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MotoGP, Ducati GP21 VS GP22: la differenza la fa Bastianini, non la moto

La vecchia Desmosedici e la nuova non sono così diverse, nemmeno nelle prestazioni, a spostare l'ago della bilancia è stato Enea

MotoGP: Ducati GP21 VS GP22: la differenza la fa Bastianini, non la moto

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Davanti a tutti nel Mondiale piloti c’è una Ducati, ma non è una nuova e fiammate GP22, ma la più datata GP21 (seppur con alcuni aggiornamenti) guidata da Enea Bastianini. Che un usato sicuro sia meglio della novità a tutti i costi non è così inusuale in MotoGP. Basta chiedere a Yamaha, che nel 2020 vide Franco Morbidelli chiudere al 2° posto il campionato con la M1 dell’anno prima, con buona pace del team ufficiale.

La storia sembra quindi ripetersi, anche se in questo caso è ancora difficile dire se la moto vecchia sia migliore della nuova. Bastianini sta guidando una Desmosedici che ha beneficiato di due anni di sviluppo (a causa del congelamento dei motori per il Covid) che a fine 2021 era diventata quasi imbattibile nelle mani di Bagnaia, che vinse 4 delle ultime 6 gare, arrivò sul podio in un’altra e cadde quando era al comando nell’ultima.

Ducati GP21 e GP22: così uguali, così diverse

Sulla bontà della Rossa di Enea non ci sono dubbi, ma l’ultima versione dovrebbe rappresentare sempre un miglioramento della precedente, come è facile intuire. È così?

Il confronto, va detto, è leggermente impari perché, oltre a Bastianini, le altre due GP21 in pista sono in mano a dei debuttanti, Bezzecchi e Di Giannantonio. Di GP22, invece, ce ne sono ben 5, con qualche differenza tra loro. A partire del motore, perché Bagnaia e Miller hanno scelto una sorta di versione ‘ibrida’, con alcune componenti dell’anno precedente al suo interno che dovrebbero addolcire l’erogazione, mentre Marini, Martin e Zarco usano il V4 in versione ‘full’ 2022.

Poi c’è quell’abbassatore anteriore di cui tanto si è discusso (e che sarà vietato a partire dalla prossima stagione), quello che può essere attivato anche durante il giro. Dopo averlo usato nel primo GP del Qatar, Bagnaia e Miller lo hanno abbandonato. Non perché non funzionasse, ma perché ancora da mettere a punto. Tradotto in soldoni, il suo intervento non era sempre omogeneo, facendo perdere ai piloti fiducia nell’avantreno. Nel box del team Pramac, però, quel sistema c’è ancora e a usarlo è soprattutto Zarco.

Enea batte tutti in gara, Martin in qualifica

Fatto il quadro tecnico, passiamo al confronto. Iniziando dalle gare, dove si è in sostanziale pareggio. Bastianini è arrivato davanti alle GP22 in Qatar e Austin, dove a vinto. A Losail la prima moto ufficiale al traguardo è stata quella di Zarco (Bagnaia cadde portando a terra con sé Martin, Miller si ritirò per un problema tecnico), staccata di più di 10 secondi dal riminese. In Texas, invece, ha dato poco più di 2 secondi a Miller, con lui sul podio.

Quella dell’Indonesia, invece, era stata una gara sul bagnato, il punto debole della Bestia. Infatti finì 11°, a quasi 30 secondi da Zarco (sul podio), più per demeriti suoi che della moto. Anche quello di Argentina è stato un fine settimana complicato, tanto che la prima GP21 sul traguardo è stata quella di Bezzecchi, 9° in volata davanti a Enea, e staccato di circa 12 secondi da Martin (2° in quell’occasione).

In qualifica, invece, la GP22 infligge un secco 4 a 0 al modello precedente, ma in questo caso è più merito di Martin che altro. Jorge è uno specialista del giro secco e nei primi 4 GP è partito due volte in pole e altrettante al secondo posto. Al contrario, Enea solo quest’anno è riuscito a esprimersi al meglio in qualifica, partendo dalla prima fila in Qatar e dalla secondo in Indonesia e USA.

Ducati imprendibili sul dritto, a prescindere dall'anno

Ora cerchiamo di mettere a confronto i due motori e lo facciamo guardando le velocità massime raggiunte nei fine settimana. In Argentina Bastianini era riuscito a toccare i 355,2 Km/h, mentre Bagnaia i 352,9. In Indonesia, ci sono state addirittura due GP21 davanti a tutti: Bezzecchi con 315,7 all’ora seguito da Enea con 313,9, mentre la migliore GP22 era stata quella di Zarco (313).

Nel GP di Argentina la Desmosedici 2022 si è presa la rivincita grazie al 345,5 km/h di Bagnaia contro i 344,6 di Bastianini. Ad Austin il pareggio: 350,6 sia per Bastianini che per Miller.

Il gioco è finito e le differenza sono talmente minime, da non potere decretare un vincitore. O meglio, un vincitore c’è ed è Bastianini. In MotoGP il pilota è ancora in grado di spostare l’ago della bilancia ed è quello che sta facendo Bastianini a prescindere dalla sua dotazione tecnica.

La GP22 è certamente una moto ancora giovane, che i piloti non sono riusciti a capire ancora del tutto, ma si può dire che è al livello della GP21. Inoltre deve ancora esprimere tutto il suo potenziale, che a detta di Bagnaia è più alto. Con l’andare avanti della stagione, il sorpasso sulla Desmosedici facilmente ci sarà, ma è difficile dire quanto potrà essere grande.

Bastianini ha detto che le differenze fra le due moto non sono enormi e anche i piloti ufficiali lo hanno confermato, ma nella MotoGP attuale anche un decimo al giro può ribaltare le sorti di una gara. Quello che è certo è la costanza di Enea, l’unico pilota non solo ad avere vinto due gare, ma a essere salito sul podio due volte in questo inizio di campionato. Con 17 gare ancora da correre tutto è aperto, ma chi ben comincia è a metà dell’opera.

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