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MotoGP, Dall'Igna: "Giallo sulle pressioni? Nessuno bara, il sistema è imperfetto"

"Ducati insieme agli altri costruttori sta lavorando a una regola efficiente e efficace per il 2023. In questo momento, usiamo tutti sensori diversi"

MotoGP: Dall'Igna: "Giallo sulle pressioni? Nessuno bara, il sistema è imperfetto"

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Pecco Bagnaia ha vinto la gara di Jerez con una pressione della gomma anteriore inferiore al limite consentivo”, questa l’accusa lanciata da MotorSport Magazine e scritto da Mat Oxley oggi, che ha corredato un articolo con un documento che dimostrerebbe l’infrazione del pilota di Ducati. Il condizionale, però, sembra essere d’obbligo perché Gigi Dall’Igna, Direttore Generale di Borgo Panigale, ha prontamente indetto una conferenza stampa per spiegare come stiano le cose in MotoGP al momento.

Il regolamento prevede una pressione minima, ma bisogna pensare come viene controllata - mette il primo puntino sulla ‘i’ - Perché al momento i costruttori usano sensori diversi, il che significa che la loro precisione è diversa. Non stiamo parlando di barare, ma del fatto che il controllo della pressione non avviene nello stesso modo per tutti”.

È l’unica pecca del sistema?
No, perché in questo momento anche il metodo in cui vengono acquisiti i dati non è blindato, quindi permette a chiunque di correggere il segnale. Ducati non lo fa ma esiste la possibilità - e non posso escludere che qualcun altro lo faccia - di modificare questi dati per fare finta di essere nei parametri corretti quando non lo si è. C’è poi un altro punto”.

Quale?
Ogni sistema ha un errore di misurazione, quindi quelli che sembrano valori all’interno del regolamento potrebbero in realtà non esserlo. Come nel caso dell’autovelox: non si fa fede alla semplice misurazione, ma si prevede un errore”.

Perché è stato divulgato quel documento?
Questo non lo so, dovrebbe essere solamente condiviso tra i costruttori perché non tiene conto delle correzioni delle misurazioni. Come MSMA stiamo studiando un nuovo sistema per il prossimo anno, nel 2023 monteremo tutti lo stesso tipo di sensori e a quel punto avremmo una lettura allineata, senza che sia possibile modificare i dati. Oltre a una regola, avremo anche un sistema di controllo”.

È già successo che altri piloti fossero sotto il limite nei precedenti Gran Premi?
È sicuramente accaduto, lo sappiamo perché, come ho detto, condividiamo quei dati. Però non voglio mettermi sullo stesso livello di chi ha alzato questo polverone, non farò nomi”.

Puoi dirci almeno se fra loro c’è anche ci ha vinto una gara?
Sì, è successo e non parlo di piloti Ducati”.

Sei stupito di questo attacco?
Qualcuno ha imboccato il giornalista, la cosa strana è che non abbia verificato in modo opportuno perché non ci sono stare sanzioni, visto che quei dati sono condivisi tra tutti e anche Michelin li controlla. L’accordo fra i costruttori è quello di raccogliere quei dati per creare una regola attuabile nel 2023”.

Ti spieghi il perché di questo attacco dopo la vittoria di Bagnaia?
Non ho una risposta, ma spero lo possano fare anche per tutti gli altri 15 GP (ride)”.

In questo momento c’è un vuoto regolamentare?
“Ci sono state tantissime regole che abbiamo corretto e gestito bene nel passato. Il sistema di controllo della pressione si sta evolvendo nella giusta direzione, stiamo collaborando insieme a Dorna, FIM e Michelin per implementare un sistema di controllo efficiente e efficace. Al momento però non lo è e lo sappiamo tutti. Quei valori non dimostrano un’infrazione perché il metodo di misurazione non è corretto. Davanti a un giudice non varrebbero nulla”.

Ti senti tranquillo per il proseguo della stagione?
“Non ho alzato io questo polverone, non ho mai fatto polemiche contro altri piloti che hanno ottenuto ottimi risultati non essendo probabilmente e ragionevolmente nei limiti. Come, del resto, per come è fatto il sistema, anche chi risulta essere dentro potrebbe non esserlo, quei valori potrebbero essere dei fake”.

Mettere un limite alla pressione delle gomme è solo questione di prestazioni?
“C’è anche un tema di sicurezza importante. Bisogna tenere presente che, se è relativamente facile rientrare nei limite per lo pneumatico posteriore, è estremamente complicato per l’anteriore. Questo perché la pressione varia in funzione della temperatura e le cose cambiano se in gara segui qualcuno o meno. Questo significa che setti il sistema in un modo se pensi di fare la gara in scia o meno. È quello che è successo a Martin: pensava di essere in gruppo e invece era da solo. Potrebbe accadere anche il contrario e in quel caso i rischi aumentano, perché la pressione sale e il grip scende. Il range in cui dobbiamo stare è estremamente piccolo”.

Puoi entrare ancora di più nel dettaglio?
“Le gomme funzionano bene a determinate pressioni, Michelin ci dice che la minima per l’anteriore è di 1,9 bar, di 1,7 per il posteriore. Pressione e temperatura, però, non sono costanti durante la gara, semplificando si può dire che entrano a regime nel 9° o 10° giro, ma non è una regola, influiscono le condizioni, la pista, la scia. Proprio per questo, per il prossimo anno, stiamo ragionando per quanti giri si possa superare questa soglia. Se si va troppo sotto ci sono problemi di sicurezza perché la gomma potrebbe rompersi, se troppo sopra il grip tende a calare. Per l’anteriore, a 2,2 bar il calo diventa importante.

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