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Dagli USA il motore rotativo del futuro: pesa 15 kg e ha 160 cavalli!

Una start-up americana sta cercando di reinventare il concetto di motore rotativo con una piattaforma modulare leggerissima ma potente. Arriverà anche sulle moto?

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Il motore Wankel, meglio conosciuto come rotativo, e le moto non sono mai andati troppo d'accordo: sono stati solo una decina o poco più gli esperimenti fatti con questa tipologia di propulsore sulle due ruote e l'unico modello in grado di uscire dalla categoria degli “azzardi” è stata la Norton RCW 588 che vinse il TT Senior dell'Isola di Man. Negli ultimi anni salì alle cronache la Crighton-Rotron, ma con i suoi 25 esemplari è più un feticcio per puristi che altro.  Sulle auto però il discorso cambia, e ci sono stati modelli in grado di riscuotere successo proprio per il loro motore rotativo: le Mazda RX7 e e RX8 sono forse gli esempi più celebri. Ma il motore rotativo è, per mille motivi, ai margini delle linee di produzione odierne: nonostante questo c'è una start-up americana che nel motore Wankel crede fermamente e ne ha messo a punto uno che potrebbe cambiare completamente le regole dell'automotive

15 KG x 160 CV!

Astron ha infatti sviluppato il suo Omega 1 Turbine Engine, un propulsore a benzina che sembra aver risolto sia il problema di alloggiamento del rotore che quello delle perdite di “lavoro utile”, e quindi di efficienza del motore. Il segreto di questa unità sembra essere la separazione delle 4 fasi del motore – aspirazione, compressione, espansione e scarico- con la divisione del ciclo in due camere separate. La presenza di 4 rotori permette di dividere il lavoro: due si occupano di aspirazione e compressione, due di espansione e scarico. Le due coppie di rotori sono separate da una valvola a disco rotante, quella che troviamo sui motori 2 tempi, e una precamera. Questo motore inoltre è dotato di un sistema simile a quello che nelle auto è conosciuto come Dynamic Skip Fuel, che permette di avere rotazioni attive in accelerazione ma che fa “veleggiare”, termine da prendere con le pinze, una volta raggiunta la velocità di crociera, aumentando non di poco l'efficienza. La centralina permette inoltre di impostare il motore sulla massima efficienza, sulla massima potenza o su più combinazioni dei due valori a seconda dell'applicazione di destinazione. Sì, perché questa unità sembra destinata al settore aerospaziale e forse a quello automobilistico, quindi per usi estremamente diversi.

Arriverà mai sulle moto?

La domanda che ci siamo posti appena abbiamo letto di questa incredibile combinazione di peso/potenza è stata solo una: quanto ci vorrà per vederlo su una moto? Difficile dirlo, ma probabilmente le strade dell'Omega 1 e del motociclismo non si incontreranno mai, perché il motore rotativo sembra essere un capitolo chiuso per le due ruote.

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