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MotoGP, Marquez: " l'obiettivo non è battere le altre Honda, ma correre per vincere”

"Abbiamo preso 16 secondi dal vincitore e con questi piazzamenti non si vince il mondiale. A Jerez Quartararo e Mir andranno forte, ma noi avremo quattro giorni per provare e capiremo dove siamo"

MotoGP: Marquez: " l'obiettivo non è battere le altre Honda, ma correre per vincere”

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Dopo cinque Gran Premi Marc Marquez è 11° nel mondiale, a pari punti con Pecco Bagnaia ed a 38 punti dai leader, Quartararo e Rins. Ma è ovvio che l’otto volte iridato sia tutt’altro che soddisfatto del risultato: un sesto posto davanti al fratello, conquistato peraltro in volata.

“Lo so che tutti si aspettavano di più, ma io lo avevo già detto ieri: non siamo pronti per la vittoria - sono le sue prime parole nel consueto incontro dopo gara - Nel warm up ci ho provato ma un giro è un giro. Ed il feeling non era buono. Ho fatto delle piccole modifiche che mi hanno aiutato, ma poi non sono partito bene. Non ero a mio agio. Comunque, tutto compreso, non avevo velocità. In ogni caso ho fatto del mio meglio, ho cercato di tenere il mio ritmo, ma alla fine abbiamo preso 16 secondi dal vincitore. Sì, possiamo togliere tre o quattro secondi persi nei primi giri, ma non avevamo la velocità per recuperare sui primi”.

Negli ultimi giri ci hai fatto vedere un bel duello con tuo fratello.
“Certo, mi sono battuto con Alex e Pol, ma non è questa la posizione dove vogliamo finire. In gara mi sono ricordato quando, tre mesi fa, abbiamo girato assieme su questa pista con le moto stradali… una sensazione piacevole. Alex sta guidando molto bene, nell’ultimo giro, fratello o no, ha provato a difendersi e ha cercato di superarmi sul traguardo e quasi ce l’ha fatta. Mi sarebbe piaciuto battermi almeno per un quinto posto, ma è vero che all’inizio non ero a mio agio. Sia io che Pol che Alex, avevamo lo stesso problema”.

E’ stato Marc o la Honda a non essere pronti?
“Complessivamente non ci siamo. Non sono solo io o la moto, è tutto l’insieme ed il risultato è una conseguenza. Quando sei al top - Marc parlando in inglese usa il termine ‘sweet moment’ - viene tutto facile, ma ovviamente non sono nel mio ‘momento dolce’…e ho bisogno dell’aiuto della moto. E’ vero che provo a tirarne fuori il 100% e nonostante ciò ho battagliato con le altre Honda, ma il mio obiettivo non è battere le altre Honda, bensì correre per la vittoria”.

Ci sono delle responsabilità in questo risultato?
“Non siamo a posto, e poi è stato un fine settimana strano: non abbiamo provato molto, ma è stato così anche per gli altri, non è una scusa. Quando sei a posto vai veloce fin dall’inizio”.

Qual’è il punto debole della nuova Honda RC213V 2022?
“Non è solo una cosa: non sono a mio agio sulla moto. Io mi adatto bene e velocemente. Lo ho detto già durante la preseason che non me la sentivo bene fra le mani. E’ vero che durante le prove invernali alcuni piloti Honda hanno detto che era una moto meravigliosa, ma attenzione: durante i test l’asfalto è sempre molto gommato e poi in gara le condizioni sono diverse. Non possiamo prendere come riferimento questo fine settimana o quello in Austin. Dobbiamo controllare come andremo a Jerez dove avremo anche un test importante e dove dovremmo fare un passo avanti importante per lottare per posizioni importanti. Attualmente possiamo fare un quinto, un sesto, un quarto, magari un podio, ma non sono queste le condizioni per battersi per il titolo mondiale”.

Cosa stai facendo per risolvere il problema?
“Sto lavorando per provare a migliorare. Avrete notato che uso uno stile di guida completamente diverso rispetto al passato, ma è la cosa migliore da fare al momento per guidare questa moto”.

Siete in un momento sfortunato.
“Io credo che quando hai la velocità sembra che tu abbia la fortuna dalla tua. Quando hai la velocità fai tutto più facilmente. Quando non ce l’hai invece deve essere tutto perfetto per ottenere un buon risultato, altrimenti devi soffrire. Ad Austin ero veloce ed ho rimontato, qui non è stato possibile, ma ho tenuto duro, soffrendo”.

Dicevamo all’invio che il mondiale comunque è ancora senza un vero padrone.
“Si, ma ciò che facciamo non sono risultati per lottare per il mondiale. Qui in Europa Quartararo va forte, e andrà forte anche a Jerez, come Mir del resto. Quello che potevamo fare era vincere a  Austin ma non ce l’abbiamo fatta. A Jerez avremo quattro giorni, visto che proveremo il lunedì, e vedremo veramente dove siamo”.

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