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MotoGP, A Portimao piove sul bagnato: il mercato è ancora senza riferimenti

La giornata di pioggia non ha consentito di trarre delle indicazioni esatte per il Gran Premio di domenica. Ma sono ancora da chiarire anche le forse effettive in campo per i primi colpi di mercato

MotoGP: A Portimao piove sul bagnato: il mercato è ancora senza riferimenti

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Potrebbe essere stata una giornata inutile, quella di oggi sul circuito di Portimao. La pioggia, prevista, è infatti puntualmente arrivata ed anzi è aumentata di intensità nel pomeriggio, accompagnata da un forte vento che ha causato non pochi problemi alla MotoGP, in difficoltà a mandare in temperatura le gomme, specie la posteriore.

Il condizionale però è d’obbligo perché se oggi il meteo dava il 90% di possibilità di pioggia, la percentuale scende al 70% domani, anche se con temperatura in netto aumento.

Ciò significa che l’FP3 sarà vitale per l’accesso diretto alla Q2 che per oggi hanno conquistato Marc Marquez, Pol Espargarò (miglior tempo in FP2 davanti al caposquadra), Joan Mir, Marco Bezzecchi (autore di un plastico highside in FP2), Joan Zarco (anche lui in terra nella FP2), Maverick Vinales, Joan Martin, Francesco Bagnaia (pure lui in terra in FP2 con ammissione di colpa) e Jack Miller.

Il fatto che tutti tranne Pol abbiano girato più velocemente nella FP1 conferma che, qualora ci dovesse essere meno acqua in pista la FP3 sarà una vera e propria sessione di qualifica. L’asfalto di Portimao, infatti, a detta di Joan Mir drena poco ed offre altrettanto poco grip quando c’è molta acqua stagnante.

“E’ piovuto anche a Mandalika, in Indonesia, ma qui è tutta un’altra storia - ha ricordato il pilota della Suzuki - lì di grip ce n’era, qui manca”.

Sulla questione grip, cioè aderenza, c’è stato un simpatico botta-risposta fra due piloti Yamaha, Quartararo e Dovizioso, con l’italiano che si lamentava per la mancanza di aderenza, mentre il francese insisteva sul fatto che alla M1 manca soprattutto potenza, con conseguenti ed evidenti limiti di velocità.

Dove ha poi precisato il suo punto: “Fabio ha ragione, a lui manca potenza, ma è l’unico che riesce a guidare la Yamaha così, con una grande velocità di percorrenza della curva, A noi altri piloti manca invece, e molto, l’edge grip, al massimo angolo e ci trasciniamo questo problema anche quando rialziamo la moto per accelerare”.

Dire comunque che la prima giornata di prove del GP del Portogallo ci abbia offerto una visione chiara dei valori in campo sarebbe una menzogna.

“Anche perché la differenza dei tempi sul bagnato va esaminata alla luce della gomma montata: molti piloti hanno iniziato la seconda sessione con una rain usata nella FP1, con già venti giri sulle spalle. Io invece con una gomma nuova, la differenza in termini di prestazione è tutta qua”.

La realtà dunque è che se anche domani la pista sarà bagnata, anche se non allagata come oggi, si potrebbe arrivare al Gran Premio senza una indicazione corretta del potenziale dello schieramento della MotoGP e, qual che ancora di più conta, con assetti non completamente definiti.

Fra i piloti più in difficoltà, in questa prima giornata, ci sono sicuramente stati Quartararo, Morbidelli e Rins, ma anche Aleix Espargarò. Anche se oggi le condizioni della pista non consentivano di prendere in esame le velocità massime correttamente non si può non notare che Franco Morbidelli ha fatto registrare l’ultima velocità di punta con 317,6 (top speed di Vinales con 331,2 Km/h), mentre Fabio ha allungato fino a 325,3 Km/h.

E’ evidente però che in queste condizioni ha contato molto anche la capacità di uscire bene dall’ultima curva, in realtà tre curve raccordate che formano un curvone velocissimo, in discesa, in un punto che richiede la massima fiducia per essere affrontato. La velocità del campione del mondo in carica però più probabilmente è frutto della sua capacità di staccare forte ‘rubando’ qualche metro alla fotocellula.

Chi più e chi meno, tutti hanno problemi con cui convivere in questa prima giornata di prove del Gran Premio del Portogallo e la realtà è che Portimao sul bagnato, con così tanta pioggia, non era mai stata affrontata.

Per questo è come guardare dal buco di una serratura per farsi un’idea delle dimensioni di una stanza: la visione rimarrà sempre limitata. Anche il miglior tempo di Marquez nella combinata è sì veritiero, ma non certo l’indicazione assoluto che ‘Magic Marc’ sia nuovamente a suo agio.

“La nuova moto è già migliore della precedente, ma non si guida come io vorrei quindi, per due tre giri riesco a spingere, ma non ho ancora la costanza necessaria. Mi sto adattando e la Honda è costantemente al lavoro per evolverla, ma non siamo ancora a posto”.

Nel frattempo, mentre i piloti cercano di tirare fuori il meglio dalle proprie cavalcature, il paddock sta riacquistando l’aspetto che aveva pre-Covid, con le Hospitality e gli addetti ai lavori liberi di circolare. Il che prelude ad un grande scambio di informazioni. Non ci aspettiamo novità immediate sul fronte del mercato: dopo quattro gare extraeuropee non vediamo ancora la situazione del tutto chiara. E’ meglio attendere ancora qualche gara prima di prendere decisioni. E non parliamo solo di piloti: la seconda squadra Yamaha è ancora in predicato per la riconferma, mentre l’Aprilia sarebbe disposta al raddoppio. Ma a spese di chi? Non ci sono slot liberi. Per di più ci sono accordi a lungo termine già firmati, ma anche i migliori contratti possono essere rotti, non necessariamente per disaccordi profondi, ma semplicemente per convenienza. Magari reciproca.


 

 

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