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MotoE, Matteo Ferrari: "Essere il nuovo Pirro per Ducati? Mi piacerebbe"

VIDEO - Matteo ospite della nostra LIVE: "Un tester deve essere sensibile, avere esperienza ed essere oggettivo. Quando Aprilia mi ha considerato per il ruolo in MotoGP, è stato molto bello"

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Matteo Ferrari è ormai un vero cavaliere elettrico, essendo presente nella griglia della MotoE dal 2019, anno del debutto della categoria di cui è stato campione proprio nella stagione d'esordio. Ma Ferrari non ha corso solo sulle elettriche e seguendo le orme tracciate da Michele Pirro, ha ricoperto anche il ruolo di tester per la Ducati in SBK, deliberando le novità poi portate in gara prima da Redding ed oggi da Bautista e Rinaldi. 

Abbiamo fatto una bella chicchierata con Matteo durante il nostro Bar Sport, parlando a fondo della MotoE, del futuro della categoria con la Ducati e di quale strade possa prendere la sua carriera, ricordando che stiamo parlando di un pilota di 25 anni con già tantissima esperienza alle proprie spalle. 

Tu sei ormai un veterano della categoria, quanto è cambiata la MotoE dal 2019 ad oggi?
"In questi anni sono cambiate tante cose con la MotoE e proprio questo è quello in cui sono cambiate di più. Ci sono degli sviluppi importanti, la moto pesa 15 kg in meno ed anche l’erogazione della potenza è cambiata. Penso che prima di fine anno proveremo anche a fare delle gare con qualche giro in più. Poi ci sarà il Mugello quest’anno, e sono curioso di vedere come andrà. Anche le gomme sono cambiate tanto, sono eco ma pensate per mantenere le performance. Da pilota, bisogna sapersi adattare e penso che sia stato fatto un buonissimo lavoro. Poi adesso con l’ingresso della Ducati faremo un ulteriore step". 

Quali sono state le richieste che avete fatto come piloti ad Energica in questi anni?
"Come piloti, abbiamo chiesto di avere la possibilità di fare maggiori regolazioni sulla moto, perché adesso si può lavorare, ma non esageratamente. Siamo un po’ limitati, ma non è una imposizione di Energica, bensì una scelta anche per rendere il campionato quanto più equilibrato possibile. Con più variabili, il pilota può fare maggiore differenza". 

Poi arriverà la Ducati e sarà tutto diverso. 
"Ho visto la nuova Ducati, è molto bella. Loro partono dalla MotoGP, quando fanno una cosa hanno le persone giuste per progettare una moto da zero. Mi piace che ci siano tante regolazioni possibili, assomiglia ad una moto come quelle a cui sono abituato. Ci saranno tante cose che porteranno una sfida del tutto nuova, non ho ancora avuto modo di provarla perché non posso per regolamento, ma due giri li avrei fatti volentieri. Magari a fine di quest’anno ce la faranno provare". 

In Ducati puntano ad abbassare tanto i tempi, secondo te in Energica non si sono impegnati abbastanza?
"I tempi si abbasseranno, ma devo dire che Energica ci ha permesso di avviare questo campionato ed ha i suoi meriti. Ducati ha esperienza e tecnici abituati a lavorare ad altissimo livello, ma sicuramente i tempi si abbasseranno moltissimo. Dipende anche molto dalle piste, su alcuni tracciati saremo molto vicini davvero alle Moto2". 

Come vedi il tuo futuro come pilota?
"Da pilota, mi preme competere ad alto livello. In MotoE sono riuscito ad affermarmi subito, qui so di poter vincere e giocarmi il titolo e lasciare una categoria in cui vinci è difficile. Chiaro che posso valutare altre strade, ma solo con condizioni in cui posso essere competitivo. Quest’anno correrò anche nel CIV in SuperSport con la Panigale V2 e penso che potrò essere competitivo. A me piacciono tutte le moto, ma soprattutto mi piace lottare per il titolo in una categoria in cui corro". 

Ti piacerebbe seguire le orme di Michele Pirro come tester di riferimento della Ducati?
"Michele in questi anni mi ha dato tutta la sua esperienza e mi ha indicato la strada per diventare un pilota professionista. Questo è un mondo difficile, in cui è facile fare un passo sbagliato. Lo ringrazio per questo e so che se sono qui è merito suo. Mi piace come idea, per adesso voglio continuare a correre e fare quante più gare possibili. Ma mi piace l’idea di fare il tester e farlo da professionista, sto facendo esperienza ed è una cosa che mi servirà sempre nel corso della mia carriera. Di certo ho ancora tanta strada da fare". 

Cosa ti ha insegnato Michele?
"Ricordo quando l’ho conosciuto, lui correva nel CIV con le Pirelli, poi in MotoGP con le Michelin. Gli chiedevo sempre come faceva ad adattarsi velocemente, tra moto e gomme diverse. Penso di aver lavorato molto su questo, sulla capacità di adattarmi, lui mi ha dato tante indicazioni. Mi è servito molto in MotoE, dove mi sono adattato più velocemente degli altri e questo mi ha aiutato". 

Ad inizio 2021 sembravi destinato ad andare a fare il tester MotoGP per Aprilia. Quanto c'era di concreto?
"Con Aprilia c’è stato un interessamento, ma non siamo andati troppo avanti. Poi è arrivato il Dovi, io da parte mia l’ho vissuta molto bene, senza esaltarmi troppo. Sono stato contento di essere considerato, ma sono rimasto anche concentrato sul presente che stavo vivendo. Sono cose che se le gestisci male, ti bruci. E’ stato bello, anche se non si è concretizzato. Trovarmi alla mia età in quella situazione è stato molto bello". 

Da tester, quale è la sfida più complessa?
"La cosa difficile quando fai il tester è riuscire ad andare forte come quando corri in una gara, ma riuscendo ad essere oggettivo nelle valutazioni che fai. Devi guardare le cose da un punto di vista diverso, ci vuole tanta esperienza e secondo me anche tanti anni di apprendistato. Quando inizi a fare il tester, pensi ancora come se fossi un pilota, cerchi solo di andare forte. Quindi dai dei feedback che servono a te per andare più forte, ma per fare un buon lavoro devi essere preciso e lavorare tanto affinando la tua sensibilità. Michele l’ha dimostrato con la Ducati, che oggi in MotoGP funziona con tutti i piloti che la guidano. Anche i rookie ci vanno forte adesso, il ruolo del tester sarà proprio questo, ovvero rendere facile la moto per tutti". 

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