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Dal 2003 ad oggi: quanto sono cambiate MotoGP e Formula 1?

Oggi sono stati tolti i veli alla Ferrari F1-75 e dopo aver ammirato la Ducati GP22 possiamo ragionare su quanto siano diverse rispetto alle progenitrici del 2003

MotoGP: Dal 2003 ad oggi: quanto sono cambiate MotoGP e Formula 1?

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La tecnologia nel motorsport compie ogni anno degli enormi passi in avanti. Alcuni sono più evidenti e riguardano principalmente l'aerodinamica che incide sulle forme di auto e moto, altre riguardano la meccanica e pur essendo meno visibili dall'esterno rappresentano la vera anima di qualsiasi progetto. 

Osservando l'evoluzione delle MotoGP e delle vetture di Formula 1 negli ultimi 20 anni, è facile intuire quanto sia cambiata la formula di entrambe le discipline e forse da questo confronto risulta ancora più palese quanto sia proprio la MotoGP quella che ha fatto maggiore strada, almeno in proporzione. Nella cover di questo articolo sono presenti due Ferrari e due Ducati, rispettivamente del 2003 e del 2022. Quasi venti anni di storia di rosse italiane che riflettono l'intera storia delle due discipline.

Ovviamente la Formula 1 resta una spanna sopra qualsiasi altro mezzo spinto da un motore che calchi qualsiasi pista e già nel 2003 la tecnologia presente a bordo era impressionante. D'altra parte nel 2003 la MotoGP era in pratica una categoria neonata, con la Honda a farla da padrona con il suo poderoso V5 e la Ducati che si preparava a lanciare una grandissima sfida dopo aver dominato in SBK. 

Ducati GP3 e Ferrari F2003GA: semplicità estrema

Nell'approcciarsi alla MotoGP, Ducati scelse di poggiare le basi del progetto su dei cardini molto chiari. Il regolamento tecnico dell'epoca non avrebbe permesso di essere competitivi schierando una bicilindrica, per cui si scelse di adottare un V4, all'epoca una sorta di anatema per i ducatisti di tutto il mondo. Almeno gli scoppi erano di tipo Twin Pulse, come a voler simulare il comportamento di un grosso bicilindrico. Ma se per il motore si fece una eccezione, su altri elementi il DNA Ducati restò immutato, come il telaio a traliccio e il sistema di distribuzione Desmo. 

Per quanto le linee della GP3 fossero pulitissime, senza alcuna appendice aerodinamica posta sulle carene, Ducati era già molto avanti con gli studi aerodinamici e per definire le forme di questa moto fu assoldato Alan Jenkins, direttamente dalla F1 dove aveva ricoperto il ruolo di Direttore Tecnico in diversi team, tra cui la defunta Arrows. In Ducati compresero presto che per sfidare i giapponesi era necessario giocare su un campo leggermente diverso ed anche dal punto di vista dell'elettronica la prima incarnazione della Desmosedici era avanzatissima rispetto alle rivali, per quanto ben lontana dagli standard odierni. 

Contemporaneamente in Formula 1 la Ferrari stava imperversando da ormai tre anni con Michael Schumacher nell'abitacolo. Il tedesco a fine 2002 aveva conquistato il suo quinto titolo iridato, portando in pista tra l'altro una vettura talmente avanzata da essere definita la migliore monoposto di sempre, ovvero la F2002. Una macchina talmente veloce da essere utilizzata anche nelle prime gare della stagione succcessiva prima di cedere il passo alla sua erede, la F2003GA, dove GA era un omaggio per l'Avvocato Gianni Agnelli, deceduto prima della presentazione della squadra per il 2003. 

Spinta dal V10 di Maranello, la F2003GA rappresentava la summa della tecnologia disponibile in Ferrari e portava all'estremo i concetti aerodinamici già affrontati con la sua 'madre'. La ricerca aerodinamica era talmente avanzata da influenzare anche la parte meccanica della vettura. In pratica gli ingegneri dedicati all'aerodinamica chiedevano determinati spazi per sfruttare i flussi di aria fuori e dentro la vettura, e gli ingegneri meccanici erano costretti a lavorare su queste indicazioni. Ricordiamo ancora le parole di Ross Brawn all'epoca, quando disse che ormai una vettura di F1 somigliava di più a un caccia da combattimento che ad una vettura stradale. Tra l'altro la F2003GA fu anche protagonista della sfida tra Michael Schumacher e l'Eurofighter, ma questa è un'altra storia. 

Ducati GP22 e Ferrari F1-75: fantasia al potere

Balzo in avanti di quasi venti anni ed eccoci di fronte alle eredi di moto e auto di cui sopra. Ad un primo colpo d'occhio si potrebbe quasi pensare che lo sviluppo della F1 sia andato avanti molto più lentamente rispetto a quello della MotoGP. Sfidiamo chiunque a trovare grandi somiglianze tra la Ducati GP3 e la GP22, oltre al fatto di avere entrambe due ruote. La cosa cambia leggermente con la F2003GA e la F1-75, perché alcune somiglianze restano pura genetica da DNA della Formula 1, ma solo ad uno sguardo molto superficiale. 

La realtà è che in entrambi gli ambiti i passi in avanti sono stati enormi e volendoli sintetizzare in poche righe commetteremmo un grande errore. Per quanto riguarda la MotoGP è chiaro quanto sia diventata determinante l'aerodinamica rispetto al 2003, con un proliferare di ali, alette, canalizzatori, cucchiai sulle carene della Ducati. Sotto le carene poi ci sono altri elementi altrettanto importanti a rendere le due moto molto diverse, come il cambio seamless, gli abbassatori anteriore e posteriore ed ovviamente una elettronica che per potenza di calcolo supera probabilmente ogni più rosea aspettativa del 2003. Il motore resta un V4, ma la tecnologia alla base del progetto è di un'altra era rispetto al primo V4 della Ducati. 

In Formula 1 è il chiaro riflesso di quanto il mondo sia cambiato dal 2003 ad oggi. La power unit della F1-75 è un oggetto meccanico di natura talmente diversa rispetto al V10 della F2003GA da far pensare di provenire da un altro pianeta. Sei cilindri al posto di dieci, un sistema elettrico a supportare il lavoro del motore endotermico rendendolo un ibrido ed una potenza complessiva di circa 1000 cv che permette a queste vetture di stabilire costantemente nuovi record su ogni tracciato. Stiamo parlando di circa 250 cv in più di quelli a disposizione di Schumacher nel 2003. 

Il nuovo regolamento tecnico del 2022 ha stravolto e forme delle vetture, che adesso sembrano realmente essere più attuali e moderne, ed ogni squadra sta interpretando questo cambiamento in modo diverso, con la possibilità che anche i valori in campo possano cambiare parecchio in questa stagione. Le nuove gomme Pirelli da 18 pollici cambiano moltissimo l'impatto estetico delle vetture soprattutto nella vista laterale ed in generale la sinuosità di queste F1 di ultima generazione appare emanare più fascino. 

Cambiamenti o stravolgimenti?

Dopo aver parlato di quanto siano cambiate MotoGP e Formula 1 dal 2003 ad oggi, resta il quesito più interessante. C'è un meglio o un peggio? Erano migliori le moto del 2003, più semplici nelle linee ed anche meno estreme sotto tutti i punti di vista, oppure quella sorta di astronave che è la GP22 incarna il meglio dell'ingegneria a due ruote oggi disponibile ed è pertanto migliore e basta?

Ed invece la F1, che ha guadagnato forme sinuose e tanta tecnologia, ma ha perso parte della sua anima con l'abbandono dei poderosi V10 e poi V8 e di conseguenza di quel sound paradisiaco che erano in grado di emettere, può ancora essere definita F1?

La verità non è quasi mai così complessa da affrontare. Il vecchio adagio 'si stava meglio quando si stava peggio' viene sbriciolato se osserviamo le gare delle ultime stagioni sia in MotoGP che in Formula 1. Spettacolo a profusione, grande equilibrio tra le prestazioni delle singole auto e moto ed in generale campionati avvincenti. Nel 2003 Schumacher vinse quasi dominando e solo la caparbietà di un grandissimo Kimi Raikkonen non gli permise di festeggiare in anticipo la vittoria del titolo. 

In MotoGP la Honda dominava e Valentino Rossi incantava, mentre nei test di Mandalika e Sepang spesso si sono trovate sei moto diverse ad occupare le prime sei posizioni delle classifiche. In Formula 1 il mondiale 2021 è stato uno dei più spettacolari della storia, per quanto il finale non sia stato affatto degno di quanto visto in pista nel magnifico duello tra Hamilton e il campione Verstappen. 

In definitiva non c'è una risposta univoca a questa domanda, perché stiamo parlando di epoche diverse, tecnologie diverse ed anche sport in un certo modo mutati al punto da essere quasi diversi. Lasciamo a voi ogni giudizio e siamo abbastanza sicuro che gli stessi giudizi saranno profondamente discordanti in base alle proprie esperienze personali relative al Motorsport. A noi piace pensare che a distanza di tanti anni, siano ancora delle rosse italiane ad affascinare più di qualsiasi altro mezzo in pista e su questo ci sono davvero pochi dubbi. 

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