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Moto e scooter: l'andamento del mercato nel 2021

Le oltre 750 cc coprono circa il 43% del comparto moto. Le vendite degli scooter sono ammontate a più di 151.000 esemplari. Riassumendo, tra moto, scooter e ciclomotori, il totale delle vendite nel corso del 2021 è stato di 289.000 unità

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Si è trattato di un 2021 davvero sorprendente quello di moto e scooter. Il comparto di mercato, infatti, si è distinto per l'evidente crescita rispetto al 2020, arrivando a superare i già ottimi risultati del 2019. E ad affermarsi sono stati anche i modelli tradizionalmente destinati ai più giovani. Considerando come gli effetti della pandemia siano tutt'altro che esauriti, influendo negativamente a livello economico, produttivo e logistico, il risultato è ancora più importante. E' vero che, già dal 2022, a farsi sentire sarà il repentino aumento dei costi delle materie prime, e di quelli associati all'energia, ma le prospettive rimangono comunque positive.

I risultati nel dettaglio

Le moto sembrano attirare ancora oggi molti giovani, come confermato dalle vendite delle 125. In cima alle classifiche rientrano non solo scooter, ma anche altre tipologie di ottave di litro. E le moto sportive stanno davvero attraversando una seconda giovinezza. Nei 12 mesi del 2021 sono state quasi 129.000 le moto oggetto di immatricolazione, con un aumento pari al 26,4% rispetto al 2020; posta a confronto con il 2019, la crescita è del 29,4%. Per quanto riguarda i numeri veri e propri, i modelli da 751 a 1.000 cc venduti hanno superato le 25.600 unità (centrando un +17,7%), seguite da vicino dalle moto oltre i 1.000 cc, con 25.154 immatricolazioni (ma la crescita rispetto ai 12 mesi precedenti è stata più elevata, pari al 18,5%). In sostanza, le oltre 750 coprono circa il 43% del comparto moto. Abbiamo già ricordato il successo delle 125, forti di un +43%, che precedono i modelli fino ai 500 cc (+41%). Osservando le tipologie esistenti, sono le enduro stradali a primeggiare, toccando i 46.300 esemplari, in coabitazione con le naked. Assieme hanno raccolto il 7% dell'ammontare complessivo delle vendite.

Gli scooter : un anno da ricordare

Il 2021 per gli scooter? Le vendite sono ammontate a più di 151.000 esemplari, includendo nel totale i modelli richiesti da Posteitaliane (ben 4.000). Percentualmente, si è al cospetto di un aumento del 21,3% e del 13,6% rispetto ai dati del 2020 e 2019. Nel caso degli scooter, a detenere la maggior parte delle quote di mercato sono i modelli fino a 125 cc (60.000 i modelli venduti), con uno straordinario +30%, e una quota di mercato che ha raggiunto il 42%. I modelli tra 251 e 500 cc hanno registrato un +17% (e 48.000 esemplari venduti) precedendo gli scooter fra i 126 e i 250 cc (+ 7% e 23.000 esemplari). Eppure, anche in un anno così positivo, esiste un dato negativo. A cosa si riferisce? Ai ciclomotori che, da gennaio a dicembre, hanno evidenziato un -4,7%, registrando un calo di poco inferiore al 2020.

I risultati complessivi e l'azienda più virtuosa

Riassumendo, tra moto, scooter e ciclomotori, il totale delle vendite nel corso del 2021 è stato di 289.000 unità. Merita di essere ricordata anche la situazione relativa ai modelli elettrici, con l'anno che ha portato alla vendita di quasi 11.000 esemplari (poco meno del 4% del mercato complessivo), pareggiando i risultati del 2020 (in realtà si è assistito a un piccolo aumento, pari allo 0,5%), ma ponendosi molto al di sopra del 2019 (+85%). Tra le aziende ad ottenere i risultati più rilevanti nell'ultimo anno, a spiccare il volo è stata BMW Motorrad, la divisione della casa di Monaco di Baviera specializzata nei veicoli a due ruote. Proprio nel 2021 tale divisione ha centrato il miglior risultato della sua storia. La crescita più evidente ha riguardato l'Asia e diversi Paesi europei. L'Italia, con il +15,2%, la Spagna, con il +14,4% e la Francia, con il +13,4%, hanno ottenuto i risultati più rilevanti. Nel Vecchio Continente, in totale, sono stati 9.100 gli esemplari consegnati in più rispetto al 2020. A trainare il Continente asiatico, invece, sono soprattutto la Cina (+21,4%) e l'India (+102,5%).

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