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MotoGP, Vinales: "Non siamo frustrati, mi sto adattando, da Jerez cambierà tutto"

"Sto lavorando bene con la squadra, io mi sto adattando alla moto e lei sta cambiando per me, ma serve avere pazienza. Non ci sono frustrazioni, qui vogliamo tutti vincere e io so come si fa"

MotoGP: Vinales: "Non siamo frustrati, mi sto adattando, da Jerez cambierà tutto"

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Maverick Vinales ancora non riesce ad essere brillante in sella all'Aprilia come riusciva a fare con la Yamaha e prima ancora con la Suzuki. Il pilota spagnolo ancora non ha trovato la chiave per interpretare al meglio la V4 di Noale, ma rispetto al passato c'è un aspetto che più di ogni altro colpisce. Lo spagnolo è sempre stato famoso per le sue uscite anche piuttosto dure ed in generale per avere sempre mostrato poca pazienza nei momenti difficili. Ma il Vinales di oggi, a dispetto di una 20a posizione in griglia che stona con il suo talento, resta tranquillo ed analizza la situazione con estrema calma. 

Maverick non sta performando quanto vorrebbe, ma ha ben chiara la situazione e soprattutto si sente al centro del progetto Aprilia, che pur godendosi le ottime prestazioni di Aleix Espargarò, sta lavorando per mettere in condizioni Vinales di tornare ad essere il Top Gun della MotoGP. Nell'incontro con i giornalisti a fine qualifiche, è tranquillo e perfettamente consapevole del lavoro che serve per portare l'Aprilia al top. E scaccia senza mezzi termini i fantasmi del passato. 

"Non credo che sia il mio passato a darmi problemi - ha dichiarato Vinales -  I piloti devono avere l’attitudine e l’esperienza per adattarsi velocemente ad una moto. Io dico che nel momento in cui sono adesso si tratta di venirsi incontro con la moto. Io ho la sensazione e l’esperienza per sapere cosa serve per vincere delle gare, ci sono passato. Ci stiamo arrivando assieme e questa è la cosa più importante perché io sto andando incontro alla moto ed anche lei si sta adattando molto velocemente a me. Di certo ci sono molte differenze, come per la frenata o la gestione delle gomme. Ma non credo che sia questa la cosa complicata, per me la cosa complicata è abituarmi completamente a questa moto, saper sfruttarla. Sento che lei deve venire ancora un po’ verso le mie esigenze e ci stiamo lavorando".

Ti sei dato una data in cui sarà il momento di fare un bilancio?
"L’avevo detto, sarò pronto a Jerez dopo questi Gran Premi. Mi sono dato questo timing, stiamo lavorando con molta calma ed abbiamo molto chiara la situazione. Non è di certo facile, è un modo di guidare diverso dal mio stile naturale, ma ci sto lavorando e di certo ci arriverò. La squadra ha l’esperienza ed è abbastanza forte da lavorare per riuscirci". 

Ducati ha otto moto in griglia ed oggi ne aveva sei in Q2. Secondo te manca un team satellite ad Aprilia per avere più dati?
"Non è il mio lavoro! Inutile che ti dica si o no. Adesso so solo che la moto richiede di essere adattata a me e siamo concentrati su questo. Io e la squadra vogliamo stare davanti e possiamo farlo. Ma adesso non ci sentiamo frustrati, non penso a troppe cose, lo vivo come un processo normale quando arrivi su una moto diversa. Ogni giorno raggiungiamo delle conclusioni e questo è molto importante e spesso i commenti sono gli stessi alla fine delle sessioni, il che è buono perché serve per identificare al meglio i problemi. Domani ci proveremo, ma il vero problema secondo me adesso è che facciamo lavorare male la gomma anteriore. Una cosa importante da capire, adesso sappiamo su cosa lavorare con precisione e se non ci riusciremo domani, ci proveremo ancora e continueremo fino a che non saremo al top".

Come va con le gomme portate qui da Michelin?
"Onestamente io sento che le gomme lavorano bene, ma il fatto è che quando siamo venuti qui per i test il grip era moltissimo. Quindi hai in mente quella sensazione e invece adesso la situazione è completamente differente. Anche le gomme sono diverse, quindi serve adattare la mente a questa situazione. Ma in ogni caso era questa l’unica soluzione per correre qui, perché nei test dopo dieci giri qualsiasi gomma era surriscaldata. Penso che la scelta sia stata giusta, le gomme più dure portate qui si comporteranno bene in gara. Ma sono diverse, quindi serve adattarsi". 

Oggi ci sono state tante cadute, secondo te come mai?
"Ho visto molte cadute in curva 2 e 5, dove era bagnato. Quindi penso che sia per questo, il grip è buono sulla maggior parte della pista. C’è qualche buca, ma va bene. In alcuni punti però resta acqua stagnante in caso di pioggia, anche sui cordoli. Ma basta stare un pelo più attento, anche perché qui quando piove lo fa sul serio, quindi serve tempo per i cordoli per asciugarsi per bene". 

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