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MotoGP, Zarco: "Bastianini va forte: è sbagliato dare solo meriti alla GP21"

"Nel GP dell’Algarve ho finito al quinto posto. Sarebbe una bella cosa ripetermi. Non è vero che il mondiale inizia qui: Enea ha già un piccolo vantaggio. Provo lo shapeshifters, ma ho meno pressione degli ufficiali"

MotoGP: Zarco: "Bastianini va forte: è sbagliato dare solo meriti alla GP21"

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Fra i piloti Ducati con maggiore esperienza Johann Zarco è l’unico a non aver ancora vinto un Gran Premio. Per questo, forse, il francese è fra tutti forse l’unico ancora alla ricerca di quel qualcosa in più che gli possa consentire un ulteriore, piccolo, passo in avanti capace di farlo lottare per la vittoria.

A Portimao l’anno passato è stato costretto al ritiro nel GP del Portogallo, ma in quello successivo è andato bene. Normale, dunque che si avvicini al primo Gran Premio Europeo con una vìcerta fiducia.

“Portimao è una pista dove potremmo far bene - ha spiegato - qui l’anno passato abbiamo corso due Gran Premi, quindi abbiamo molti riferimenti. Certo, è un tracciato molto impegnativo, con tutti in cambiamenti di altimetria. Spero di divertirmi. Nel GP dell’Algarve ho finito al quinto posto. Sarebbe una bella cosa ripetermi. Per riuscirci sto migliorando anche il mio metodo di allenamento: faccio molto Supermoto, si rischia meno e si può provare molto. Con la Panigale sarebbe diverso”.

Dopo le prime quattro gare come vedi il campionato?
"Sembra che sia più aperto di quanto pensassimo. Può essere più difficile perché ci sono più piloti in lotta: ciò dà una forte motivazione perché se ci sono più piloti che possono vincere le gare. E poiché io sono uno di loro ho la motivazione per cercare un'opportunità quando arriva. Dopo quattro gare, è tutto quello che posso dire".

Sei d'accordo che solitamente si dice che il campionato inizi solo con la prima gara in Europa?
"No, le prime quattro gare sono sempre importanti. Se prendiamo Enea, penso che le prime quattro gare siano importanti perché ha già un piccolo vantaggio. E per quanto mi riguarda non dimentico il bel podio in Indonesia. Quindi no, la stagione inizia in Qatar. Il ritmo è diverso qui perché siamo di nuovo in un paddock normale, con le Hospitality, con la maggior parte dei piloti della MotoGP che dormono nel paddock, quindi è più facile e ci sentiamo più a casa, ma è solo un ritmo diverso e il vero inizio è stato in Qatar".

Ti aspettavi un inizio di stagione così da parte di Enea Bastianini sulla GP 21?
“Dare tutto il merito alla moto 2021 significa dimenticare che Enea sta guidando molto bene. Ha fatto un passo avanti di due anni, tra la GP 2019 e la GP 2021, quindi darei più importanza a ciò che sta facendo lui piuttosto che alla moto, ma chiaramente fa parte del gioco fare sviluppo: si rischia. Ma può anche farti progredire molto. È principalmente responsabilità dei piloti ufficiali, ma grazie a Pramac abbiamo anche la possibilità di seguire lo stesso sviluppo".

Chi ti ha sorpreso di più?
“Direi l'Aprilia: ha fatto una cosa incredibile in Argentina. Pensavo che la KTM potesse essere più competitiva, ma sembra che stia lottando. Miguel e Brad non riescono a trovare il feeling che avevano due anni fa. Per la Ducati, avere otto moto è davvero utile per raccogliere molte informazioni anche se a volte è difficile mettere tutto insieme. Sono sicuro che ora, su circuiti leggermente più piccoli, Fabio Quartararo tornerà a lottare per la vittoria".

Bagnaia ha chiesto di fare meno prove e tu ora sei quasi l'unico che usa lo ‘shapeshifters’. Influisce sulle tue prestazioni?
“Difficile dirlo. Personalmente ho un po' meno pressione di un pilota ufficiale, e dato che non ho ancora vinto voglio ancora trovare qualcosa in più sulla moto. Ho capito che Pecco ha avuto la sua migliore confidenza sulla moto durante le ultime gare dell'anno scorso, e vuole ritrovarla, facendo meno test. E’ normale perché sa come vincere. Il livello è molto alto, quindi ci sono momenti in cui devi provare, anche se fai un passo indietro, ma siccome non abbiamo davvero tempo in MotoGP, ciò mette molta pressione sui piloti perché alla fine conta solo il risultato, e se non lo ottieni, hai molta pressione".

 

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