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MotoGP, La crisi economica ferma Suzuki. Livio Suppo: "no comment"

Il Covid e la guerra in Ucraina fra i motivi dell'addio alla MotoGP. La Casa giapponese aveva appena firmato un contratto di 5 anni con Dorna

MotoGP: La crisi economica ferma Suzuki. Livio Suppo:

Gli uomini di Suzuki nel paddock di Jerez stanno finendo di smontare il box, caricare le ultime casse sui camion che porteranno a Le Mans per l’ultimo Gran Premio. Lavorano in silenzio, gli sguardi bassi, nessuno ha voglia di parlare. La notizia che la Casa giapponese abbandonerà la MotoGP a fine anno è arrivata come un fulmine a ciel sereno.

In pausa pranzo Joan Mir e Alex Mir avevano parlato di assetti e prove, delle prossime evoluzioni, tutto quello che ci si aspetta in una tranquilla giornata di test, che tranquilla per loro non è stata.

Nessuno sapeva cosa avevano deciso ad Hamamatsu, né i piloti né gli uomini della squadra. Anche perché Suzuki aveva appena firmato, come il resto degli altri costruttori in MotoGP, un nuovo accordo con Dorna per altri 5 anni. Ora è carta straccia, ma probabilmente dovranno pagare una penale per non onorarlo.

Nei camion Livio Suppo e Shinichi Sahara parlano del futuro. Il manager piemontese era arrivato a inizio anno, per colmare il vuoto lasciato da Davide Brivio, passato in Formula1. Anche il suo contratto era per più di un anno, mentre ora deve affrontare la decisione.

Livio esce dal camion intorno alle 18.30, si avvicina. “No comment. Spero possiate capire la mia situazione. Buona serata”.

Il comunicato ufficiale è atteso per domani e segnerà la fine, per la seconda volta, dell’avventura di Suzuki in MotoGP. Secondo quanto appreso da GPOne, il Presidente Hiroshi Tsuda avrebbe voluto continuare con l’impegno nelle corse, ma il consiglio di amministrazione era contrario, per via della difficile situazione economica causata dalla guerra in Ucraina e dalla recente epidemia di Covid.

Suzuki aveva corso la prima volta in MotoGP nel 2002, per ritirarsi a fine 2011. Nel 2015 era tornata nella classe regina sotto la guida di Davide Brivio, riuscendo a conquistare il titolo mondiale con Joan Mir nel 2020. Quest’anno è già salita due volte sul podio con Alex Rins.

La Dorna per il momento non ha commentato, in attesa del comunicato ufficiale. Secondo le nostre fonti non ha intenzione di intentare una causa legale, ma farà valere la penale prevista nel contratto.

 

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