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MotoGP, Massimo Rivola, Aprilia: "Espargarò compagno scomodissimo per Vinales"

"E' davvero difficile andare più forte di Aleix con l'Aprilia, ma Maverick sta guidando in modo diverso ed è aperto al cambiamento. In futuro vorremmo un vero Junior Team"

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Massimo Rivola ha fatto oggi gli onori di casa a Misano per l'Aprilia All Stars, intervenendo in una conferenza stampa ad aprire l'evento e poi partecipando attivamente ad ogni attività in pista. Da ottimo smanettone quale è, non ha ovviamente disdegnato l'idea di indossare tuta e casco per scendere in pista con un'Aprilia RSV4, ma questa è un'altra storia. 

Abbiamo intervistato Rivola in esclusiva, raccogliendo il suo pensiero a 360° riguardo l'attuale situazione di Aprilia in MotoGP, il futuro dei due piloti ed anche le potenziali conseguenze della scelta di Suzuki di abbandonare la MotoGP, che anche se non ancora ufficializzata, è cosa certa. 

"La prima vittoria è stata bellissima - ci ha detto Rivola - ma bisogna guardare avanti e restare concentrati per fare sempre meglio. E’ anche un approccio mentale che dobbiamo avere per far crescere ancora l’azienda, e lo stiamo facendo". 

Parliamo di futuro e di piloti, a che punto siete nella trattativa con Aleix?
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Stiamo cercando l'accordo con Aleix senza stress. Non vedo un’Aprilia senza Aleix come non vedo Aleix senza l’Aprilia. Non ci vedo separati nel futuro, e parlo di tutto il gruppo. Lui ci ha portati fin qui e vorrei che facessimo un altro passo in più. Noi andiamo alle gare sapendo di poter lottare alla top five, il prossimo step deve essere lottare sempre per il podio. E’ una crescita che possiamo fare assieme e penso che lui lo voglia quanto noi".

Per quanto riguarda Maverick invece? 
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Vedo bene Maverick sinceramente, lo vedo con tanta voglia di fare bene. Si vede che si sente bene con Aprilia, ha un compagno scomodissimo in squadra, perché è davvero difficile andare più forte di Aleix con l’Aprilia, ma sta guidando in modo diverso, sta facendo di tutto per far vedere che lui c’è. Ha dato dei segnali importanti, anche se in alcuni momenti è mancato all’appello. Quando avrà la confidenza con la moto giusta farà bene, credo che sia solo una questione di tempo. La costanza e la continuità portano a creare uno stato mentale che ti permette di entrare nella mischia ed essere della partita sempre".

L'idea è quindi di continuare con entrambi.
"Vogliamo continuare con entrambi, ed anche con Lorenzo Savadori, perché il lavoro che sta facendo è molto importante. Ci vuole un atteggiamento particolare per un pilota, che deve andare in gara seguendo quelle che sono le richieste dell’azienda. Quando provi ad ogni turno cose diverse, non raggiungi la giusta confidenza per poi andare forte in gara. Lui ha l’Aperilia cucita nel cuore e noi non vogliamo di certo staccargliela dal cuore". 

Lo scenario in MotoGP sta cambiando con la possibile uscita di scena della Suzuki. Siete pronti a mettere in pista due moto in più e con chi?
"Non so se sarà possibile farlo, ma le due condizioni che chiediamo è di avere un vero partner che ha voglia di lavorare con noi, perché noi abbiamo voglia di crescere, di mettere non solo piloti ma anche tecnici in questa squadra. Poi bisogna decidere, quindi serve farlo molto presto. Ci serve il giusto tempo per poter fare le cose per bene. Questo deve essere il nostro approccio ed è l’unico che possiamo avere". 

Hai una 'dead line' da indicare?
"Da qui a un mese dobbiamo sapere tutto anche perché devo partire determinati ordini per avere il materiale e per avere le persone giuste al posto giusto. Possiamo scegliere all’interno qualcuno di giovane da far crescere, ma penso che questo sia davvero l’unico modo di far crescere l’azienda". 

La decisione di Suzuki spaventa in qualche modo?
"Io non credo che ci sia un’emorragia da temere. L’atteggiamento di certe Case giapponesi l’abbiamo visto sia in MotoGP che in Formula 1, anche la Honda si è ritirata. Io credo ci sia un gran potenziale nello spettacolo che offriamo e vedendo quello che sta facendo la Formula 1, che onestamente sta facendo un grande lavoro, possiamo anche prendere qualche spunto da loro. Lo spettacolo che offriamo, è unico al mondo e l’adrenalina che trasmettiamo noi non la trasmette nessuno nel racing". 

Quindi tutto tranquillo?
"Sono in ogni caso segnali da prendere molto seriamente, dobbiamo tenere sotto controllo i budget e capire che la ricerca non deve essere ad ogni costo. Si deve capire che ci sono dei limiti e rispettarli. Questa possibile uscita di Suzuki è un campanello d’allarme, da prendere senza farsi prendere dal panico". 

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