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MotoAmerica, Paasch con Triumph concede il bis alla Daytona 200, Ducati a bocca asciutta

Brandon Paasch trionfa alla Dayton 200 con la Triumph Street Triple 765 RS del TOBC Racing gommata Pirelli e bissa il successo del 2021, Josh Herrin con la Ducati resta a secco di benzina prima del pit stop

MotoAmerica: Paasch con Triumph concede il bis alla Daytona 200, Ducati a bocca asciutta

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Dopo due rinvii causati dal maltempo nella nottata americana tra venerdì e sabato e una prolungata bandiera rossa esposta per un innocuo incidente nelle battute iniziali della contesa, l’80esima edizione della leggendaria 200 miglia di Daytona ha regalato come di consueto tante emozioni e, soprattutto, un finale al cardiopalma che ha tenuto gli appassionati incollati agli schermi fino all’esposizione della bandiera a scacchi. In un coinvolgente ultimo giro con quattro piloti racchiusi in un fazzoletto, Brandon Paasch ha bissato il trionfo conseguito nel 2021 (allora su Yamaha) alla guida della Triumph Street Triple 765 RS del TOBC Racing per appena sette millesimi (!!) di secondo, a scapito di Cameron Petersen, il rookie di lusso Sheridan Morais e Josh Hayes.

Strategia vincente

Impegnato lo scorso anno nel British SuperSport proprio con la Triumph 765, una volta sfumata la possibilità di approdare nel Mondiale di categoria, Brandon Paasch si è ripresentato al via della Daytona 200 (da quest’anno rientrata a far parte del calendario del MotoAmerica) con il chiaro intento di concedere il bis. Nonostante ad un certo punto sembrasse ormai un sogno irrealizzabile, il portacolori TOBC Racing ha giocato d’azzardo, pescando un jolly rilevatosi col senno di poi vincente. Unico del gruppo di testa a non sostituire gli pneumatici nell’ultimo pit stop, successivamente ha impresso un ritmo forsennato (vedi il giro più veloce in 1’49”959) che gli ha consentito di ricucire lo svantaggio nei confronti dell’allora leader di gara Cameron Petersen (Attack Performance Yamaha).

Trionfo Triumph (e Pirelli)

L'arrivo al photofinish: Paasch, Petersen e Morais racchiusi in 57 millesimi!

In puro stile 200 miglia, la vittoria finale non poteva che decidersi al photofinish, al termine dei 50 giri rimasti alla ripartenza post-bandiera rossa. Rimasto in coda al quartetto in uscita dalla chicane “Bus Stop”, Paasch ha poi sfruttato la scia concessagli dagli avversari quel tanto che basta per beffare Petersen di soli sette millesimi di secondo sulla linea del traguardo, con Morais (SYNTAINICS Racing Team) a completare il podio davanti al quattro volte Campione AMA Superbike, Hayes, autore di un recupero sensazionale in sella alla Yamaha R6 di Squid Hunter dall’ultima casella della griglia complice un’irregolarità tecnica nelle qualifiche. Un terzetto, per altro, gommato totalmente Pirelli visto che, a differenza del regolamento tecnico del MotoAmerica SSP, a Daytona non vige il monogomma Dunlop.

Ducati amaro in bocca

Se Triumph può festeggiare il ritorno al successo alla Daytona 200 a distanza di otto anni dall’ultima volta e Paasch il prestigioso bis personale, Ducati deve fare i conti nuovamente con la sfortuna ed anche un pizzico di malizia. Costantemente nel gruppo dei migliori in avvio, il poleman Josh Herrin (Warhorse HSBK Racing) è rimasto a secco di benzina a pochi metri dall’ingresso della pit lane mentre si trovava in procinto di effettuare il primo pit stop, vanificando quanto di buono fatto fino a quel momento. Per la casa di Borgo Panigale si ripropone dunque il “tabù-vittoria”. La magra consolazione del 10° posto ottenuto in rimonta deve però iniettare alla squadra lo spirito di rivalsa necessario per affrontare con propositi ambiziosi la stagione 2022 del MotoAmerica SuperSport, sempre insieme al Campione AMA Superbike 2013 Herrin.

Photo credit: Brandon Paasch Facebook, Outdoor SoBro

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