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SBK, Bautista-Ducati: contro Toprak servirà più dei cavalli della V4

In questo 2022 Alvaro si giocherà tutto: lo spagnolo dovrà cancellare il 2019 sfidando un avversario che nella scorsa stagione ha piegato chiunque si sia messo di mezzo

SBK: Bautista-Ducati: contro Toprak servirà più dei cavalli della V4

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Ed eccoci arrivati ad Aragon, alla vigilia di questo Mondiale Superbike 2022. Nel paddock gli addetti ai lavori stanno ultimando le hospitality, i piloti si dedicano alle tradizionali foto di rito, trovando il tempo per scherzare tra di loro prima di posare sulle rispettive moto.

Un clima disteso e spensierato accompagna questa vigilia Mondiale, in attesa che domani, alle ore 10:30, si alzi il sipario con la FP1 della Superbike.

C’è tanta curiosità nel vedere quali saranno i valori in campo con Toprak chiamato a difendere i titolo Mondiale, Rea atteso alla rivincita e infine Bautista, di nuovo sulla Rossa per lasciarsi definitivamente alle spalle il 2019, nutrendo sogni iridati.

Lo spagnolo del team Aruba è una di quelle novità verso cui c’è più attesa. Lo sa Alvaro, tornato in Ducati dopo il difficile biennio in Honda, così come lo sa la squadra capitanata da Stefano Cecconi, alla ricerca del primo titolo Mondiale in SBK. Per arrivare all’obiettivo Aruba ha infatti deciso di scommettere su colui che più di tutti ha vinto con la Panigale V4 e meglio ha saputo interpretarla.

Questo 2022 per Ducati e Bautista sarà quindi una sorta di all-in o poco ci manca. Ne è consapevole Ducati, così come Alvaro stesso, che lo scorso novembre ha spento 37 candeline.

La sfida è senza dubbio affascinante, anche se ci sarà da fare i conti con un pilota del calibro di Toprak Razgatlioglu, un combattente come lui stesso si è definito nell’intervista odierna che ci ha rilasciato. Il turco e la Yamaha hanno infatti alzato l’asticella nella passata stagione e Bautista sarà chiamato a mettersi allo stesso livello per rovinare le ambizioni del turco. Ce la farà? È questa la domanda che molti si pongono e che al momento non ha ancora risposta..  

Per quanto visto in questa preseason, Alvaro e Ducati sembrano aver ritrovato quella sintonia che li ha accompagnati fin dall’inizio della precedente avventura. La Casa ha infatti soddisfatto le richieste tecniche avanzate dal 19 (nuovo serbatoio e forcellone su tutti) e quest’ultimo ha mostrato da subito quella fiducia sperata con la Panigale, tanto che nei test di Portimao e Barcellona si è rivelato imprendibile sul passo gara.

Probabilmente sarà questa una delle chiavi di lettura per tentare di mettere i bastoni tra le ruote al turco. Alvaro è infatti consapevole che in alcune piste potrà provare a fuggire, forte del suo passo, evitando quindi di ritrovarsi una spina nel fianco come il turco con cui dover fare i conti. Al tempo stesso però sarà inevitabile dover farei i conti con il numero 1 nel corpo a corpo. In questo caso la situazione rischia di essere molto più complicata, considerando che nella passata stagione, tutti coloro che hanno provato a fare “spallate” col turco o sono finiti a terra oppure sono giunti secondi al traguardo.

In questo caso Bautista non dovrà commettere l’errore 2019 di voler “spaccare” il Mondiale e lui stesso ne è ben consapevole: “Non dovrò mai andare oltre il limite”, così ha più volte detto durante la Regular Season. La priorità è quindi quella di puntare sulla costanza: cercare di utilizzare la furbizia, eventualmente accontentandosi, pur di massimizzare il maggior numero di punti, senza però avere zeri nella rispettiva casella.

Ecco perché i soli cavalli della Panigale V4 non basteranno nella sfida contro Toprak e ovviamente anche contro Rea.      

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