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Bastianini: "In MotoGP non puoi permetterti di montarti la testa"

Enea: "Qui è un attimo ritrovarsi 15°, ma la Ducati 2021 è un netto passo in avanti, sarò competitivo". Di Giannantonio: "Sto male, ma che mi frega? Sono su una MotoGP"

MotoGP: Bastianini: "In MotoGP non puoi permetterti di montarti la testa"

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Enea Bastianini ha chiuso la prima giornata di test ufficiali a Sepang accreditato del 4° ad appena 267 millesimi dal riferimento di giornata che è di Aleix Espargarò. Un risultato che conferma quanto di buono il pilota di Gresini Racing aveva mostrato a Jerez, quando era salito per la prima volta sulla Ducati del 2021.

Il potenziale è indubbiamente elevato e l'asticella delle ambizioni si alza, ma Enea al termine della giornata richiama alla calma sapendo perfettamente che per quanto sia iniziato nel migliore dei modi, il cammino per entrare di diritto nel ristretto gruppo di top rider è ancora lunga. 

"Non c’è il rischio di montarsi la testa - ha detto Eneala MotoGP non è la categoria in cui puoi montarti la testa, perché in un attimo passi dall’essere primo a trovarti decimo o quindicesimo. Sicuramente posso dire di avere belle sensazioni con la moto, non abbiamo toccato niente rispetto a Jerez e questo è importante perché vuol dire che l’assetto di base funziona molto bene. Sono contentissimo di essere tornato in moto e di averlo fatto qui in Malesia, su una pista che è davvero incredibile con queste moto". 

Hai avuto delle belle conferme dopo Jerez. 
"Abbiamo provato questa moto per la prima volta a Jerez, ma quando giri su una sola pista non capisci molto. Adesso è diverso, questa moto è senza dubbio migliore in ogni sezione della pista. Con questa Ducati puoi frenare più tardi e mi piace molto il grip al posteriore, lo apprezzo specialmente con le gomme nuove. Posso essere molto più aggressivo di quanto potessi con la moto del 2019. Sepang è bellissima, molto veloce e negli ultimi due rettilinei è fantastico girare con questo motore". 

In cosa pensi di poter fare un netto passo in avanti grazie a questa Ducati?
"Per me posso essere più competitivo, specialmente in qualifica. Rispetto alla moto 2019 c’è solo una differenza netta leggermente negativa, cioè che con quella del 2019 era più facile risparmiare le gomme. Con questa puoi sfruttare meglio i primi giri per essere veloci, ma dopo arriva un drop più pronunciato, ma va bene così, perché ti permette di essere più veloce". 

Nell'altra metà del box Fabio Di Giannantonio ha continuato ad accumulare esperienza sulla MotoGP, dopo aver dovuto saltare due dei tre giorni di Shakedown a causa di una gastroenterite che l'ha messo ko. Per il romano tanti giri in sella ed una giornata chiusa con il 20° tempo a poco più di 1,5 secondi dai migliori riferimenti. 

"Mi sento decisamente meglio, nei due giorni di Shakedown che ho mancato sono stato bloccato a letto - ha detto Diggia -  Adesso va bene, oggi ho fatto tanti giri quindi è un buon segno, anche se non sono ancora al 100%. Mi ero abituato ad avere una preparazione certosina per ogni cosa, dai test alle gare, invece qui è andata così. Ma che mi frega, sto guidando la MotoGP! Alla fine è ancora più forte l’entusiasmo e l’emozione che qualsiasi altra cosa".

Ti sei trovato a girare con qualcuno dei più esperti in pista, hai seguito qualcuno?
"Oggi è stato figo girare in pista, perché c’era molta più gente, anche se non ho seguito molti piloti. Sono stato giusto qualche curva dietro a Quartararo, ma io ero ancora troppo lento e se n’è andato subito. Poi ho beccato anche Aleix Espargarò e Miller. Con Zarco è stato figo, perché ho provato a farmi vedere per dire ‘ci sono anche io', ma alla curva dopo mi sono trovato subito lontano! Sto cercando di capire come loro riescono ad andare forte restando rilassati, che poi è la chiave per andare forte. Devi arrivare ad un livello che ti consenta di guidare sciolto, per poi farti trovare pronto quando devi dare qualcosa in più".

Come ti sei trovato a Sepang oggi?
"Sepang è fantastica con la MotoGP, mi è sempre piaciuta con tutte le categorie ma con questa moto è davvero incredibile. Oggi abbiamo fatto tanti passi in avanti, quindi non posso che ritenermi soddisfatto". 

La MotoGP mancava da questa pista da due anni, che assetto di base avete preso come riferimento?
"Onestamente non so se questa base sia la stessa di due anni fa. Il lavoro in questa categoria è tantissimo, in Moto3 e Moto2 un pilota può capire meglio l’assetto della moto. In MotoGP c’è un’enorme mole di cose da considerare, quindi se il pilota inizia a pensare a tutto si perde. Io sono qui per fare esperienza, sto lavorando con Poggiali per capire il mio stile e come migliore le linee e tutto. Poi ho dei grandi ragazzi nel box che mi preparano le mie bambine, quindi mi fido di loro". 

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