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MotoGP, Allarme Yamaha: Quartararo 9° è il peggior risultato di sempre in Qatar

Losail era una pista amica della Yamaha che avevo vinto 10 volte nei 18 GP disputati dal 2004 al 2021. Ora la M1 sembra avere perso tutti i punti di forza

MotoGP: Allarme Yamaha: Quartararo 9° è il peggior risultato di sempre in Qatar

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Chi ben comincia è a metà dell’opera, il buon giorno si vede dal mattino: per la saggezza popolare iniziare con il piede giusto è fondamentale, esattamente il contrario di quanto fatto da Yamaha in Qatar. Anzi, è esattamente l’opposto perché il 9° posto di Fabio Quartararo domenica scorsa è il peggiore risultato di sempre di una M1 sul circuito di Losail.

Il primo anno in cui si corse sulla pista nel deserto fu il 2004 e fino a due giorni fa quella era la peggiore edizione per la casa di Iwata. Fu l’anno della penalizzazione a Valentino per avere pulito la casella di partenza, che dovette così partire dal fondo dello schieramento per poi cadere mentre stava rimontando. Checa (che partiva dalla pole) fu costretto al ritiro per un guasto e il migliore pilota Yamaha sotto la bandiera a scacchi fu Abe, 7°. Nonostante tutti i guai la M1 era competitiva a Losail,  come aveva dimostrato il miglior tempo in qualifica di Carlos.

Da lì in poi, il Qatar divenne una pista amica per la Yamaha: dal 2005 al al 2018, ci fu sempre almeno una M1 sul podio e in 8 occasioni addirittura davanti a tutti. Questa serie positiva si interruppe nel 2019, quando Rossi arrivò 5° al traguardo, ma comunque vicinissimo al vincitore, con un distacco di appena 6 decimi da Dovizioso, che trionfò.

Nel 2020 non si corse per via del Covid, mentre lo scorso anno Vinales e Quartararo vinsero le due edizioni del GP (una nominata GP del Qatar e l’altra di Doha).

Quest’anno, invece, tutto è andato storto, con Quartararo che, dopo essere passato dalle Q1, si è classificato 11° davanti a  Franco Morbidelli, mentre Dovizioso è partito addirittura 20° e il debuttante Darryn Binder ultimo.

Se una gara non decide una stagione, il risultato del Qatar è un campanello di allarme, che segue quelli suonati da Fabio per tutto l’inverno. Il francese, dal primo test a Jerez lo scorso novembre, si era lamentato delle poche evoluzioni alla sua M1 e la sua opinione non è cambiata né in Malesia né in Indonesia. Quello successo a Losail sembra dargli ragione.

Sono preoccupato, non posso essere fiducioso dopo una gara del genere” ha dichiarato Quartararo domenica sera. “Non bisogna andare nel panico e nemmeno farci prendere dalla paura fino alla prima gara in Europa” le parole del suo compagno, a cui è andata ancora peggio, tagliando il traguardo 11° a 6 secondi dal compagno di squadra, che ne ha pagati a sua volta 10 dal vincitore.

C’è anche un altro dato interessante: Quartararo lo scorso anno vinse il GP di Doha (la seconda gara) con il tempo totale di 42’23”997, quest’anno ha corso il GP del Qatar praticamente nello stesso tempo: 42’23”741. Vero che la gara è stata anticipata di un’ora e mezza e anche che nel 2021 aveva già sulla spalle 3 giorni di test e un weekend supplementare sul circuito di Losail, ma se la M1 è migliorata, questo progresso è stato minimo. Viene però da pensare che possa essere addirittura peggiorata, perché Bastianini ha vinto la gara domenica in 42’13”198, cioè è stato più veloce di 12 secondi rispetto a Johann Zarco, che nel GP di Doha dello scorso anno arrivò 2° sulla Ducati GP21, la moto che guida Enea (pur con qualche evoluzione).

Che qualcosa non funzioni è chiaro. Sia Quartararo che Dovizioso (14° a più di 27 secondi dal Bastianini) hanno lamentato un innalzamento della pressione degli pneumatici, un problema non così raro quando si è in mezzo al gruppo in gara, come è successo sia al francese che all’italiano. Infatti, lo scorso anno, la strategia preferita di Fabio era quella di qualificarsi nelle prime posizioni, gestire la fase iniziale di gara e poi andare in fuga (nel 2021 non ha mai vinto una gara in volata o battagliando fino all’ultimo giro).

Il francese è uno specialista del giro secco - cosa fondamentale per attuare questa strategia - e la M1 dello scorso anno lo assecondava al meglio, a differenza di quella 2022, altro neo rilevato dal campione del mondo nei test. Così, Fabio si è trovato a combattere con le mani legate e il risultato è stato scoraggiante.

Il vero problema è che non sarà facile migliorare il punto debole della velocità massima, perché ormai i motori sono punzonati e non rimane che agire di fino sull’elettronica e con più margine di intervento sull’aerodinamica. Infatti, Quartararo ha chiesto una nuova carena in tempo per il Mugello.

Con la speranza che in altre piste la M1 tiri fuori i muscoli, altrimenti questa stagione potrebbe rivelarsi una calvario per gli uomini in blu.

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