionato".

Sei sorpreso che dal Giappone non ci sia stata alcuna comunicazione diretta con voi piloti?
"A essere sinceri si, ma non penso sia stata una decisione facile. Penso che abbiano preso una decisione in fretta con un obbiettivo più grande, perché altrimenti non avrebbe senso visti i risultati che stiamo ottenendo".

Pensi che questa decisione possa influire negativamente sull'impegno di Suzuki per il resto del campionato?
"Non credo, sono molto professionali. Lo dimostrarono anche nel 2020 con la pandemia e fecero di tutto per il team. In questa situazione faranno lo stesso, ma giapponesi sono così, se dicono che si vogliono fermare, si fermeranno".

Da atleta questa notizia ti ha scosso?
"Gestire lo stress fa parte del mio lavoro, la notizia mi ha colpito ma sono in grado di separare il lavoro dal privato. Continuerò a fare il mio lavoro dando il massimo per il resto del campionato senza farmi influenzare".

Spesso i piloti amano legarsi a dei propri uomini di fiducia anche quando cambiano team, se ne avessi la possibilità è una opzione che stai considerando?
"Questa è un'ottima domanda. In questo momento è difficile sapere se ci sarà questa possibilità. Alcuni potrebbero scegliere di non tornare, o potrebbe non essere possibile nel nuovo team, ma col mio team abbiamo un ottimo rapporto ed una bella atmosfera quindi non mi dispiacerebbe, ma spesso queste sono decisioni in cui il team ha l'ultima parola".

Hai detto che non perderai la concentrazione per il resto del campionato, ma se a perderla fosse il team?
"Non penso che ci sia questo pericolo, ognuno di loro continuerà a svolgere il proprio lavoro in modo professionale al massimo delle proprie capacità".

Alex ha detto che questa Suzuki ha il pacchetto migliore che abbia mai avuto. La pensi allo stesso modo?
"Senza alcun dubbio" ha poi concluso il pilota spagnolo.

 

 

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