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MotoGP, Mir: “Combattere con le Ducati è difficile, è difficile superarle"

Joan: “Siamo un po' migliorati, e il nuovo motore ha lo stesso carattere del precedente”. Rins: “Speravo di avere qualcosa che mi aiutasse nel pacchetto aerodinamico, ma quanto provato non è andato nel verso giusto”

MotoGP: Mir: “Combattere con le Ducati è difficile, è difficile superarle"

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A Sepang si chiude la due giorni di test e anche in casa Suzuki scendono le serrande dei box. È quindi tempo di bilanci in attesa di tornare prossimamente in pista a Mandalika. A prendere la parola per primo è Joan Mir che illustra quanto fatto nella prima uscita dell’anno sul tracciato malese.

“Oggi è stata una giornata importante per capire la potenza del motore e sono stato anche abbastanza veloce e costante – ha esordito – stamani abbiamo però sbagliato la scelta della gomma nel time attack mettendo la soft e di conseguenza mio sono dovuto fermare. Sono ripartito con la gomma nuova e la posteriore usata ed era davvero difficile realizzare il tempo, però cercare il tempo a tutti i costi non rappresentava la priorità”.

Uno dei temi di interesse è il nuovo motore.  

“Il carattere è sempre lo stesso. Quando sei sulla moto non noti un grande cambiamento, però è senza dubbio un aiuto. Spero che il miglioramento sia costante nel corso della stagione”.

Al termine dell’uscita malese, lo spagnolo analizza poi i punti positivi.

“Abbiamo migliorato la velocità di punta e questo credo sia un aspetto importante nel nostro processo di sviluppo. Il fatto è che combattere con le Ducati è difficile, è sempre molto complicato superarle. È sempre la stessa storia in ogni gara”.

Tra le novità ci sono poi i nuovi dischi portati da Brembo.

“Quando provi dei dischi nuovi ci vuole un po’ di tempo per trovare fiducia. Le sensazioni non erano le stesse. Bisogna però essere reattivi”.

Intanto, a Sepang, grande protagonista è stata l’Aprilia, costantemente attaccata al vertice.

 “Le Aprilia non mi hanno sorpreso, anche perché conosco quello che è il loro potenziale. Sono convito che saranno competitive nel corso di questa stagione”.

Adesso i riflettori si spostano sul test di Mandalika.

“In Indonesia dovremo confermare diverse cose, anche se oggi abbiamo avuto interessanti riscontri. Non sono superfelice, ma comunque soddisfatto per ciò che abbiamo fatto. Alla fine preferisco le giornate di test corte come queste, piuttosto che il Qatar, dove nei test sei veloce e poi in gara diventa tutto più difficile. Losail? La prima gara è sempre particolare, non bisogna sbagliare, tantomeno commettere errori”.

A prendere la parola in casa Suzuki è poi Rins.

“Non so se la Suzuki è pronta, ma io sono pronto – ha esordito lo spagnolo – è un peccato la pioggia di questa domenica, perché mi mancavano un paio di cose da provare. Sono comunque felice per questi due giorni di test, anche perché siamo riusciti a migliorare il nostro holeshot. La nostra priorità era comunque quella di lavorare sul pacchetto aerodinamico. Sono state portate alcune novità, ma non è andato tutto nel verso giusto. Abbiamo comunque realizzato un bel giro secco e anche il passo non era male. Vediamo ora cosa accadrà a Mandalika”.

Sul tema aerodinamica Rins viene poi incalzato.

“Speravo che portassero qualcosa che mi aiutasse in uscita dalla curve lente in prima marcia. Ne ho parlato con Suzuki a Jerez, ma non sono riusciti a soddisfare del tutto le mie richieste. In frenata riesco a essere competitivo, ma non in uscita”.

L’ultima battuta è sulle Ducati.

“Le Ducati ufficiali non hanno centrato un giro secco performante, perché Pecco e Miller stanno utilizzando la moto nuova e allora bisogna compiere un passo alla volta. Bastianini con la GP21 è stato super veloce, ma la verità la scopriremo in Qatar”.     

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