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MotoGP, Aprilia sempre più vicina: Noale può sognare?

2.242 secondi è il distacco più sottile dal vincitore che l'Aprilia abbia mai fatto segnare nell'era MotoGP. In questo pazzo mondiale appena iniziato c'è spazio anche per Espargarò

MotoGP: Aprilia sempre più vicina: Noale può sognare?

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2.242 un numero che nel box Aprilia e per tutti quelli che hanno lavorato e lavorano a Noale per lo sviluppo della RS-GP, significa molto. Poco più di due secondi, è il distacco di Aleix Espargarò dal vincitore della gara, Enea Bastianini, ed è il più sottile di sempre per l’Aprilia. E non ci sono scusanti che tengano, il ritmo della gara di Losail è stato più veloce di quelle dello scorso anno: 42’13 contro i 42’28 del successo di Vinales e i 42’23 di quello di Quartararo. È mancato il podio, è vero, ma quello sicuramente arriverà in futuro, magari già a Lombok dove sia Espargaro che Vinales avevano mostrato, nei tre giorni di test invernali, una grande velocità. 

Mondiale, aperto. Può succedere veramente di tutto?

La prima gara della stagione, lo sappiamo, non è indicativa e non racconta con veridicità i veri valori in campo. Però, la corsa di Losail, può regalare fiducia ad alcuni e mettere dubbi nella mente di chi, convinto di avere un gran potenziale, ha steccato. Quartararo non sembra essere più padrone nemmeno in casa sua, il francese ha passato un weekend (e ci aggiungiamo anche i test) tra continue lamentele e frecciate dirette a Yamaha rea di non avergli portato in pista l’unica cosa che aveva richiesto dopo la vittoria del mondiale: un motore potente.

Suzuki ha si sviluppato ed aumentato i cavalli e la velocità ma continua a faticare con gomma nuova e la gara non è stata da protagonisti. Capitolo Marc Marquez a parte, tutto da decifrare, la Honda si gode Pol Espargaro sul podio, miglior modo per provare a convincere in extremis i giapponesi a rinnovargli il contratto.

E poi c’è Ducati e una GP22 che sta letteralmente facendo uscire pazzi Bagnaia e Miller. “Non sono qui a fare il tester” ha detto Pecco, alfiere di punta di Borgo Panigale che per tutto il fine settimana si è trovato dietro a Bastianini e Martin (tirando poi giù il secondo in gara). La KTM di Guidotti sale sul podio, inaspettatamente, e di certo, come Aprilia, proverà a sfruttare tutta la confusione di questo mondiale che, allo stato attuale, non sembra avere un padrone.

Un mondiale di potenza e velocità?

In questa 3 giorni di pista a Losail molti dei discorsi extra polemica abbassatore-Ducati si sono concentrati sulla velocità e la potenza dei motori. Chiaro, il tracciato del Qatar si presta a questo genere di discussioni ma a detta di tutti i piloti nella MotoGP di oggi la potenza non è un fattore, è IL fattore. E allora, analizzando la classifica delle velocità si nota come a Noale abbiano spinto su quest’area: con Vinales ed Espargaro in terza e quarta posizione tra le velocità più alte registrate nel corso della gara. Davanti a loro solamente la Suzuki e Mir (sorprendente) e la Ducati del race winner Enea Bastianini. 

A Noale si può sognare?

2.242, un distacco da colmare, un distacco breve ma che al momento fa tutta la differenza del mondo e può spronare, ancor di più la “famiglia” (come spesso ama chiamarla Espargaro) Aprilia a lavorare per riuscire a prendersi la prima vittoria. Le occasioni, in un mondiale così incerto, ci saranno. E quindi, vedendo quel 2.242 e anche quella terza e quarta posizione nella classifica delle velocità massime della MotoGP, Aprilia non può sognare, ma deve farlo. 

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