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MotoGP, Marquez: "svilupperò la Honda per me, senza pensare ad altro"

"I test di lunedì? Io inizierò a provare dall'FP1. Quando sei nel tuo ’sweet moment’ puoi fare cose speciali, ma quando vieni da un momento difficile come il mio, hai necessità di aiuto dalla moto. Non penso solo a migliorare lei, ma anche me stesso in sella alla moto"

MotoGP: Marquez: "svilupperò la Honda per me, senza pensare ad altro"

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Marc Marquez è molto severo con sé stesso e dopo il sesto posto di Portimao non è affatto soddisfatto, tanto da rivelare che nel GP di Spagna non aspetterà il lunedì per provare le evoluzioni per la sua RC213-V. L’obiettivo per lui è di recuperare la confidenza del passato, che per il momento non ha.

“A Portimao eravamo troppo lontani, dal podio e dalla vittoria. Sedici secondi di distacco sono troppi. I primi tre stanno mostrando un grande livello, noi invece non ci troviamo a nostro agio. E’ un discorso generale, quando sei nel tuo ’sweet moment’ puoi fare cose speciali, ma quando vieni da un momento difficile come il mio, hai necessità di aiuto dalla moto...non ho tutta la confidenza di cui ho bisogno, così non posso provare a guidare differentemente senza il rischio di cadere. Quando hai la confidenza i tempi arrivano senza forzare.
Ora siamo a Jerez e non so cosa aspettarmi, ma cercheremo di essere veloci. Abbiamo qualche idea. Non penso solo a migliorare la moto, ma anche me stesso in sella alla moto. Il mio test inizia domani, ma non con pezzi nuovi: prima dobbiamo trovare la base. I nostri avversari ce l’hanno ed è per questo che si battono per il mondiale. La prima cosa che dobbiamo trovare è una base con la quale io mi senta a mio agio. Una volta lì potremo migliorare. Ci sono tre cose: il pilota, la moto ed il team, se si trova la direzione e la stabilità si deve stare sempre al massimo nei primi cinque. Ora per esempio le moto sono più al limite, quella attuale e più stabile ma non si può frenare più tardi. E’ un compromesso difficile da trovare”.

C’è da domandarsi in quale direzione Marc voglia svilupparla. La risposta è lapidaria.
“Cercherò la mia direzione. Non so se andrà bene anche per gli altri, ma personalmente non mi importa”.

Proprio a Jerez, prima dell’incidente del 2020, Marc Marquez sembrava fare un altro sport, tanta era la sua superiorità. Ora ci si domanda quanto tempo sarà necessario per rivederlo veloce come nel passato.

“Tornare a Jerez, in una gara normale, è bellissimo: questo è un circuito dove se c’è il pubblico lo noti. C’è grande passione. E’ una buona domanda chiedere quanto torneremo a quel livello. La nuova Honda è più a suo agio sui circuiti ampi, veloci, come in Qatar in Malesia o in Indonesia, ma su quelli piccoli, dove dobbiamo girare rapidamente da una parte all’altra facciamo fatica. Non so veramente se la soluzione è vicina o lontana, quel che è certo è che dobbiamo trovarla, ma il potenziale c’è”.

Anche fisicamente Marc sembra migliorato molto.
“Si, la condizione del mio braccio destro è accettabile per fare buone gare, come ad Austin. E’ un braccio diverso da prima, ma è accettabile”.

A Portimao comunque Marquez ha fatto una bella battaglia con il fratello Alex, battendolo. Un punto in più che come nel caso del suo manager, Emilio Alzamora, potrebbe valere per il mondiale.

"Troppo ottimisti. Io e mio fratello ci aiutiamo e ci alleniamo assieme, ma quando siamo in pista, ed in gara, ognuno pensa per sé ed ha i suoi segreti"

Jerez, stando a quanto detto da Marc, non dovrebbe essere un circuito favorevole alle caratteristiche della Honda.
“Jerez è un circuito stretto, dove è difficile superare, maggiormente oggi con i dispositivi per abbassare la moto. Ora con l’aerodinamica è anche più difficile. Normalmente se parti in una posizione, lì rimani”.

L’ultima notizia e che ora si proverà di meno.
“Il motore che si proverà a Valencia sarà lo stesso che si utilizzerà in Malesia. Il resto, telaio eccettera si può provare durante l’anno. Ovviamente se si fanno più gare non si può pensare di poter continuare a fare molte prove. Con la concorrenza attuale non ci sono molti giorni nel calendario per le prove”.

Nel fine settimana Jorge Lorenzo sarà inserito nella ‘hall of fame’ come leggenda della MotoGP.
“Si può essere d’accordo con lui o no, ma Jorge ha sempre avuto una forte personalità. E quando era in forma era imbattibile, guidava in modo incredibile. Ho molto rispetto per lui e da lui ho imparato molto. Come compagno di squadra aveva una mentalità diversa dalla mia, ma quando era alla guida era veloce, coerente con sé stesso e con grande personalità: questo è importante. Non voglio però inserirlo in nessuna classifica: non mi piacciono. Ogni pilota ha il suo anno ed il suo periodo”.

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