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Caro carburanti: aumenti senza precedenti, si rischia l'emergenza

I prezzi dei carburanti continuano a salire e le associazioni dei consumatori rilevano un rincaro medio di 380 euro l'anno. Le associazioni dei consumatori gridano all'emergenza e sono pronte a dare battaglia

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Dalla scorsa estate assistiamo al costante aumento del prezzo sui carburanti e oggi torniamo sull'argomento, poiché si continuano a registare dei rincari. A rilevarlo, è il Mite (Ministero per la transizione ecologica), che ha mostrato i nuovi dati relativi alla settimana scorsa.

La benzina ha toccato i 1,8 euro al litro, mentre il diesel si sta avvicinando alla soglia di 1,7 euro/litro. Se parliamo di self service, il prezzo della benzina alla pompa è aumentato di circa 1,8 centesimi, passando dai precedenti 1,778 euro agli attuali 1,797 euro. Peggio il gasolio, che sale di 2,0 centesimi, passando così da 1,647 a 1,667 euro. Non cambia, almeno per ora, il GPL, che aumenta da 0,816 euro ad appena 0,817 euro. A conti fatti, è stimato un aumento medio di 380 euro l'anno a vettura.

I dati

L’Unione consumatori ha già stimato 20 euro in più, rispetto ai 15 di metà gennaio. Il Presidente Massimo Dona ha così dichiarato: “Il Governo non può più lavarsene le mani. La benzina, al pari di luce e gas, sta innescando una spirale inflazionistica molto pericolosa, con effetti nefasti per il potere d'acquisto e i consumi delle famiglie, e quindi per la ripresa in corso. Per questo nel prossimo Consiglio dei ministri si deve intervenire riducendo le accise di almeno 20 centesimi, sterilizzando gli aumenti che stanno dissanguando gli automobilisti".

Della stessa idea è il Codacons, con Carlo Rienzi: “Oggi un pieno di benzina o diesel costa 15,85 euro in più rispetto allo stesso periodo del 2021. In un anno infatti la verde è aumentata del 21,4%, mentre il diesel segna un +23,5%. Incrementi che hanno effetti devastanti sulle tasche dei consumatori: solo per i rifornimenti di carburante una famiglia spende oggi 380 euro in più all'anno".

C'è poi il Presidente di Assoutenti, Furio Truzzi, che aggiunge: “Siamo in presenza di una vera e propria emergenza, perché gli incrementi dei listini dei carburanti hanno effetti negativi sull’intero sistema economico. Oltre ad aggravare la spesa degli italiani per i rifornimenti, il caro-benzina determina maggiori costi in capo a industrie e imprese, causa aumenti dei prezzi al dettaglio e ha ripercussioni sull’inflazione”. Non manca un commento, su IVA ed Accise: “Occorre introdurre strumenti in grado di sterilizzare l’Iva e ridurre le accise (voci che, sommate, pesano per quasi il 60% su ogni litro di benzina venduto in Italia, 55,1% sul gasolio) quando i prezzi alla pompa salgono oltre una certa soglia. Solo così sarà possibile contenere la crescita dei listini e limitare gli effetti indiretti del caro-benzina sui prezzi dei prodotti trasportati e sui costi per industria e imprese”.

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