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MotoGP, Petrucci: "Marquez adesso sa di non essere fatto più di gomma"

"Ad Austin l'ho salutato, era davvero stanco ed aveva gli occhi rossi. Ma tornerà quello di prima, purtroppo per gli altri. Quartararo? Potrebbe andare in Suzuki, ha sempre parlato bene di quella moto"

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Danilo Petrucci è stato ospite del nostro Bar Sport ed ha parlato con noi di tantissimi argomenti. Dalla sfida in MotoAmerica, al possibile futuro in SBK, fino ovviamente al suo passato in MotoGP ed allo scenario che oggi sta vivendo il campionato prototipi. Con Petrux abbiamo parlato di mercato piloti, della situazione di Marc Marquez e di quanto sia cambiata la MotoGP negli anni in cui Danilo l'ha vissuta direttamente in sella.

“In MotoGP la competizione è al limite della sopportazione umana - ci ha raccontato Danilo - Il livello è altissimo, lì capisci davvero il senso della frase ‘sono i dettagli a fare la differenza’, perché lì se sei al 99% non vinci e non sei nemmeno davanti. Basta un giorno in cui non hai la confidenza giusta e ti ritrovi lontano. Sto parlando di piccolezze, ma bastano per trovarti dietro. Negli ultimi anni poi tutte le moto sono diventate competitive e tutti i piloti sono dei draghi secondo me, dal primo all’ultimo. Quando ho cominciato io c’era la CRT che ha portato piloti da tutte le parti, il livello dei piloti era un po’ più basso. Da quando è cambiato il regolamento con monogomma Michelin e centralina unica, le prestazioni si sono livellate sempre di più”.

Quest'anno cambieranno tante cose in MotoGP, scadono molti contratti. Tu che movimenti ti aspetti?
“Spero che Jack resti lì in Ducati Factory, ho un ottimo rapporto con lui e mi piacerebbe. Solo che sia Martìn che Bastianini sono due grandissimi piloti, in Ducati hanno un problema di abbondanza. Vedo che fa fatica Zarco, penso che la sua moto la vorrebbe Bastianini. Ho parlato con Quartararo, ma non di mercato.

Petrucci: "Quartararo potrebbe andare in Suzuki, ha spesso parlato bene di quella moto"

Secondo me potrebbe andare in Suzuki, ha spesso parlato bene di quella moto, gli ha fatto diversi complimenti. Lì tengono molto al lato umano delle cose. Rins è da tenere d’occhio per il mondiale, è difficile mandare via lui o Mir, non stanno facendo male. Io fossi in Suzuki avrei difficoltà. Non penso che Fabio vada in Honda, perché dall’altra parte del box c’è un attimo Marquez che sta su quella moto da diversi anni. Penso in ogni caso che la Yamaha vorrà tenerlo, magari potrebbero scambiare qualcuno Suzuki e Yamaha. Almeno Morbidelli è a posto! La MotoGP è il gioco della torre, qualcuno ogni anno casca giù per forza. Non so se Fabio stia cercando di avere una buona offerta da Yamaha, oppure sia davvero intenzionato ad andarsene. Poi vedo Pol Espargarò in difficoltà, in Qatar era veloce ma poi si è perso di nuovo”.

E cosa pensi di Marc e della sua situazione? 
“Purtroppo ho avuto la sfortuna di incontrare nel mio momento migliore, dal 2017 al 2019, il miglior Marquez e la migliore Honda. Era in forma, alla peggio faceva secondo. Un periodo in cui cadeva, ma faceva anche dieci salvataggi a weekend, un pilota che non si era mai fatto male. Era a credito con la fortuna…adesso è difficile per lui, sembrava imbattibile ed ora è venuto fuori tutto il problema al braccio, agli occhi. Io ci ho parlato sabato, è venuto a salutarmi dopo la prima gara ad Austin. Mi ha detto di essere veramente stanco, aveva gli occhi rossi e si vedeva che era davvero sofferente. Mi ha detto di avere problemi al braccio e di non essere ben allenato. Poi basta guardare la gara del giorno dopo per dire ‘pensa se fosse stato allenato…’In MotoGP sono tutti bravi oggi, capisco che Marquez sia il fenomeno. Potrebbe esserlo, ma non so se lo è ancora oggi. Nella sua mente ha capito di non essere più fatto di gomma”. 

Ad Austin è andato fortissimo però.
“Ha mollato gli ultimi 4 giri, ma altri che erano in forma hanno mollato pure loro. Bastianini è stato un mostro ad Austin, era l’unico che se la sarebbe giocata con Marquez se non avesse avuto problemi. Il Marquez di tre anni fa e quello di oggi sono diversi. Da fuori, quello che vedo come pilota è che nella MotoGP si fa troppo presto a dare giudizi ed è una cosa che fatico a capire”. 

Ma pensi che tornerà il cannibale del 2019?
“Secondo me, purtroppo per gli altri, tornerà il Marc di prima. Ci prova sempre, cade, sbaglia. Io l’ho sempre visto da vicino, lui quando è al limite riesce ad andare oltre. Una cosa che riesce solo a lui e devo dire che ho visto fare anche a Bastianini. Marc ti faceva cadere le braccia, pensavi come fare a batterlo ed era quasi impossibile. Ci sono riuscito qualche volta, ma ti lasciava senza parole. Quando lo seguivi in prova, sembrava che perdesse la moto ad ogni curva. Uno normale sarebbe tornato ai box, si sarebbe lamentato. Mentre lui ha sempre continuato a girare ed andare fortissimo. Va sempre oltre il limite, se lo segui sbagli. Per me lui fa la differenza proprio nel provarci sempre, a rischio di cadere spesso. Chiaro che quando hai una debolezza, il corpo e la testa lo sanno”.

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