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SBK, Bautista: “Sulla Ducati mi sentivo libero, sono stato il miglior me stesso”

“Mai come ora mi sono sentito così forte e in forma. Nel 2019 ci siamo persi a metà stagione, non sapevamo più quale fosse la direzione. Ma con quella Ducati bastava un niente per finire a terra. Adesso la storia è diversa”

SBK: Bautista: “Sulla Ducati mi sentivo libero, sono stato il miglior me stesso”

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Primo nella Superpole Race, primo in Gara 2, primo nel Mondiale. Una domenica da incorniciare quella di Aragon per Alvaro Bautista, anche perché fare meglio era davvero difficile. Lo spagnolo inizia quindi da protagonista il 2022, mandando un chiaro segnale alla concorrenza.

A fine gara basta infatti guardarlo in faccia, perché il suo volto parla più di tante parole dette.

“Che dire, sono davvero felice per questa giornata – ha esordito – non sono però imbattibile, perché nessun pilota lo è. Come ho detto ieri il mio obiettivo ero quello di rimanere tranquillo questo weekend, puntando a finire la gara e ottenere un bel risultato per il Campionato. Stamani, dopo il warmup, avevo delle belle sensazioni e fin da subito ho avuto fiducia, la stessa che poi ho confermato in gara”.

Bautista svela poi un retroscena.

“A dir la verità, ieri, dopo la gara, ero felice, ma non mi sentivo realizzato, perché non avevo dato tutto. Dopo la Superpole Race di stamani ero veramente tranquillo, perché avevo dato tutto il meglio di me stesso Mi sentivo libero in sella alla moto, ma soprattutto avevo la piena padronanza della Panigale. Prima della SP Race mi sono detto: “Perché non provarci” e alla fine ho vinto”.

A quanto pare Alvaro e la Ducati sono stati una cosa sola in questa domenica.

“In ogni curva ero a conoscenza di dove fosse il limite ed ero consapevole di non doverlo superare. La cosa fondamentale era sapere in quali punti spingere e dare il meglio, evitando però di rischiare inutilmente per poi finire a terra. Così è stato anche in Gara 2, dove ho cercato di imprimere il mio ritmo e alla fine ho portato a casa il successo”.

Adesso testa ad Assen.

“Qua ad Aragon tutti noi partivamo con due giornate di test, di conseguenza eravamo alla pari. Ad Assen invece non avremo i test a disposizione per preparare il weekend e la verità la scopriremo nelle libere”.

L’ultima considerazione riguarda invece il 2019 e le difficoltà emerse.

“Nel 2019 ci siamo persi a metà stagione, infatti non sapevamo più quale fosse la giusta direzione. Era il mio primo anno e con quella Ducati V4 bastava un niente per andare oltre il limite. Ora invece ho più margine. A Borgo Panigale hanno infatti lavorato sui punti negativi anche se la velocità è rimasta più o meno la stessa. Che dire, non mi sono mai sentito così bene come ora”.

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