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MotoGP, Marquez, dopo la caduta: "Ho risposto a tutte le domande del dottor Chartre"

"Era venuto nel mio box anche a Mandalika: 'dove sei caduto, in che curva, con che marcia?' mi ha domandato. Allora non ero stato pronto, qui ho risposto a tutto. Warm up fondamentale, se andrà bene darò il cento per cento"

MotoGP: Marquez, dopo la caduta: "Ho risposto a tutte le domande del dottor Chartre"

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Partirà, Marc Marquez, nel GP del Portogallo, dalla nona posizione, in terza fila. Esattamente come ad Austin, ma le condizioni in Portogallo sono molto diverse rispetto al Texas. In entrambi i giorni di prove infatti a Portimao è piovuto e, nessuno ha potuto trovare l’assetto ottimale con l’asciutto su questo difficile tracciato. In America la gara di Marc iniziò in salita a causa di un problema al via che lo rallentò relegandolo in ultima posizione, dopo un difficile avvio della sua Honda. Fu una gara in rimonta.

“È molto importante quando hai un problema individuarlo e trovare rapidamente la soluzione. Non posso dire cosa è accaduto (ride) ma non si ripeterà - inizia a spiegare Marquez, che aggiunge - Ovviamente sono contento della velocità che abbiamo mostrato qui a Portimao, ma siamo stati sfortunati. Tutti al via della Q2 aspettavano di entrare alla fine perché la pista si stava asciugando e stava migliorando. So che in queste condizioni sono veloce e per questo sono entrato per fare un giro rapido, solido, ma niente di particolare. Purtroppo nell’ultima curva ho visto la bandiera gialla, ho rallentato un po’, lo ho finito perché volevo sapere dove ero, ma il giro mi è stato tolto. Alla fine sono 9°. A questo punto sarà importante il warm up, trovare un buon assetto e partire con le gomme giuste. Se faremo bene queste due cose proverò a dare il cento per cento in gara”.

Questo è un mondiale strano: il leader, Bastianini, partirà 18°.
“In un fine settimana come questo, con pioggia, freddo e vento, è facile commettere un errore e tanti lo hanno fatto. Anche io non mi aspettavo di cadere, ma sono caduto. Non abbiamo fatto tanti giri proprio per evitare rischi inutili. Tutto dipenderà, come dicevo, dalle condizioni tecniche: se in gara faticheremo, tireremo solo a finire il Gran Premio. Mir e Quartararo qui sono sempre stati veloci, e partono davanti, ma a parte questi due non credo di poter fare alcuna previsione sugli altri”.

Si può dire che la caduta di oggi sia stata necessaria? Hai battuto la testa ma non è successo niente, nessun fenomeno di diplopia.
“Nessuna caduta è necessaria. Ovviamente prima di tornare a correre a Austin è stata la prima cosa che ho chiesto al mio dottore: cosa mi può succedere se atterro ancora di testa? Come ho detto la risposta è stata che posso avere lo stesso problema in qualsiasi caduta, anche fra un anno. Comunque quella in Indonesia è stata veramente brutta, qui si è trattato di una caduta normale, ora ho solo un po’ di male al collo. Mi sento un po’ rigido, niente di particolare”.

Quando sei rientrato ai box abbiamo visto che è venuto subito a trovarti il dottor Chartre, cosa ti ha detto?
“Si il dottor Chartre è venuto subito da me e mi ha fatto tre domande rapide: dove sei caduto, in che curva, con che marcia? Ho risposto a tutte rapidamente. In Indonesia invece ero confuso, non gli avevo risposto. Ma lo avete potuto vedere anche da questa caduta: a Mandalika sono rimasto un po’ lì, qui invece mi sono messo subito in piedi, ho rialzato la moto, eccetera. Ora c’è più attenzione dal punto di vista medico. Stanno più attenti, ma è così che deve essere”.

Peccato per quel giro che ti è stato tolto: saresti partito più avanti.
“Sono stato sfortunato, ma oggi è toccato a me domani toccherà ad altri. Non vedo però altre soluzioni: quando ho visto la bandiera ho rallentato, facendo una traiettoria più interna, poi ho riaperto. E' necessario per la sicurezza. Riformulare le qualifiche stile la vecchia Superpole in Superbike? A me personalmente non piaceva, va bene così. In gara bisognerà solo avere un po’ di fortuna, certo partendo nono sarà più difficile. Il tema è che non posso partire con una risultato in testa. Dopo il warm up ne sapremo di più. Ma se la gara sarà asciutta potremo aspirare al massimo, che non significa vincere bensì finire nei primi cinque”.

Avete già deciso di massima con che gomme ed assetto partire?
“Partirò con la moto che abbiamo usato nell’ultimo Gran Premio, ma non abbiamo alcuna riferimento qui, non possiamo utilizzare i dati del 2021 perché è una moto nuova”.

Fino ad ora questo mondiale non ha mostrato ancora un favorito.
“È un campionato strano, molto lungo, con 21 gare e può accadere di tutto. Oggi ci sono state tante cadute e se ti fai male puoi saltare più di una gara. Bisognerà essere pazienti e vedere come si evolve la situazione”.

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