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Targhe estere: l'UE ci impone un cambio di rotta

Soprattutto le imprese, stanno cercando auto immatricolate all'estero, "a caccia" di affari. Il motivo? Non ci sono incentivi per l’acquisto di nuove automobili. Qualcosa poi, sta cambiando in tema targhe estere, che potrebbero avere meno vincoli 

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Qualche dubbio sull'importazione di auto con targhe estere? Beh, più che lecito, anche perché ora qualcosa sta cambiando. I cittadini italiani potrebbero guidare senza alcun limite i veicoli con targhe estere di proprietà di persone non residenti in Italia, molto presto. Questa volta, è il Bel Paese che dovrebbe adeguarsi alle normative europee. A farne le spese? Il nostro Fisco, visto che per gli italiani ci sarebbe anche una situazione di convenienza ad importare auto dall'estero.
La riduzione degli incentivi poi, non sta di certo aiutando la situazione, soprattutto per le società private. Acquistare dunque autovetture immatricolate all’estero, godendo degli sconti fiscali relativi a quelle determinate nazioni, potrebbe diventare realtà. Quando? Beh, forse a giorni, poiché si attende il testo definitivo del Dpcm relativo.

Targa estera: si cambia!

Intanto, da circa una settimana, c'è la possibilità per i residenti nel Bel Paese di circolare con una auto con targa straniera. Basta registrare l'auto e portare con sé la carta di circolazione intestata al proprietario straniero. Addio normativa relativa al non superamento di 60 giorni dunque. Basta iscrivere la macchina o la moto al Reve, alias Registro veicoli immatricolati all'estero e circolare liberi senza limiti. Interessante quanto scritto da Il Sole 24 Ore, che commenta il nuovo sistema dicendo che è vero che i mezzi recanti targa straniera saranno soggette al nostro Codice della Strada e dunque saranno soggette ad eventuali multe, ma si potrà evitare il Fisco italiano. Niente Imposta provinciale di trascrizione e niente bollo auto. Parliamone!

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