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Suppo come Steve McQueen: "La vita è correre, mi mancava la MotoGP"

VIDEO - "Non si cancellano 25 anni di esperienza con 4 di assenza. Suzuki ha tutte le carte in regola per vincere il titolo quest'anno. Mir e Rins? Non potevamo chiedere piloti migliori"

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La notizia del ritorno di Livio Suppo , volto storico nel panorama della MotoGP, come team manager del team Suzuki Ecstar, è uno di quei tasselli che vanno ad aggiungersi ad un quadro, quello della stagione 2022, ora ancor più ricco e competitivo. L'assenza di un vero e proprio team manager, senza nulla togliere al lavoro svolto da Sahara-san nella scorsa stagione, può aver influito in passato e gli stessi piloti a più riprese ne auspicavano la necessità. Il team Suzuki si arricchisce così di una figura di assoluto rilievo in quello che, stando a ciò che si è intravisto durante i test in Indonesia, sarà un campionato in cui ogni singolo dettaglio farà la differenza.

"Sono felice di esser entrato a far parte del team Suzuki Ecstar - è intervenuto il manager italiano - dopo 25 anni di carriera nel motomondiale, prima col team Benetton, poi gli undici anni in Ducati ed altri otto in Honda HRC avevo deciso di prendermi una pausa. Poi Sahara-san recentemente mi ha contattato chiedendomi se fossi stato interessato a ritornare all'interno della MotoGP e onestamente ho pensato che fosse una ottima opportunità per riabbracciare questo sport, con un grande team e dei grandissimi piloti".

Sei stato via dalla MotoGP per quattro anni, com'è stato?
"E' stato strano, quando qualcosa fa parte della tua vita per così tanto tempo è un cambiamento piuttosto drastico, ma penso ancora che all'epoca avessi veramente bisogno di una pausa, ma la MotoGP fa parte della mia vita, mi mancava e sono felice di esserci di nuovo".

In questi ultimi quattro anni la MotoGP è cambiata molto, come hai vissuto questi cambiamenti dall'esterno?
"Innanzitutto bisogna fare le dovute congratulazioni alla Dorna ed alla MSMA per il lavoro svolto, specialmente per l'introduzione dell'unico fornitore software, in questo modo il livello di competitività tra le moto si è avvicinato molto e lo spettacolo ovviamente ne ha guadagnato. Ovviamente questo ha anche alzato l'asticella della difficoltà per i piloti perché la competizione si è fatta ancora più dura... ma forse anche questo è un fatto positivo ed eccitante!"

Accettando il ruolo di Team Manager in Suzuki ti sei assunto una grande responsabilità, è una grande sfida. Cosa ti ha spinto a tornare per affrontare questa nuova avventura?
"Se non sbaglio, Steve McQueen disse: 'la vita è correre, tutto il resto è solo attesa di poter correre'. Quando si cresce e si vive in questo ambiente, quando ci si appassiona per questo sport, è impossibile uscirne del tutto. Ho continuato a seguire le gare anche dopo aver smesso di lavorare e adesso non vedo l'ora di tornare in Qatar".

Quali sfide ti aspetti possano essere le più difficili in questo ruolo, sopratutto dopo una lunga assenza?
"Non sono preoccupato dell'assenza,  non si cancellano 25 anni di esperienza in soli 4 anni lontani dalle gare. E' vero che arriverò appena in tempo per la prima gara, ma conosco il paddock e conosco già alcuni membri del team quindi ho fiducia di poter fare un ottimo lavoro fin da subito".

Pensi che dopo la tua pausa il tuo modo di approcciarti alla MotoGP cambierà rispetto al passato?
"Ognuno ha il suo stile, se così vogliamo dire, come del resto ogni team è diverso ed ha le proprie caratteristiche, quindi sicuramente avrò bisogno di interfacciarmi con tutti all'inizio. Quello che so è che farò del mio meglio e se ci sarà bisogno di adattarmi allo stile del team lo farò, ma cercherò anche di portare un po della mia esperienza passata".

Non è la prima volta che lavori per un team factory giapponese, questa è la volta di Suzuki. Cosa ne pensi?
"Quando entrai in Honda fu una sfida, ma ero anche curioso di interfacciarmi con dinamiche che non conoscevo. Ogni compagnia è sempre un mondo nuovo, ma in fondo sono pur sempre composte da persone, e credo che in Suzuki mi troverò bene".

Quali sono le tue aspettative riguardo alla Suzuki per questa stagione? Cosa pensi dei tuoi piloti?
"Sono molto felice dei piloti scelti dal team. Suzuki è sempre stata molto brava nel scegliere i piloti e credo che non sia facile chiedere di meglio. Entrambi hanno dimostrato di saper vincere, ed anche la moto, per quel che ho potuto osservare dall'esterno, sembra aver fatto un grosso passo in avanti rispetto alla scorsa stagione. A giudicare dai risultati dei test invernali sembra siano tutti soddisfatti, quindi ho fiducia e credo che la Suzuki abbia tutte le carte in regola per giocarsi il titolo questo anno".

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