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MotoGP, Taramasso: "Nessuno gioca con le pressioni, gli effetti sono disastrosi"

Il responsabile di Michelin: "avere pressioni più basse delle gomme non significa automaticamente essere avvantaggiati. Bisogna sapere leggere i dati e non è semplice"

MotoGP: Taramasso: "Nessuno gioca con le pressioni, gli effetti sono disastrosi"

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Il ‘caso pressione’ sembra stia sgonfiandosi rapidamente, se ci concedete il gioco di parole. Ieri, il Direttore Generale di Ducati Corse Gigi Dall’Igna ha spiegato cosa c’è dietro quei dati relativi al GP di Jerez (in cui Bagnaia avrebbe corso con una pressione della gomma anteriore più bassa di quella consentita) pubblicati da MotorSport Magazine.

Michelin non è parte in causa in questa querelle, perché si limita semplicemente a fornire le gomme ai piloti e non a fare rispettare le regole. Tuttavia è il suo campo e per questo abbiamo chiesto a Piero Taramasso di spiegarci meglio cosa significa quella tabella.

Quei dati sono veri, ma bisogna spiegarli - avverte - Michelin fornisce le gomme a tutti i partecipanti della MotoGP e indichiamo delle pressioni minime da rispettare, poi MSMA, IRTA e Dorna hanno deciso di lavorare insieme quest’anno condividendo i dati di tutti i piloti. Questo è fatto nell’ottica di capire come funziona il sistema per poi metterne in atto il prossimo anno uno più robusto, con dei sensori unificati, che abbiamo le stesse tolleranze, e con un canale per il trasferimento dati accessibile solo a Dorna e IRTA. Solo in quel caso si potranno prendere provvedimenti”.

Quest’anno non è possibile?
No, perché le varie squadre usano materiali diversi, chi McLaren, chi LDL, chi 2D. Sono sensori con tolleranze diverse e il canale di trasmissione è aperto, chiunque può modificare quei dati. A differenza di quanto accade in Moto2 e MotoE. Ora lavoriamo sulla fiducia, i team sanno quali valori rispettare e sanno anche che non possono giocare con le pressioni perché le conseguenze potrebbero essere disastrose. Nessuno si azzarda a girare con pressioni più basse di quelle che indichiamo.

In quel documento pubblicato da MotorSport Magazine non c’è scritto di quanto si sia oltrepassato il limite.
Faccio un esempio: il limite per lo pneumatico anteriore è di 1,9 bar, se un pilota fosse a 1,89 e la tolleranza del sensore di 0,02, allora sarebbe comunque nella legalità, anche se scendesse di un altro decimo. I dati vanno letti sapendo quello che c’è dietro, è più complicato di come sembrerebbe”.

Quale vantaggio dà una pressione più bassa di centesimi di bar?
“In verità non è detto che con una pressione più bassa tu abbia un vantaggio, non è matematico. In certe occasioni può aiutare e in altre penalizzare, non è automatico”.

Credi che qualcuno stia barando?
Oggi giorno in MotoGP non c’è nessuno che gioca con le pressioni, tutti cercano di rispettare i valori minimi e sanno che abbassarli troppo potrebbe causare anche la rottura dello pneumatico. Può darsi che ci sia qualcuno più o meno al limite, ma tutti sono vicini ai valori che indichiamo. Come detto, i dati sono condivisi fra tutte le squadre e nessuno si permetterebbe di usare pressioni più basse. Non è comunque il lavoro di Michelin giudicare quello che fanno i team”.

Fare una gara intera dietro a un altro pilota quando influisce sulle pressioni?
Se sei da solo, la gomma ha la tendenza a raffreddarsi e le pressioni si abbassano, se sei in scia succede il contrario. È un fenomeno che accade su alcuni circuiti più che in altri e anche quando le temperature sono più alte, senza contare che ci sono moto più sensibili e anche lo stile di guida del pilota conto. Ci sono tanti parametri da tenere in considerazione quando si decidono le pressioni a freddo. Non è un’operazione semplice, Michelin ha un tecnico dedicato che lavora con tutti i costruttori.

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