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SBK, Bautista: "Con Toprak non devo arrivare all'ultimo giro, perderei"

VIDEO - Alvaro è stato ospite della nostra diretta: "Sono tornato sulla mia moto e sono felice. In Honda hanno dato tutto, ma la CBR forse non era nata proprio bene"

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Alvaro Bautista è stato uno dei protagonisti della domenica perfetta di Ducati, capace in un solo giorno di trionfare in MotoGP con Bastianini, in MotoAmerica con Petrucci e in SBK proprio con lo spagnolo al ritorno in sella alla Panigale dopo la stagione 2019, ricca di gioie e dolori. Alvaro è stato ospite del nostro Bar Sport dedicato alla SBK accettando di rispondere a tantissime domande sul presente, sul suo ritorno alla vittoria ad Aragon e sulla sfida rappresentata dalle due stagioni in Honda. 

“Vincere è stato bellissimo - ha esordito Bautista parlando di Aragon -  specialmente dopo due anni difficili in cui ho lavorato tanto senza ottenere i risultati che speravano di raggiungere quando ho firmato due anni fa. La sensazione è stata fantastica. Dal primo giorno che sono tornato sulla Panigale V4, ho trovato la mia moto. Sono felice più che per la vittoria, per come posso guidare questa moto. Felicissimo di essere tornato in questa squadra, che è una famiglia stupenda”.

Ma è vero che in Gara1 non hai dato tutto?
“La prima gara ho deciso di non esagerare. Può sembrare non vero, ma il sabato il mio obiettivo principale era vedere la bandiera a scacchi. Ho gestito la gara, lottare con Toprak e Rea non è facile. Mi sono divertito, ci sono stati tanti sorpassi. Ho provato anche a passare Rea, non troppo presto per non aiutarlo. In quel punto però lui guidava non meglio di me, ma in modo più efficace per passarmi. Era comunque importante cominciare il campionato con una buona base, poi domenica ho vinto e va bene così. Lì ho dato davvero tutto”. 

Ti è mancato allenarti con la Panigale V4 di serie?
“Ho la Panigale V4 nuova, ma ancora non l’ho usata purtroppo. Qui non è possibile in certi periodo dell’anno. Mi è mancato potermi allenare con lei, perché per noi piloti questo allenamento è importantissimo. Non si può fare sempre purtroppo, quindi quest’anno ho fatto tanto motocross per compensare”.

In realtà la domanda era riferita ai due anni scorsi. 
A questo punto Bautista prende un bel respiro, e poi ammette sorridendo: “Si!”

Bautista: "Mi è mancata la Panigale per allenarmi negli ultimi anni? Si!"

Ci dicono dalla Ducati che hai una passione per gli gnocchi. 
“Questi sono i cuochi della Ducati! Io adoro gli gnocchi ai 4 formaggi, il mio piatto preferito. Non lo mangio a casa, ma solo quando me lo cucina un bravo cuoco italiano. Nel paddock sono famoso per questo! La moto era una scusa, ma sono tornato in Ducati per gli gnocchi”.

Questa Panigale quanto è diversa da quella che hai avuto tu nel 2019?
“Ho sempre detto che la moto come prestazioni è ad alto livello come tre anni fa. E’ migliorata perché è più equilibrata, resti più facilmente nel limite. Nel 2019 o eravamo velocissimi, o soffrivamo molto. Adesso senti meglio la moto, l’elettronica ha fatto grandi passi in avanti, ti trasmette più confidenza. Adesso capisco meglio dove sono i limiti, quindi mi sento più sicuro adesso. Poi nel 2019 ero anche al primo anno di SBK, al primo anno con le Pirelli. Adesso so gestire tutto un po’ meglio”

Ci spieghi invece cosa non ha funzionato nelle due stagioni Honda?
“In questo campionato è sempre più difficile fare grossi cambiamenti alle moto. Sono moto di serie modificate, io in Honda avevo chiesto alcune cose, ma erano cose non fattibili in questo campionato. Dal Giappone hanno cercato di aiutarmi più che potevano, ma restando nel regolamento. Honda ha fatto il massimo. Forse hanno iniziato con questa moto più indietro di dove si aspettavano, pensavano che la moto fosse nata meglio, invece servivano fare dei cambiamenti più profondi alla moto. Anche i ragazzi del team sono stati bravissimi, ma erano senza esperienza. Gli elettronici non la conoscevano, bisognava fare tutto da zero ed è stato difficile. In MotoGP se non funziona un telaio ne fai uno nuovo. In SBK se un telaio non funziona non puoi farci niente. Puoi fare piccole cose, ma non troppo. Io ci ho provato fino alla fine”. 

Quando sei stato in difficoltà, hai mai pensato a dire basta?
“No, non è mai stata nei miei pensieri l’idea del ritiro. Non mi sento pronto, ho trentasette anni ma mi sento fisicamente e mentalmente molto forte ed allenato, penso di poter dare ancora tanto. Sicuramente non ho mai pensato al ritiro, come non ci penso adesso. Ho avuto questa possibilità di tornare in Ducati e penso fosse la migliore chance per me. Adesso voglio divertirmi e non pensare a sviluppare una moto da zero”. 

Bautista: "Mai pensato al ritiro, mi sento forte e con tanta esperienza"

Come è stata la prima chiamata di Ducati per tornare?
“Io ho sempre avuto un buonissimo rapporto con Foti, Cecconi e Casolari, che sono le tre persone che gestiscono la squadra Ducati in SBK. Io ho sempre scherzato con loro, mi dicevano che finito il contratto con Honda sarei tornato con loro. Poi ad inizio del 2021 ho parlato con Serafino e Stefano seriamente, e mi hanno dato questa possibilità. Lo volevamo entrambi. Abbiamo cominciato a parlare e ci abbiamo messo poco a metterci d’accordo”. 

Come ti sembra il Topral di oggi?
“Ogni pilota ha le sue caratteristiche e punti forti. Toprak è un pilota che nel corpo a corpo si difende bene, per me è il più aggressivo di tutta la griglia. Anche Rea lo è, ma Toprak decisamente di più. Io nel 2019 ho fatto qualche caduta con lui, mi ha buttato a terra due volte. Ma poi non ho avuto più possibilità di lottare con lui. Adesso l’ho fatto, ma penso che Aragon non sia la pista migliore per Toprak. Certo se dovessi lottare con lui in un corpo a corpo all’ultimo giro, penso che perderei perché sono piccolo e leggero. Se voglio vincere non devo arrivare all’ultimo giro con lui, perderei. Per questo cerco di fare la mia strategia, lui è un pilota aggressivo e difficile da passare”. 

Bautista: "In un corpo a corpo con Toprak, perderei"

Petrucci ha fatto un grande debutto in MotoAmerica, lo aspetti in SBK nel 2023?
“Danilo lo conosciamo tutti, è un pilota fortissimo. Ha vinto in MotoGP, in Dakar e in MotoAmerica. Ha talento ed è veloce e penso che se vince in MotoAmerica, il che non sarà facilissimo, penso che possa tornare. Quest’inverno abbiamo girato assieme, ma lui usava le Dunlop. Se c’è la possibilità di farlo correre in SBK nella famiglia Ducati, penso che troverà una squadra con lo stesso materiale nostro. Non penso che ci sarebbero problemi, sarebbe bello e il livello si alzerebbe parecchio. Questo campionato sta crescendo, da quando sono arrivato con la Panigale V4 penso che sia cresciuto. Tanti piloti che prima non si interessavano, lo guardano come una vera opzione”.

Tra Razgatlioglu e Rea chi temi di più per il mondiale?
“Non potrei scegliere tra Toprak e Rea. Entrambi vogliono vincere, ed anche io voglio rifarmi perché nel 2019 l’abbiamo perso, io e la squadra. Io devo migliorare e lavorare su di me per non fare gli errori commessi nel passato”. 

Ti piacerebbe fare un test sulla Ducati MotoGP? A Phillip Island andasti forte da ufficiale. 
“Mi piacerebbe provare la Ducati MotoGP e provare di nuovo quelle sensazioni. Phillip Island fu una bella gara, io avevo già firmato in SBK, non c’era più posto per me in MotoGP. Ma in quella gara ho dimostrato che forse mi sarei meritato qualche stagione in più con quella moto. Ho un bel ricordo però di quella gara”. 

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