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SBK, Oettl: “La Ducati V4 è una Formula 1 a due ruote, quando ci sali lo capisci”

“Mai prima d’ora avevo avvertito e immaginato simili sensazioni. Ho conosciuto Biaggi, mi piacerebbe girare con lui con la V4. La SBK? Volevo guidare una Ducati, sarei stato disposto ad accettare anche la V2"

SBK: Oettl: “La Ducati V4 è una Formula 1 a due ruote, quando ci sali lo capisci”

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Lo si potrebbe per certi versi definire come una sorta di ritorno al passato, seguendo quella che per anni è stata la filosofia della squadra. Archiviata l’avventura con Chaz Davies, in questo 2022 il team Go Elven ha deciso di puntare sulle qualità di Philipp Oettl.

Reduce dall’avventura in SSP con la Kawasaki di Puccetti, il pilota tedesco ha accettato la sfida con Ducati e quest’anno sarà uno dei rookie della Superbike verso cui non mancherà l’interesse. Nei test di un mese fa a Portimao, il giovane classe 1996 ha mostrato grande fiducia con la Panigale V4, a tal punto da chiudere sotto il secondo e mezzo dalla Yamaha di Toprak Razgatlioglu.

Nonostante la prestazione, Philipp preferisce tenere i piedi ben ancorati a terra come ci ha detto in occasione della presentazione della squadra.

“Questa è la  mia prima stagione in Superbike, di conseguenza avrò tutto da imparare e scoprire – ha esordito – ho avuto modo di provare per la prima volta a Portimao la moto ed è stato un test importantissimo. In Portogallo sono infatti rimasto impressionato dalla potenza della Panigale V4. È incredibile la differenza tra la moto stradale e la Superbike. È come passare da una macchina normale a una Formula 1, ma con due ruote”.

Il motore è l’aspetto centrale, giusto?  

“La potenza del motore è incredibile quando sei in rettilineo, è un qualcosa di impressionante e lo capisci soltanto quando ci sali. Quando esci dalle curve non ti rendi del tutto conto, ma quando sei in rettilineo realizzi il tutto. Per me la Ducati è come una Ferrari (sorride).

Dal Motomondiale alla SBK, come mai?

“Sono stato alcuni anni nel paddock del Motomondiale, ma purtroppo non ho trovato la mia dimensione. Personalmente preferisco le moto più grandi da guidare e allora eccomi qua nel mondo della Superbike”.

Sappiamo che la tua famiglia è legata a Biaggi. Qualche consiglio da parte di Max?

“Esatto! Il team ovviamente lega mio padre e Max da diversi anni. Purtroppo, da quando sono nel paddock della SBK, lo sento raramente Biaggi. Con lui mi ero confrontato nel 2019, quando valutavo il ritorno in Moto3 dopo le difficoltà incontrate in Moto2. Sarebbe bello un giorno andare in pista con Max in sella a una V4, perché è un grandissimo”.

Come mai l’avventura si è conclusa con Kawasaki?

“Ero felice con la Kawasaki e il team Puccetti, ma dopo due anni volevo cambiare. Il mio obiettivo era infatti quello di guidare una Ducati. Non avevo la pretesa di avere a tutti i costi la V4, andava bene anche la V2. Alla fine però è nata questa opportunità e sono qua in SBK. Con la famiglia Ramello abbiamo trovato l’accordo in pochi minuti e non posso che essere entusiasta”.

Chi sono i piloti a cui ti ispiri? C’è qualcuno in particolare?

“Ho sempre ammirato Davies, anche se fin da piccolo seguivo con interesse Valentino e Stoner. Casey era uno di quelli che guidava la Ducati come nessuno”.

Tra pochi giorni si torna nuovamente in pista. L’appuntamento è a Misano.

“Esatto, saremo in azione a Misano, dove proseguiremo il nostro lavoro di sviluppo, ripartendo da quando fatto in Portogallo. Nei test di Portimao sono riuscito a essere competitivo da subito, senza toccare nulla sulla moto. Ho cercato di adattare la V4 al mio stile, apportando qualche piccola modifica ed è su questa strada che voglio proseguire”.   

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