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MotoGP, Marquez: "Con questa Honda, Pol Espargarò è vincente e io no"

"Mi serve trovare qualcosa per migliorare le mie sensazioni, altrimenti non potrò tirare fuori qualcosa di speciale. La base è buona, ma adesso non sento quando sto per cadere e questo mi frena"

MotoGP: Marquez: "Con questa Honda, Pol Espargarò è vincente e io no"

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Marc Marquez non ha vissuto il weekend che sognava in Qatar e si è dovuto accontentare di un quinto posto abbastanza insipido, soprattutto considerando che il suo compagno Pol Espargarò è stato in grado di salire sul podio. Ma il campione spagnolo sta prendendo questo inizio di stagione come una sorta di proseguimento dei test invernali, soprattutto per mettere alla prova il proprio fisico. 

A Losail non ha quasi mai osato, è stato attento a non cadere soprattutto per non rischiare di perdere la confidenza che sta ricostruendo passo dopo passo prima di poter tornare ad essere il Cannibale che siamo stati abituati a vedere fino al 2019. Mandalika sarà il secondo step di un processo che Marc sta affrontando con calma, con l’attitudine giusta in questo momento della sua carriera. 

"In Qatar ho vissuto un weekend solido, ma niente di speciale - ha detto Marc - Non sono stato lontano dai migliori e naturalmente ho cercato di salire sul podio, ho cercato di seguire Enea quando era davanti, ma non era il momento giusto. Il nostro obiettivo qui è cercare di migliorare rispetto a Losail, e quando arriveremo in Argentina vorrò migliorare rispetto a qui. Ma lo farò passo dopo passo, fare 22 giri in Qatar è stato bello, ho sentito le migliori sensazioni in moto da due anni a questa parte. Vedremo cosa potrò fare in questo fine settimana. Pol è stato il migliore dei test qui e sarà uno dei ragazzi da tenere d’occhio. Ma anche Enea e Fabio e perché no, anche Brad può essere lì. Tanti volti nuovi e vanno tutti forte". 

Fare quei 22 giri in gara cosa ti ha fatto capire?
"In Qatar ho capito di cosa ho bisogno, soprattutto per il mio stile di guida. Nei test è sempre difficile, come anche nelle prove libere, perché la maggior parte delle volte fai cinque giri e ti fermi. Fare tanti giri di seguito invece ti permette di capire tante cose e seguendo gli altri capisci anche meglio dove perdi. Ho capito alcune cose e penso che abbiamo iniziato a comprendere come lavorare sulla moto. Ma se anche non dovessimo trovare soluzioni nuove, l’assetto di base che abbiamo lavora già molto bene". 

Marquez: "Adesso non capisco quando sto per cadere, devo sentire di più l'anteriore"

Cosa ti serve, puoi essere più preciso?
"Da quando ho provato questa moto ho capito che il potenziale è molto elevato, ma io ho bisogno di sentire l’avantreno in modo particolare per poter essere davvero veloce. Questo è quello che mi manca e che sto cercando di ottenere. Sto correndo con la stessa moto di Pol e lui riesce ad essere molto veloce con lei, anche io riesco ad essere abbastanza veloce ma mi serve quella sensazione speciale per poter essere ancora più veloce. Il problema è che adesso non capisco quando sto per cadere, quando sto per perdere l’anteriore. Ma in ogni caso correre con questa base può permetterti di vincere le gare, ma io voglio di più, ho bisogno di fare un altro step. Sto cercando questo". 

Mandalika è un tracciato nuovo per tutti e tu sei sempre molto incisivo sulle piste nuove. Ti senti favorito?
"Non so perché sono veloce sulle piste nuove, ma questa non è proprio una vera novità perché qui abbiamo fatto i test. Ma è vero che già nei primi run qui sono stato veloce subito. Mi sono trovato subito davanti e poi gli altri si sono avvicinati sempre di più. Non so da cosa dipenda, io seguo il mio istinto. Sulle piste nuove faccio così e mi trovo bene, ma i rivali si avvicinano sempre. Spero di poter fare una gara migliore del Qatar".

Qui hai avuto un'accoglienza da favola dai tifosi. 
"
Da quando sono venuto la prima volta qui nel 2014 ho capito che i tifosi in Indonesia sono diversi da tutti gli altri. Ho avuto subito un ottimo rapporto con loro, non so perché ma è stato sempre così. Mi sento bene qui e ieri è stato un giorno importante per la MotoGP, questo è un paese molto importante per tutti i Costruttori che ci sono in MotoGP e non vedo l’ora di correre davanti a tutti questi tifosi". 

Qualcuno pensa ancora che la MotoGP non sia un vero sport, che voi non siate atleti. Come rispondi a questo commento?
"Io penso che tutti possano realizzare che questo è un vero sport, basta guardare le nostre facce quando finiamo una gara. Siamo completamente distrutti! Tutti i piloti in MotoGP sono degli atleti al 100%, solo così si possono vincere le gare. Se non sei a posto, finisci per faticare sempre. Secondo me non c’è alcun dubbio che questo sia un vero sport in cui serve essere dei veri atleti per poter avere successo". 

Hai visto MotoGP Unlimited? Cosa ne pensi?
"Ho visto i primi due capitoli ed è qualcosa di molto bello. E’ interessante vedere le cose da un punto di vista diverso. Ci sono molte scene  direttamente dalla pista, ma ci sono anche dei momenti molto particolari nei box come ad esempio nel secondo episodio dedicato a Jack Miller. Si vede quanto ha sofferto all’inizio, prima di vincere a Jerez. Poi c’è il capitolo su di me e quello su Vinales e la sua storia con Yamaha. E’ molto bello e penso che sia un grande lavoro. E’ importante per la MotoGP arrivare ad un pubblico diverso, magari più giovane. E’ quello di cui abbiamo bisogno". 

Ti piace ancora partecipare alle Conferenze della MotoGP dopo tanti anni?
"All’inizio non mi piaceva partecipare alle conferenze, sudavo di più di quando andavo in moto! Ma poi ho capito che è una cosa bella, significa che sono uno dei riferimenti della MotoGP, che quello che dico ha un peso ed è qualcosa che mi piace. Era il mio sogno ed ora me lo sto godendo". 

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