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MotoGP, Dovizioso: "Quartararo ha ragione, ma non ha mai provato altre moto"

"Fabio vuole cavalli. Ma lui ha uno stile unico e sa sfruttare al meglio la M1, ma tutti gli altri piloti Yamaha lamentano i miei stessi problemi. Io ho guidato Ducati e Aprilia negli ultimi anni, capisco dove siamo carenti"

MotoGP: Dovizioso: "Quartararo ha ragione, ma non ha mai provato altre moto"

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Il venerdì di Andrea Dovizioso a Portimao non è stato affatto disastroso. Il Dovi ha chiuso la seconda sessione con il terzo tempo e nella classifica combinata ha chiuso con il 14° tempo, miglior pilota Yamaha in classifica. Dopo le sue parole di ieri riguardo la carenza di grip della M1, Fabio Quartararo ha risposto evidenziando invece una cronica mancanza di potenza. 

Due punti di vista molto diversi, che però Dovizioso ha spiegato con la sua solita meticolosità nell'incontro con i giornalisti di fine giornata. 

"E’ normale che dica così, perché Fabio è stato l’unico pilota in grado di essere veloce con questa moto nonostante il poco grip - ha detto Dovizioso - secondo me dipende dal suo stile di guida, poi anche perché non ha mai usato altre moto. Lui sfrutta al meglio il potenziale di questa M1, soprattutto in ingresso di curva ed in percorrenza. Con un po’ di potenza in più potremmo essere più veloci sul dritto, certo. Sono d’accordo con lui su questo, ma per me il suo modo di guidare è un po’ unico. Per questo io spingo tanto sulla questione del grip, perché penso che tutti gli altri piloti Yamaha abbiano bisogno di questo. E’ un aspetto quasi strano, perché quello che perdiamo per colpa di questo problema è enorme. Io lo posso dire perché negli ultimi due anni ho guidato altre moto. Fabio non dice una cosa sbagliata, semplicemente non lo sa perché non ha provato altre moto". 

Come si manifesta questo problema per te?
"
Sull’asciutto hai problemi appena apri il gas nella zona di accelerazione. Sulla pioggia, hai problemi anche maggiori in ingresso. Questo non ti da confidenza, perché in alcune situazioni puoi anche essere veloce, ma nella maggior parte dei casi non ci riesci. E’ possibile essere veloci con la Yamaha guidando in modo molto dolce. Serve questo, ma il modo in cui perdi grip è velocissimo. Difficile entrare nel giusto ritmo giro dopo giro". 

E Quartararo come argina questo problema?
"In uscita di curva inizi a derapare molto e ti porti questo problema in accelerazione. Fabio è bravo a gestire questa situazione, non fa derapare la moto in quel momento. Lui è bravo a sfruttare altre caratteristiche della Yamaha". 

Nelle classifiche di velocità però siete spesso molto indietro e tu sei a volte più veloce di tutti i piloti con la M1.
"Franco Morbidelli è quasi sempre l’ultimo nella classifica delle velocità. La velocità in fondo in rettilineo non dipende troppo da come esci dall’ultima curva, è più una questione relativa al punto di frenata. Di base Fabio, non esce più forte dalle curve, guadagna tutto prima di quel punto. In fondo al rettilineo non andrà mai più forte di noi". 

Ma oggi pensi di aver fatto dei passi in avanti?
"Il passo in avanti oggi è stato piccolissimo in realtà. Anche Marc ha fatto un ottimo tempo con gomme usate, con venti giri di gomma. Quando c’era tantissima acqua alcuni sono andati molto forte, io non ci sarei riuscito. Le condizioni erano border line. In alcuni momenti c’erano delle zone piene d’acqua". 

Quindi non sei soddisfatto del terzo tempo nel pomeriggio?
"Oggi le condizioni erano davvero difficili soprattutto per il vento. Mi sono sentito un po’ meglio, ma la mia terza posizione non è realistica. Certo, stavo meglio rispetto agli altri piloti Yamaha ma non è che sia cambiato moltissimo. Non abbiamo migliorato il grip, ed è quello su cui dobbiamo lavorare molto in queste condizioni". 

Oggi sei stato uno dei piloti più attivi, nonostante condizioni così difficili.
"Sarà asciutto domenica, ma in ogni prova libera devi provare qualcosa di diverso per trovare una strada da seguire. Oggi ad un certo punto la pioggia era fortissima e magari potremmo anche avere condizioni simili in gara, quindi era giusto girare e provare. Quello che succede in questi casi conferma il DNA della nostra moto e da' i dati agli ingegneri per lavorare. E’ l’unica cosa da fare, girare anche se non puoi migliorare il tuo tempo. Serve per capire dove dobbiamo migliorare, anche perché puoi seguire le altre moto e questo ti fa capire in cosa siamo carenti". 

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