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MotoGP, Marquez: "Per ora il limite non è la nuova Honda ma il mio corpo"

"Sono distrutto, ma fare questi test è stato il migliore allenamento. Quando ho spinto il tempo è arrivato, quando il fisico me lo permetterà dovrò essere più costante"

MotoGP: Marquez: "Per ora il limite non è la nuova Honda ma il mio corpo"

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Sfinito ma felice, quelli di Sepang non sono per Marquez non sono stati test importanti solo per mettere alla frusta la nuova Honda ma anche il suo fisico. Dopo due giorni può ritenersi soddisfatto, non solo per l’8° tempo in classifica.

In generale somo contento, fare giri è la cosa migliore per la moto e per il mio corpo - spiega - La cosa  più importante è stata capire meglio questa moto e, quando ho spinto, il tempo è arrivato. Nel pomeriggio, ho provato dei cambiamenti importanti, ma ho girato in sicurezza perché il mio fisico non faceva quello che volevo e non era mia intenzione cadere”.

Marc ha dovuto trovare il giusto bilanciamento tra la voglia di provare e la necessità di non superare il limite.

“Nel pomeriggio era previsto un long run, fortunatamente per me è piovuto perché ero già distrutto - scherza - Ho fatto comunque qualche giro sull’asfalto umido e la moto si è comportata bene”.

Lo spagnolo ha le idee chiare su quale sia il prossimo passo.

Devo semplicemente macinare chilometri - afferma - A volte nei test puoi confonderti, quindi con più tempo in sella potrò capire quello che ho bisogno e quale sia il potenziale della nuova moto”.

Honda ha cambiato il DNA della RC213V.

È una moto abbastanza diversa - conferma - Il mio punto di forza è sempre stata la velocità in entrata di curva e questo un po’ manca, perché la filosofia di questa moto è riuscire a fare il tempo in uscita di curva. Prima di tutto devo riuscire a essere costante, oggi non lo sono stato a causa del mio fisico. Appena ci riuscirò mi adatterò alla moto, una volta fatto quello adatterò la moto a me stesso.”.

Marquez è chiaro su questo punto: prima di tutto deve tornare in forma.

In questo momento il limite non è la moto, ma il mio corpo - ammette - Al mattino mi sentivo bene, ma progressivamente ho iniziato a essere sempre più tempo. Sapevamo che sarebbe piovuto verso le 13, ma a mezzogiorno ho detto al team che dovevo fermami, non ce la facevo più. La spalla reagisce bene, il problema è la mia condizione fisica generale. Questi due giorni di test sono stati il miglior allenamento possibile per me, come lo saranno i prossimi tre a Mandalika. Poi, tornato a casa, mi riposerò.

Lo scorso anno Marc ha imparato a riconoscere i suoi limiti.

Devi capire la situazione in cui ti trovi, l’anno scorso ero stato in difficoltà finché non l’avevo fatto. Da quel momento in poi erano arrivati i risultati - ricorda - Forse nella prima gara, in Qatar, soffrirò, o magari sarò davanti. In questo momento non lo so, serviranno le prime 3 gare per capire dove siamo. Se guardiamo la  classifica, la moto migliore è l’Aprilia, ma le gare sono sempre molto diverse dai test. Nelle prove sono sempre tutti veloci”.

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